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Martina Franca, Festival della Valle d’Itria 2019 – Orfeo

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La verità, vi prego, sull’amore. Prendendo a prestito un celebre verso di Wystan Hugh Auden, si può forse condensare il senso ultimo di Orfeo, pasticcio di Nicola Porpora andato in scena al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Un lavoro eseguito in prima moderna e in unica rappresentazione ma che, per l’oggettiva bellezza della musica, meritava forse almeno una replica. Delle caratteristiche di Orfeo, applaudito per la prima volta a Londra nel 1736, ha parlato per “Connessi all’Opera” il musicologo Giovanni Andrea Sechi, che ha curato l’edizione critica della partitura e alla sua intervista, ricca di spunti, rimandiamo per un inquadramento generale.
Perché Auden? Perché l’ennesima metamorfosi operistica del mito fondativo della musica assume nel caso di Porpora la dimensione di una riflessione colta e seducente sui due temi che da sempre sono al centro della vita dell’uomo: amore e morte, concentrandosi soprattutto sul primo. Riflessione che nel caso dell’opera in questione conduce a un finale lieto lontano sì dal mito e, soprattutto, dalla realtà dell’esistenza (dalla morte indietro non si torna e nemmeno la musica, la più potente tra le arti, può compiere il miracolo). Riflessione che tuttavia esprime un desiderio profondamente radicato in ciascuno di noi: vincere la morte con l’amore. Questa, forse, la verità implorata da Auden.

Tutto ciò è anzitutto merito del libretto erudito e brillante di Paolo Rolli, che, oltre ad essere drammaturgicamente efficace, chiude nella precisione metrica di recitativi e arie, emozioni, sentimenti, schermaglie e ammiccamenti. Configurandosi come una sorta di piccola fenomenologia dell’amore (“Frammenti di un discorso amoroso”, direbbe qualcuno). Ma il merito è soprattutto del genio di Porpora (e di Hasse, Vinci, Araja, Veracini e Giacomelli) che dà corpo e consistenza a tale singolare fenomenologia con una stupenda varietà di accenti musicali, in una scrittura sempre raffinatissima.
Alla sua prima londinese l’opera ebbe come protagonista il mitico Farinelli. A Martina Franca c’era Raffaele Pe, controtenore oggi ormai tra i più celebri in questo repertorio. E non ha tradito le attese, dando il massimo per restituire con delicata espressività il carattere di questo Orfeo fiero e innamorato, disperato e dolente, finalmente gioioso nel suo riabbracciare l’adorata Euridice. La voce è ampia, di un velluto ambrato e morbido, soprattutto nei centri, la musicalità assoluta, i virtuosismi sempre precisi e mai eccessivi, l’accento chiaro e scandito, curatissime le sfumature. Il pubblico gli ha giustamente tributato un vivo successo. Al suo fianco, un cast nel complesso eccellente per proprietà stilistica e interpretazione. A cominciare dalla luminosa Euridice di Anna Maria Sarra, per proseguire con l’Aristeo incisivo di Rodrigo Sosa Dal Pozzo, controtenore di bella pasta vocale, diversa da Pe, e per questo in qualche modo a lui complementare. Bravissima Federica Carnevale nei panni di una volitiva Autonoe, così come ha pienamente convinto la coppia infera: il Pluto di scuro timbro e solenne accento di Davide Giangregorio e la Proserpina amorosa e musicale di Giuseppina Bridelli. Ottimo il quartetto vocale costituito da giovani dell’Accademia Celletti: Donatella De Luca, Arianna Manganello, Dario Pometti e Alberto Comes.

Massimo Gasparon, responsabile di regia, scene e costumi, costruisce uno spettacolo sontuoso e solenne, il cui fulcro espressivo ci pare risiedere in una sobrietà gestuale che trasfigura la leziosità settecentesca nel segno di una superiore stilizzazione. Molto della suggestione di questo spettacolo si deve ai magnifici costumi indossati con grande eleganza dai protagonisti, avvolti da luci calde.
Resta da dire del direttore George Petrou e dell’orchestra Armonia Atenea che, come tradisce il suo nome, viene dalla Grecia e suona su strumenti originali. Prestazione di alto livello per ricchezza di colori, duttilità di fraseggio e precisione ritmica.
Vivissimo successo per tutti.

Festival della Valle d’Itria 2019
ORFEO
Dramma per musica in tre atti
Libretto di Paolo Rolli
Musica di Nicola Porpora et alii
Edizione critica a cura di Giovanni Andrea Sechi

Orfeo Raffaele Pe
Euridice Anna Maria Sarra
Aristeo Rodrigo Sosa Dal Pozzo
Proserpina Giuseppina Bridelli
Pluto Davide Giangregorio
Autonoe Federica Carnevale

Armonia Atenea
Direttore George Petrou
Regia, scene, costumi e luci Massimo Gasparon
Nuova produzione
Martina Franca, 2 agosto 2019

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