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Treviso, Chiesa di San Teonisto – Recital pucciniano di Eleonora Buratto

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Un viaggio musicale e sentimentale nell’universo femminile di Giacomo Puccini accompagnati dalla voce di una primadonna del canto. Serata emozionante nella magnifica cornice della Chiesa di San Teonisto a Treviso: su iniziativa della Fondazione Benetton Studi Ricerche e dell’Associazione Lirica Trevigiana, il soprano Eleonora Buratto ha eseguito alcune arie pucciniane con Luca Capoferri al pianoforte e il contrappunto narrato di Elena Filini.
“Giacomo Puccini e le donne” era il titolo del concerto pensato dal direttore artistico Giuseppe Aiello, appassionato cultore del bello, che ha raccolto un pubblico numeroso ed entusiasta nell’antica chiesa trevigiana, da poco restaurata. Per Eleonora Buratto è stata l’occasione per misurarsi con le eroine pucciniane e aprire alcune finestre sul futuro repertorio nella carriera di un’artista di calibro assoluto. Anzitutto per la bellezza e consistenza del timbro, ampio e corposo in tutti i registri, screziato da fascinose bruniture nei centri e in basso, ma sicuro e svettante in acuto, ove la voce acquista un’inedita luminosità. L’intonazione è perfetta, il fraseggio è sempre studiatissimo, infinite le sfumature, ammirevole la capacità di dosare il peso vocale e di passare dal forte o mezzoforte a filati che hanno la consistenza di un sospiro.

E poi c’è un’interprete che cesella le parole, persegue una precisione nella restituzione del loro significato che dà sostanza a quel “canto di conversazione” che è una cifra importante nell’arte pucciniana. Così, la sua Mimì (già interpretata con successo su tanti palcoscenici) non è solo una semplice fioraia, ma acquista i tratti di una donna autentica, persino sensuale nell’incurvarsi della melodia che Eleonora Buratto tornisce con sapienza. In “Senza mamma”, l’inevitabile commozione è sincera e profonda, ma come trattenuta in un respiro, salvo poi sciogliersi negli occhi lucidi dell’interprete al termine dell’aria. Di intensa poesia e grande dignità la sua Liù, mentre nel “Sogno di Doretta”, la leggerezza si coniuga a una consistenza vocale che non è certo quella di una soubrette. In Tosca e Butterfly la morbidezza della cavata e la giustezza dell’accento conferiscono piena dignità alla preghiera della prima e alla ferma illusione della seconda.

Sensibilissimo l’accompagnamento di Luca Capoferri, che sembra cantare e respirare con il soprano e si fa apprezzare anche in una intensa esecuzione di una trascrizione per pianoforte dell’Intermezzo da Manon Lescaut. Elena Filini, dal canto suo, ha offerto al pubblico sapidi aneddoti e brevi ritratti delle tante donne amate da un compositore che, in una lettera, si definì “grande cacciatore di uccelli, libretti e belle donne”.
Vivissimo successo di pubblico e due bis: l’immancabile “O mio babbino caro” e il valzer di Musetta.

Chiesa di San Teonisto
GIACOMO PUCCINI E LE DONNE
Concerto lirico con Eleonora Buratto

La bohème, “Sì, mi chiamano Mimì”
Suor Angelica: “Senza mamma”
Turandot:  “Tu che di gel sei cinta”
Manon Lescaut: intermezzo al pianoforte
La rondine: “Chi il bel sogno di Doretta”
Madama Butterfly: “Un bel dì vedremo”
Tosca: “Vissi d’arte”

Bis:
Gianni Schicchi: “O mio babbino caro”
La bohème: “Quando me’n vo’”

Eleonora Buratto, soprano
Luca Capoferri, pianoforte
Elena Filini, critico musicale
Treviso, 29 settembre 2018

Immagine di copertina: foto di Roberto Mori

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