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Treviso, Teatro Comunale – Concerto di Antonio Pappano e Veronika Eberle

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Il Teatro Comunale “Mario del Monaco” di Treviso da qualche anno ha ampliato la propria offerta, includendo in stagione concerti sinfonici con orchestre di caratura internazionale, in tournée nel nostro Paese. Come ultima proposta della programmazione 2017-2018 è ospitata la Chamber Orchestra of Europe, una compagine di assoluto rilievo, fondata nel 1981 da un nucleo di musicisti e riconosciuta come “la migliore orchestra da camera del mondo”. Alla sua testa vi è un’autorità del calibro di Antonio Pappano, vero e proprio fuoriclasse, sempre interessato ad approfondire ed esplorare nuove vie musicali.

Lo si intuisce scorrendo il programma che accosta un inusitato Ligeti al Brahms più o meno noto. Prima ancora dell’esecuzione, è da rilevare, con profonda soddisfazione, la grande affluenza di pubblico, caloroso, oltre il consueto, durante l’intera serata. A beneficiarne, oltre all’ensemble e al direttore, è la violinista tedesca Veronika Eberle. Una carriera folgorante la sua, già legata ai nomi più illustri, con un’incessante attività in tutto il mondo e uno splendido Stradivari “Dragonetti” del 1700 tra le mani. A lei spetta l’esecuzione del titanico Concerto per violino op. 77 in re maggiore di Johannes Brahms.
Composto nel 1878, in una stagione felice e creativa, questo lavoro dalle ampie dimensioni (in origine pensato nell’insolita formula in quattro movimenti) riserva ampio spazio anche all’orchestra che bilancia la sviluppata parte solistica con un sinfonismo maestoso, attento alla lezione classica, d’impianto tipicamente romantico. Eberle è musicista ideale, capace di assecondare l’innato estro interpretativo con una tecnica agguerrita. La precisione con cui affronta i più temibili passaggi, l’intonazione sempre controllata, il fraseggio, piegato a una personale e volitiva lettura dell’opera, sono le caratteristiche immediatamente riscontrabili nella sua infiammata prestazione. Nella lettura vi è un’autorevolezza che va ben oltre la giovane età: si coglie da subito la tempra ardimentosa, una personalità dotata di spiccata sensibilità e connaturata musicalità. La partitura è dominata con istrionismo, mai inutilmente esibito ma sempre calibrato con sagacia, e il dialogo con orchestra e direttore manifesta un profondo connubio d’intenti, raro per efficacia e risultati.

Il resto del programma conferma l’altissimo livello della compagine. Le diverse sezioni strumentali si amalgamano con prodigiosa e ineffabile perizia, dando prova di un affiatamento cui, purtroppo, si assiste solo sporadicamente. Ne è prova il Concert Românesc per orchestra di György Ligeti. Il brano, suddiviso in quattro movimenti, è infarcito di tali virtuosismi orchestrali da decretare, da solo, l’altissimo livello della COE. Il connubio di elementi stilistici, legati alla musica popolare, si estrinseca, lungo l’esecuzione, in un crescendo di vorticose contaminazioni che chiamano in causa l’intero gruppo. Pappano è abile alchimista, capace di plasmare le sonorità e gli impasti con personali ingredienti maturati negli anni e nella costante frequentazione di un repertorio eclettico.
Le medesime caratteristiche sono riscontrabili nella conduzione della Serenata n. 1 op. 11 in re maggiore che s’innesta nella tradizione tardo settecentesca di questo genere, praticato da Mozart e Haydn. Al loro stile e a quello di Beethoven si rifà la scrittura brahmsiana in cui si mescolano una raffinata ricchezza inventiva e la vigile attenzione ai colori, profusi a piene mani nei sei movimenti della composizione. L’omaggio al classicismo viennese pervade l’opera che non lesina rimandi alle strutture predilette di quel periodo e ai ritmi danzanti, tanto apprezzati sul volgere del XVIII secolo. Di nuovo emerge incontrastata la perizia tecnica dell’orchestra e il valore dei singoli strumentisti (specie i validissimi fiati), abili nell’affrontare passaggi a loro affidati. Pappano tiene in pugno la situazione con un gesto eloquente che traccia le direttive interpretative e manifesta la costante attenzione per l’espressione musicale. Il calore del pubblico, tripudiante al termine, viene ripagato con la Sinfonia dalla Scala di Seta di Rossini in cui tutta la caricatura ironica profusa dall’autore è sagacemente colta dagli esecutori. Il concerto, dopo alcune tappe italiane (ultima, questa sera, al Fraschini di Pavia), approderà in Francia e in Svizzera. È auspicabile, per Treviso, un prosieguo in questa direzione, anche nelle prossime stagioni concertistiche.

Teatro Comunale Mario Del Monaco – Stagione sinfonica 2017/2018

György Ligeti:
Concert Românesc per orchestra

Johannes Brahms:
Concerto in re magg. op. 77 per violino e orchestra
Serenata n. 1 in re magg. op. 11

Bis
Gioachino Rossini
La scala di seta: Sinfonia

Chamber Orchestra of Europe
Direttore Antonio Pappano
Violinista Veronika Eberle
Treviso, 16 maggio 2018

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