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Venezia, Palazzetto Bru Zane – Sauvons la caisse!, Faust et Marguerite

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Tra fine settembre e ottobre riprende l’intesa attività veneziana del Palazzetto Bru Zane, istituzione interessata alla valorizzazione della musica romantica francese. Il primo dei tre periodi nei quali si divide la programmazione annuale è interamente dedicato a Jacques Offenbach e la Parigi della musica leggera. Il weekend inaugurale ha il sapore della Parigi bohémienne del secondo Ottocento, la capitale dell’amore e della satira. Quest’ultima è profusa a piene mani nell’operetta, genere che più di tutti caratterizza la Francia di quel periodo. La cosiddetta musica leggera è a ben vedere un concentrato di pungente critica sociale e umorismo che si sprigiona irruente in composizioni spesso condensate in pochi caustici minuti.

È il caso del concerto di apertura dedicato, nella sua ora di durata, a un paio di operette in un atto (ouverture e sei numeri) con due soli personaggi in scena. Sauvons la caisse! appartiene al tardo periodo parigino di Charles Lecocq, in procinto di trasferirsi a Bruxelles. La prima rappresentazione, a ridosso del Natale 1871 (precisamente il 22 dicembre), tiene a battesimo la piccola sala della Tertulia-Parisienne, una sorta di caffè concerto in rue de Rochechouart. Il contesto è rievocato al Palazzetto dall’accompagnamento brillante e seducente di Pierre Cussac che alla fisarmonica ricrea le atmosfere e i profumi caratteristici della capitale francese e del suo pervasivo clima artistico. Gli interpreti, Lara Neumann e Flannan Obé, sopperiscono alla mancanza di una mise en scène con la loro sapiente disinvoltura, mista alla gioviale espressività. Il soprano veste i panni di Fille de l’air, cavallerizza di un circo ambulante, mentre il tenore impersona il giovane domestico Cruchinet. L’agile trama racconta di amori, di fraintendimenti, di vendetta, il tutto condito da caricature straniere, malintesi, giochi di parole e vari ingredienti cari al pubblico dell’epoca e ancora apprezzati. I numeri musicali assicurano a entrambi i solisti la possibilità di esibire le proprie doti: Neumann accenta con ironia il testo e Obé non è meno incisivo per cura nel fraseggio ed efficacia vocale.

Le medesime caratteristiche canore emergono in Faust et Marguerite di Frédéric Barbier. È palese l’intento parodistico nei confronti del celebre Faust di Charles Gounod che ispira la saynète bouffe (scenetta buffa) eseguita nel 1869 al Concert des Ambassadeurs, altro caffè concerto immortalato da un noto dipinto di Edgar Degas. I librettisti Félix Baumaine e Charles Blondelet utilizzano la vicenda goethiana solo come ispirazione poiché il loro lavoro intende prendersi gioco degli interpreti e delle loro manie di protagonismo. Faust diventa un tenore di provincia e Marguerite una cantante di provincia, ambedue intenti a far valere a tal punto la loro superiorità da non rendersi conto che qualcuno canta l’opera al loro posto. Una forma ironica graffiante, capace di inquadrare il narcisismo di un’intera categoria. Gli interpreti danno il meglio per sottolineare le battute più divertenti e certe situazioni al limite dell’assurdo. I brani hanno denominazioni chiaramente collegate all’opera di Gounod (Couplets des bijoux, Duo d’amour) a cui rimandano per qualche sottile evocazione musicale. Al termine il pubblico premia, con prolungati applausi, cantanti e fisarmonicista che mostrano di aver instaurato una perfetta sintonia collaborativa.

Palazzetto Bru Zane – Stagione 2018/2019
FESTIVAL JACQUES OFFENBACH E LA PARIGI DELLA MUSICA LEGGERA

Charles Lecocq
SAUVONS LA CAISSE!

Frédéric Barbier
FAUST ET MARGUERITE

Soprano Lara Neumann
Tenore Flannan Obé
Fisarmonica Pierre Cussac
Venezia, 30 settembre 2018

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