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Pesaro, Rossini Opera Festival 2019 – Concerto di Jessica Pratt e Cecilia Molinari

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Due voci per Gioachino Rossini. Il ricco programma della quarantesima edizione del Rossini Opera Festival contempla anche diversi appuntamenti col Belcanto. Quello a cui ho assistito, annunciava la presenza di Jessica Pratt e del mezzosprano Varduhi Abrahamyan, poi sostituita dalla giovane Cecilia Molinari, impegnata qui a Pesaro nelle recite di Demetrio e Polibio. Sul podio della non eccelsa Orchestra Sinfonica Rossini c’era Carlo Tenan, che ha avuto il merito di mantenere un buon equilibrio col palcoscenico e di servire adeguatamente il canto.

Il concerto si è aperto con una frizzante lettura della Sinfonia da L’italiana in Algeri, nella quale il direttore ha trovato anche inedite prospettive dinamiche e agogiche. Più chiaroscurata e romantica la direzione della Sinfonia di Otello, con suoni rotondi e turgidi.
Cecilia Molinari, in svolazzante abito rosso, si presenta al pubblico con una di quelle pagine di riferimento per la voce del mezzosoprano, capaci di incarnare un’epoca, entrate nell’immaginario di chiunque ami il grande repertorio operistico e il genio di Rossini in particolare: “Di tanti palpiti” da Tancredi. Intona con fierezza e attenzione alla parola il recitativo, affronta con liquida facilità la celeberrima melodia, restituendola in tutto il suo giovanile fiorire. Risulta invece amorosa e volitiva nell’aria “Contro un cor che accende amore” dal Barbiere di Siviglia, ove sfoggia anche maggiore sicurezza scenica. La sua è una voce morbida e di bel colore, omogenea in tutti i registri; per di più, vanta un’ottima tecnica e siamo certi che possa crescere ancora, soprattutto sul fronte interpretativo.

Jessica Prat, in sbrilluccicante abito bianco e azzurro, con “Cingi la benda candida” da Adelaide di Borgogna affronta una delle diverse incarnazioni dell’aria “Cessa di più resistere” del Barbiere, con squisita sensibilità nell’uso delle mezzevoci e una particolare attenzione a sfumare l’arco melodico, concludendo con un svettante acuto. Tira fuori tutta la grinta nel successivo rondò da Matilde di Shabran, ove appare particolarmente incisiva nell’esortare le femmine, “nate per vincere e regnar”, sfoggia acuti sicuri e ben proiettati e una fierezza davvero elettrizzante.
Molto suggestivo il fondersi delle voci nel magnifico duettino da Zelmira, sull’etereo accompagnamento dell’arpa, con il timbro scuro del corno inglese a ricamare una dolente melodia, densa di nostalgia. Le voci sono tornate a dialogare nell’ultimo brano in programma, il duetto “O qual scegliesti” da Tancredi, che narra l’incontro conflittuale tra il protagonista e Amenaide, vittime di reciproche incomprensioni. Le due cantanti hanno saputo trascolorare in modo assolutamente convincente dallo sdegno iniziale al tormento conclusivo, offrendo così un saggio della sublime arte di Rossini. Il grande compositore è capace di trasfigurare le emozioni e i sentimenti in un’astrazione musicale che, paradossalmente, ha come esito quello di scolpirli con ancor più forza e lasciarli decantare nel cuore e nella mente di chi, come il pubblico di Pesaro, letteralmente lo adora.

Rossini Opera Festival 2019
CONCERTO LIRICO-SINFONICO
Musiche di Gioachino Rossini

Mezzosoprano Cecilia Molinari
Soprano Jessica Pratt

Orchestra Sinfonica G. Rossini
Direttore Carlo Tenan
Pesaro, Teatro Rossini, 19 agosto 2019

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