Chiudi

Brescia, Teatro Grande – Guglielmo Tell (primo cast)

Condivisioni

Un bel successo di pubblico ha salutato la replica di Guglielmo Tell di Gioachino Rossini sul palco del Teatro Grande di Brescia. Della direzione di Carlo Goldstein, della seconda compagnia di canto e dell’allestimento di Arnaud Bernard, che ha debuttato al Teatro Sociale di Como prima di prendere la strada del Circuito OperaLombardia, ha già riferito Stefano Balbiani (vedi la recensione). Qui si dice dei tre interpreti principali del primo cast, nel complesso ottimo, ascoltato nella recita di venerdì 11 ottobre.
Gezim Myshketa, Guglielmo, vanta un timbro scuro e morbido, particolarmente bello nella zona media e grave del registro, dove assume sfumature calde e la proiezione del suono è ottima. L’interprete è attento e partecipe, fraseggia con gusto e recita con autorevolezza, anche se, soprattutto nel primo atto, si avverte qualche difficoltà in acuto; molto intensa la sua “Resta immobile”, ricamata con emozione sul canto dolente del violoncello.
Marigona Qerkezi vanta un materiale vocale importante, che piega a belle sfumature espressive: la sua Matilde è una donna al contempo fiera e appassionata; il ritratto che ne sortisce è notevole per musicalità e scavo interpretativo. Si sentirà certamente ancora parlare di questa ragazza che proprio in Rossini ha già dimostrato il suo valore.
La fierezza è anche la nota dominante dell’Arnoldo di Giulio Pelligra, più patriota che amante nell’incisività del fraseggio prestato a un timbro schiettamente tenorile. Gli acuti ci sono tutti e sono pure belli, anche se, soprattutto nell’aria “O muto asil del pianto”, si coglie una comprensibile tensione.

Download PDF
Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino