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Pesaro, Rossini Opera Festival 2019 – Gala ROF XL

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Parata di stelle per festeggiare i 40 anni del Rossini Opera Festival. Il Gala voluto in occasione dell’importante anniversario ha visto protagoniste alcune delle voci che hanno fatto la storia della manifestazione, al fianco di giovani e promettenti interpreti. Un appuntamento dall’esito complessivamente molto alto, con alcune punte di eccezionalità e qualche momento meno elettrizzante, ma comunque premiato dall’entusiasmo del pubblico che, evidentemente, condivideva appieno l’intento celebrativo della serata.

Sul podio dell’eccellente Orchestra sinfonica nazionale della Rai c’era Carlo Rizzi, che ha saputo non solo accompagnare con sensibilità i vari brani in programma, ma ha pure offerto una lettura sempre originale e incisiva. Soprattutto delle due Sinfonie (come sono indicate in partitura) da Il barbiere di Siviglia e Guillaume Tell, eseguite con suono ricercato, fraseggio ispirato, bel gioco dinamico, con una particolare attenzione a mettere in luce la straordinaria orchestrazione rossiniana. Il pubblico che gremiva la Vitrifrigo Arena (detto per inciso, nome cacofonico e impronunciabile quant’altri mai…) ha tributato al direttore vigorosi applausi, condivisi con l’orchestra e il coro del Teatro Ventidio Basso diretto da Giovanni Farina.
Il programma intendeva rendere ragione del “multiforme ingegno” rossiniano, per dirla con Omero, e presentava quindi una prima parte centrata su alcuni capolavori buffi, per poi concentrarsi nella seconda sull’opera seria. Allo stesso tempo, i titoli scelti rimandavano ad alcuni allestimenti operistici che in 40 anni hanno segnato la storia del Festival. La scelta riflette anche uno degli obiettivi del Rof, ossia dimostrare – perché, purtroppo ce n’è ancora bisogno – che Rossini non può essere ridotto a compositore di opere buffe, come peraltro lui stesso scrisse in vecchiaia, giocando al ribasso, nella celebre dedica della Petite Messe Solennelle. Rossini è invece un gigante della storia della musica che ha saputo essere sommo nel genere comico e nel genere serio, dando ragione di tutta la complessità della vita, come solo la grande arte sa fare.

Diciamo subito che ciò che mi ha più colpito della serata è stata l’esecuzione della Gran Scena (tale risulta da partitura e tale è nella realtà: qualcosa di grandioso) tratta da Ermione, ovvero da uno dei massimi capolavori del Nostro. Ne è stata interprete una Angela Meade a dir poco stupefacente per la bellezza di una voce di timbro preziosissimo, omogenea in tutti i registri, piena nelle note centrali e basse, possente negli acuti, di volume amplissimo (riempiva letteralmente la non piccola arena). L’interprete poi è stata assolutamente convincente per morbidezza della cavata, precisione virtuosistica, accento e scolpitura della frase, nel segno di un plastico neoclassicismo screziato di venature romantiche. Caratteristiche che, insieme, sprigionavano un assoluto carisma scenico, che ha tenuto in religioso silenzio le centinaia di spettatori, stregati e avvinti in una tensione teatrale poi esplosa in una sorta di dionisiaco delirio di applausi.
L’altra stella che ha brillato luminosissima nel Gala è stata – e non poteva essere altrimenti – quella di Juan Diego Flórez, il cantante che forse più di ogni altro incarna la rivoluzione nell’approccio alla musica di Rossini operata dal Festival. Flórez, in un certo senso, è il Rof. Anche a dispetto di alcune sue recenti, discutibili scelte di repertorio. A Pesaro il tenore peruviano si è dapprima presentato nelle vesti di elegantissimo Don Ramiro, ricamando con grazia e dolcezza l’aria “Sì ritrovarla io giuro” e sgranando con precisione le agilità. Certo, rispetto a qualche anno fa gli acuti hanno perso qualcosa in termini di squillo, ma la voce si è fatta più corposa soprattutto nei centri e il gusto del fraseggiare è immutato nella sua assorta, squisita, seducente dolcezza. Tutte qualità che si sono fatte apprezzare anche nella grande aria di Arnold “Asile héréditaire” da Guillaume Tell, laddove abbiamo registrato un valore aggiunto derivato dalla lingua francese, alle cui nuances in qualche modo sembrano corrispondere con naturalezza il timbro e la finissima sensibilità interpretativa di Flórez. Che è stato applauditissimo anche nell’impegnativo duetto Arnold-Guillaume dal Tell, cantato con l’ottimo Michele Pertusi, la cui nobiltà nel canto e autorevolezza scenica restano immutate pur nel trascorrere degli anni.

Straordinaria è stata poi l’esecuzione dell’aria “Cessa di più resistere” dal Barbiere di Siviglia da parte del tenore Lawrence Brownlee: voce rotonda, chiara e omogenea, volume notevole e tecnica solidissima, uniti a un bel taglio interpretativo gli sono valsi calorosissimi applausi. Nicola Alaimo nell’aria di Don Magnifico “Sia qualunque delle figlie” con la bellezza del timbro, la franchezza dell’interprete e la sua innata simpatia è riuscito a far credere al pubblico di trovarsi nel bel mezzo di una rappresentazione di Cenerentola. Cosa che invece non è riuscita al pur bravissimo Paolo Bordogna, un po’ freddo nelle vesti di Don Bartolo. Così come un tantino fuori luogo è parso Franco Vassallo che ha cantato un Figaro un po’ “vecchio stile” e un “Sois immobile, et verse la terre” francamente poco nobile (e la cosa colpisce nell’ambito di un concerto promosso dal Rof). Intendiamoci: la voce è bella, ma l’interprete, nonostante l’oggettiva bravura nel legato, è parso discutibile.
Bravi infine Anna Goryachova e Ruzil Gatin nel duetto Melibea–Libenskof da Il viaggio a Reims, cantato con partecipazione e molte sfumature. Resta da dire dei due concertati con cui si sono chiuse la prima e la seconda parte della serata: la “follia organizzata” del Finale Primo dell’Italiana in Algeri, staccato in tempo vorticoso da Rizzi, e il superbo Finale Quarto del Guillaume Tell, che ha chiuso il concerto in un festoso tripudio. In queste pagine hanno dato un importante apporto anche Carlo Cigni (in luogo dell’annunciato Mirco Palazzi, indisposto), Valeria Girardello e Claudia Muschio.

Rossini Opera Festival 2019
GALA ROF XL
Musiche di Gioachino Rossini

Valeria Girardello
Anna Goryachova
Angela Meade
Claudia Muschio
Nicola Alaimo
Paolo Bordogna
Lawrence Brownlee
Juan Diego Flórez
Ruzil Gatin
Michele Pertusi
Franco Vassallo
Carlo Cigni

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Coro del Teatro Ventidio Basso
Direttore Carlo Rizzi
Maestro del coro Giovanni Farina
Pesaro, Vitrifrigo Arena, 21 agosto 2019

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