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Parma, Festival Verdi 2019 – I due Foscari

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Qualcuno – forse Picasso – ha detto che l’arte è una bugia che ci permette di conoscere la verità. Ne è convinto Leo Muscato, regista del nuovo allestimento de I due Foscari di Giuseppe Verdi che ha inaugurato al Teatro Regio il Festival che Parma dedica al suo più illustre figlio. Fedele a questa affermazione, Muscato si concentra sull’essenza del soggetto che, come noto, è tratto da Byron e incarna un tema universale: il conflitto tra i doveri dello Stato e i sentimenti personali. Lo fa costruendo un allestimento che trova nell’astrazione la sua cifra distintiva in termini scenografici e di light design, ma si nutre di realismo sotto il profilo della recitazione. Così, l’impianto scenico (opera di Andrea Belli) è unico per tutti e tre gli atti dell’opera: una pedana circolare inclinata, sovrastata da un fondale ove si affacciano i ritratti di alcuni dei dogi della Serenissima così come si trovano nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Pochi elementi suggeriscono i vari ambienti in cui si svolge l’azione (il trono o la scrivania del doge, le catene per la prigione del di lui figlio, una scala…). I magnifici costumi di Silvia Aymonino aiutano a collocare gli eventi in un elegante Ottocento distante dall’epoca in cui si svolsero realmente i fatti. Le bellissime luci di Alessandro Verazzi hanno un taglio espressionista e contribuiscono a sbalzare i sentimenti e i tormenti dei personaggi, spesso colti nella loro desolata solitudine. L’esito è uno spettacolo ben costruito, suggestivo, convincente.

Sul podio della Filarmonica Arturo Toscanini, Paolo Arrivabeni offre una lettura musicale di solido mestiere, sufficientemente attenta al canto e innervata di un bel vigore ritmico. Il suo è un Verdi pienamente romantico, dal suono corrusco e denso, nel segno di una narrazione serrata.
Il cast vocale trova il suo punto di forza nel protagonista, il baritono Vladimir Stoyanov, un Francesco Foscari diviso tra ragion di Stato e affetto paterno e che proprio in tale veste trova accenti di umanissima commozione. La voce è chiara e ampia, l’interprete attento e sensibile, il canto sempre morbido e sfumato. Ha puntato sulla dimensione umana piuttosto che su quella eroica anche il tenore Stefan Pop, uno Jacopo Foscari perfettamente byroniano nel suo essere insofferente verso la società e le istituzioni, nella sua ribellione al mondo che solo nell’amore sponsale e paterno trova riscatto e requie. La voce del cantante romeno è parsa meno squillante negli acuti e meno ricca di armonici che in altre occasioni, ma forse proprio per questo più aderente al carattere del personaggio. Immutato il gusto nel porgere la frase musicale e l’attenzione alle dinamiche.
Maria Katzarava vanta una voce di bel timbro e morbida consistenza nella parte centrale del registro, ma tende a perdere corpo nelle note basse e a faticare nelle agilità. Il ruolo di Lucrezia Contarini è davvero impegnativo e si capisce che il soprano ce la mette tutta per venirne a capo, soprattutto sotto il profilo interpretativo. L’esito, tuttavia, è alterno. Così come non ha reso giustizia al perfido Loredano un Giacomo Prestia parso vocalmente affaticato.
Molto bravi invece i comprimari: l’incisivo Barbarigo di Francesco Marsiglia, Erica Wenmeng Gu (Pisana), Vasyl Solodkyy (un vigoroso Fante) e Gianni De Angelis (un servo). Eccellente la prestazione del coro del Teatro Regio istruito da Martino Faggiani.

Festival Verdi di Parma 2019
I DUE FOSCARI
Tragedia lirica in tre atti di Francesco Maria Piave, da Byron
Musica di Giuseppe Verdi

Francesco Foscari Vladimir Stoyanov
Jacopo Foscari Stefan Pop
Lucrezia Contarini Maria Katzarava
Jacopo Loredano Giacomo Prestia
Barbarigo Francesco Marsiglia
Pisana Erica Wenmeng Gu
Fante Vasyl Solodkyy
Servo Gianni De Angelis

Filarmonica Arturo Toscanini
Orchestra Giovanile della Via Emilia
Coro del Teatro Regio di Parma
Direttore Paolo Arrivabeni
Maestro del coro Martino Faggiani
Regia Leo Muscato
Scene Andrea Belli
Costumi Silvia Aymonino
Luci Alessandro Verazzi
Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
in coproduzione con Teatro Comunale di Bologna
Parma, Teatro Regio,  26 settembre 2019

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