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Milano, Teatro alla Scala – Concerto di Natale: L’enfance du Christ diretta da Gardiner

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La poesia del Natale secondo Hector BerliozL’enfance du Christ, la Trilogia sacra per soli, coro e orchestra op. 25 del grande compositore francese è stata eseguita con vivo successo al Teatro alla Scala, con gli eccellenti complessi del teatro milanese diretti da un John Eliot Gardiner in stato di grazia. Per non parlare del magnifico coro, istruito come sempre da Bruno Casoni, che tanta parte ha in questo singolare lavoro sacro.

Eseguita per la prima volta a Parigi nel 1854, L’enfance du Christ fu accolta con favore anche dal pubblico di allora, solitamente non così caloroso con Berlioz, tanto che il compositore stesso se ne meravigliò. In realtà si tratta di un lavoro attraversato da una ispirazione alta, sovente altissima, che declina alcune situazioni e suggestioni che appartengono all’immaginario comune del Natale secondo la raffinatissima sensibilità musicale di Berlioz. L’autore, che adulto si dichiarò non credente, ebbe comunque una educazione cattolica ed è proprio lì, alla sua infanzia (prima che a quella di Cristo) che sembra attingere per costruire i tasselli di questo singolarissimo polittico che ha in sé tutta la grazia, la dolcezza e la levigata bellezza della pittura preraffaellita. C’è uno sguardo al passato musicale (è noto che Berlioz stesso presentò il coro L’adieu des bergers come una sua ricostruzione di un brano seicentesco), ci sono riferimenti alle atmosfere e alle sonorità pastorali tipiche del Natale, c’è un esotismo forse un po’ di maniera ma di certo molto efficace. Il tutto, come detto, filtrato dalla sapienza di un orchestratore tra i maggiori della storia della musica.

Proprio tale ricchezza di colori e di timbri ha ben restituito la direzione di Gardiner, capace di passare dall’olio denso di umori terragni della prima parte, che vede protagonista un Erode in verità colto anche nella sua smarrita umanità, all’acquerello della fuga in Egitto, sino alla rarefazione sonora del finale. Qui gli strumenti dell’orchestra tacciono per lasciare spazio alle sole voci del coro, in una sorta di ascensione all’empireo, cui le voci bianche da dietro la scena aggiungono una curvatura di trascolorante, estatica contemplazione.
Nel testo, scritto dallo stesso Berlioz, si notano alcune affermazioni che oggi diremmo politicamente scorrette (riferite in particolare agli Ebrei) ma pure un rimando forte a un’attualità che, in fondo, è la perenne attualità del Vangelo. Penso in particolare alla scena della ricerca di un ricovero per Maria, Giuseppe e il Bambino nell’immaginaria città egizia di Sais: molti si rifiutano di accoglierli prima che un padre di famiglia, carpentiere come il padre di Gesù, apra loro la porta della sua casa (e come non pensare alla Notte Santa di Gozzano, alla sua delicata, domestica poesia delle piccole cose…).

Eccellenti tutti i solisti, latori di una interpretazione attentissima alle sfumature e al fraseggio: l’Erode possente e scuro di Nicolas Courjal, la Maria dolcissima di Ann Hallenberg, il Giuseppe affettuoso di Lionel Lhote. Incisivo il narratore del tenore Allan Clayton, così come il padre di famiglia di Thomas Dolié.
Resta da dire del coro, ma in parte ho già anticipato un giudizio di assoluta eccellenza per compattezza, intonazione, morbidezza dell’impasto timbrico, nettezza del disegno delle voci per un affresco ora imponente, ora quasi sussurrato.

Teatro alla Scala – Concerto di Natale
L’ENFANCE DU CHRIST
trilogia sacra per soli, coro e orchestra, op. 25
Libretto e musica di Hector Berlioz

Récitant/Un Centurion Allan Clayton
Sainte Marie Ann Hallenberg
Saint Joseph Lionel Lhote
Hérode Nicolas Courjal
Père de famille/Polydorus Thomas Dolié

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Coro di voci bianche dell’Accademia Teatro alla Scala
Direttore John Eliot Gardiner
Maestro del coro Bruno Casoni
Milano, 20 dicembre 2019

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