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Innsbruck, Festival della musica antica 2019 – Concerto di Bejun Mehta

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Con l’emblematico titolo Le arie di Cesare si chiude la 43ª edizione delle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik. La serata conclusiva ha luogo nella nuovissima Haus der Musik – inaugurata alla fine dello scorso anno – che ospita varie istituzioni ed eventi. La grande sala, completamente rivestita di legno di quercia, permette di godere attraverso un’ampia vetrata, proprio dietro alla pedana destinata alle varie tipologie d’esecuzione, del panorama offerto dal corpo principale della Hofburg. Lo spazio, ideale per un concerto dedicato alla musica di Georg Friedrich Händel e dei suoi contemporanei, ospita una star internazionale della caratura del controtenore Bejun Mehta. Al suo fianco c’è una compagine d’alto livello, La Folia Barockorchester alla cui guida, impegnato anche come violino principale, sta il fondatore Robin Peter Müller.

L’ensemble rivela da subito un’alta qualità: l’omogeneità sonora, la precisione degli strumentisti, la levità dell’esecuzione, l’attenzione per una certa varietà nelle dinamiche e nelle agogiche, assicurano alla realizzazione una multiforme ricchezza coloristica, tale da cogliere appieno l’inventiva tipica del repertorio barocco. La preparazione tecnica del gruppo e la duttilità della prestazione si godono compiutamente in un brano come il Concerto grosso in re minore La Follia da Corelli di Francesco Geminiani in cui il virtuosismo degli orchestrali corrobora quello di Müller, impegnato al violino in una prova encomiabile. Il concertatore mostra gran gusto nell’accompagnamento del solista e altrettanta consapevolezza nell’approccio alle partiture inframezzate ai brani vocali.

Da par suo Mehta, chiamato a interpretare tutte le otto arie dedicate a Cesare nel Giulio Cesare di Händel, si dimostra particolarmente versato nel canto legato, esibito in “Non è sì vago e bello il fior del prato”, e al cospetto della scrittura cantabile. Dove, al contrario, le complesse ornamentazioni tipiche della scrittura barocca si impongono in tutto il loro dirompente portato, il controtenore sembra manifestare qualche segno di disagio, con alcune disomogeneità. Le emissioni centrali esaltano il timbro corposo, che si manifesta anche attraverso una buona proiezione in sala, inoltre sono apprezzabili la musicalità e l’attenzione al dialogo con gli strumentisti, caratteristica questa riscontrabile nella forte sintonia esibita in “Se in fiorito ameno prato” dove il violino di Müller ha un notevole rilievo. Nella seconda parte della serata Mehta si cimenta ancora con il personaggio di Cesare al quale conferisce umanità, specie nella rapita interpretazione del recitativo accompagnato e aria “Dall’ondoso periglio… Aure, deh, per pietà”, numero che richiede spiccata espressività e padronanza del fraseggio, sorretto da una dizione credibile.
L’entusiasmo finale del pubblico induce interprete e compagine a concedere un bis: “Caro! Bella! Più amabile beltà”, duetto che impegna Mehta nei panni di Cesare e Müller, al violino, a fare le veci di Cleopatra.

Innsbrucker Festwochen der Alten Musik
DIE ARIEN DES CÄSAR

Brani di
Georg Friedrich Händel, Antonio Vivaldi,
Arcangelo Corelli, Georg Philipp Telemann,
Heinrich Ignaz Franz Biber, Franceco Geminiani

La Folia Barockorchester
Violino e direttore Robin Peter Müller
Controtenore Bejun Mehta
Haus der Musik, Großer Saal, Innsbruck, 27 agosto 2019

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