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Milano, Teatro alla Scala – Gala Ambasciatori Rolex

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Evento musicale tra i più attesi e glamour dell’estate meneghina, già sold out da mesi, in una calda domenica di fine giugno va in scena, al Teatro alla Scala, il Gala Ambasciatori Rolex a favore dell’attività formativa dell’Accademia Teatro alla Scala. Brand svizzero con sede a Ginevra specializzato nella produzione di orologi di lusso, sponsor di teatri quali il Piermarini, il Covent Garden e il Met o di eventi prestigiosi come il Festival di Salisburgo e il Neujahrskonzert di Vienna, Rolex annovera tra i suoi testimonial eccellenze del mondo della cultura: nomi del calibro di Cecilia Bartoli, Kiri Te Kanawa, Antonio Pappano, Bryn Terfel, Martin Scorsese, solo per citarne alcuni.
In occasione dell’attività formativa dell’Accademia teatrale scaligera, viene proposto un concerto con ambasciatori Rolex dello star system, veri e propri solisti d’eccezione accompagnati da un’orchestra di gran livello, i Wiener Philarmoniker.

Nella prima parte, prettamente sinfonica, sul podio troviamo Gustavo Dudamel; con gesto scattante, il maestro venezuelano ottiene dalla Filarmonica di Vienna un suono brillante e smaltato. Apre la serata l’ouverture da La forza del destino di Giuseppe Verdi, diretta da Dudamel in maniera rapinosa e frenetica, improntata a ritmi serrati. Segue l’Allegro affettuoso dal Concerto in la min. op. 54 per pianoforte e orchestra di Robert Schumann, affrontato con un piglio più controllato ma ugualmente incisivo. In particolare, nel brano brilla la performance di Yuja Wang: in abito a metà coscia verde di paillettes, con braccia e schiena nude, la pianista cinese si distingue per la delicatezza nel tocco, la tecnica ferrea che non le fa sbagliare un colpo e uno spiccato virtuosismo. Tali qualità emergono, ancor di più, nel bis, una riscrittura per pianoforte dell’aria “Les tringles des sistres tintaient” dalla Carmen di Georges Bizet, dall’approccio maggiormente ferino e sensuale, dall’agogica sfrenata, di sicura presa sul pubblico.

Dopo l’intervallo, cambio di registro e di direttore, con l’inossidabile Plácido Domingo a reggere le redini della soirée. Servendosi di una gestualità ampia, abbastanza precisa, l’artista madrileno dà una lettura passionale, fortemente chiaroscurata dell’Intermezzo dell’opera di Pietro Mascagni L’amico Fritz, mentre nel prosieguo della serata accompagna con diligenza i cantanti, cercando di non metterli mai in difficoltà, ma propendendo spesso per sonorità eccessivamente muscolari.
Metallo dalle seducenti screziature bronzee, ben espanso nell’ampia sala teatrale, vigoroso nelle note alte e a fuoco in quelle basse, in forma vocale smagliante Jonas Kaufmann cesella con intelligenza il monologo di Don Alvaro “La vita è inferno…O tu che in seno agli angeli” dalla verdiana Forza del destino, dosando sapientemente la sfrontatezza degli acuti e le frasi sussurrate; perfettibile la dizione. Da cardiopalma è, poi, l’esecuzione della raffinata “Rachel, quand du Seigneur” da La Juive di Fromental Halévy, dove il bel tenebroso sfoggia suggestivi pianissimo e un fraseggio pregnante e rifinito. Dà, infine, vita a un Moro di Venezia innamorato, psicologicamente fragile e insicuro, nel romantico duetto del I atto dell’Otello di Verdi “Già nella notte densa”, a fianco della Desdemona appassionata ed energica di Sonya Yoncheva, avvolta in un ampio abito bianco a spalle scoperte dai riflessi perlacei.
Non è certo da meno del collega bavarese l’altro tenore scritturato, il belcantista Juan Diego Flórez, per l’occasione in un elegante smoking blue midnight. Vocalità schiettamente latina, di colore mediterraneo, emessa omogeneamente e con garbo, che corre con facilità nel teatro, basata su di un registro acuto penetrante e adamantino, come dimostrato già dalla cavatina di esordio “Ah, lève-toi, soleil” dal Roméo et Juliette di Charles Gounod, pervasa da una estatica atmosfera di sogno sfociante in uno sfogo di passione. Sempre nei panni del giovane Montecchi, il cantante peruviano affianca la Juliette della Yoncheva nel bel duetto d’amore “Va! Je t’ai pardonné”, dove emergono tutte le qualità del soprano: uno strumento vocale di buon peso, tornito nell’emissione, timbricamente cremoso, e un’interpretazione accorata e particolarmente sentita. Flórez propone anche uno dei suoi cavalli di battaglia, la celeberrima romanza “Una furtiva lagrima” tratta da L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, in cui si apprezzano l’eleganza nel porgere la parola e la tinta luminosa della sua voce.
Conclude il programma ufficiale “Vissi d’arte” dalla Tosca di Giacomo Puccini: una resa matronale e dolente, quella della diva bulgara, punteggiata da acuti corposi e da medi e gravi quasi sempre morbidi.

Seguono quattro bis, tra loro molto diversificati. Armato di chitarra, Flórez propone un brano degli anni Cinquanta del cantautore messicano Tomás Méndez, “Cucurrucucú paloma”, caratterizzato da languore, dando prova di una lodevole tenuta dei fiati. Kaufmann opta per il repertorio operettistico, cantando con brio “Grüss mir mein Wien” dalla Gräfin Mariza di Emmerich Kálmán. La Yoncheva, con fare civettuolo e recitazione brillante, propende invece per la ballata “O Paris, gai séjour de plaisir” dall’operetta Les Cent Vierges del francese Charles Lecocq. Ultimo bis, il celebre (e abusato) brindisi de La traviata, con Violetta contesa da due, anzi tre Alfredi, avendo Domingo a un certo punto cantato pure lui abbandonando la bacchetta a Dudamel, il tutto accompagnato da mani battute a tempo e da un clima festoso.
Il pubblico cosmopolita che affollava la Scala in tutti i suoi ordini ha tributato alla serata di gala un entusiastico successo, con festanti applausi a scena aperta e prolungate ovazioni al termine.

Teatro alla Scala – Concerti straordinari 2018/19
GALA AMBASCIATORI ROLEX A FAVORE DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA

G. Verdi: La forza del destino, Ouverture
R. Schumann: Concerto in la min. op. 54 per pianoforte e orchestra, Allegro affettuoso – Yuja Wang
P. Mascagni: L’amico Fritz, Intermezzo
G. Verdi: La forza del destino, “La vita è inferno…O tu che in seno agli angeli” – Jonas Kaufmann
C. Gounod: Roméo et Juliette, “Ah, lève-toi, soleil” – Juan Diego Flórez
“Va! Je t’ai pardonné” – Sonya Yoncheva, Juan Diego Flórez
G. Verdi: Otello, “Già nella notte densa” – Jonas Kaufmann, Sonya Yoncheva
G. Donizetti: L’elisir d’amore, “Una furtiva lagrima” – Juan Diego Flórez
F. Halévy: La juive, “Rachel, quand du Seigneur” – Jonas Kaufmann
G. Puccini: Tosca, “Vissi d’arte” – Sonya Yoncheva

Bis:
G. Bizet: Carmen, “Les tringles des sistres tintaient”, riscrittura per pianoforte – YujaWang
P. Méndez, “Cucurrucucú paloma” – Juan Diego Flórez
E. Kálmán: Gräfin Mariza, “Grüss mir mein Wien” – Jonas Kaufmann
C. Lecocq: Les Cent Vierges, “O Paris, gai séjour de plaisir” – Sonya Yoncheva
G. Verdi: La traviata, “Libiamo ne’ lieti calici” – Juan Diego Flórez, Jonas Kaufmann, Sonya Yoncheva, Plácido Domingo

Wiener Philarmoniker
Direttori Gustavo Dudamel, Plácido Domingo
Pianoforte Yuja Wang
Soprano Sonya Yoncheva
Tenori Jonas Kaufmann, Juan Diego Flórez
Milano, 23 giugno 2019

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