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Torino, Teatro Regio – Così fan tutte

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“Opera audace e incisiva, incoraggiante e consolatoria”: così Leonetta Bentivoglio e Lidia Bramani definiscono, nel loro libro E Susanna non vien. Amore e sesso in Mozart, il dramma giocoso in due atti Così fan tutte, composto dal genio salisburghese tra 1789 e 1790. Titolo conclusivo della trilogia musicata da Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, viene riproposto in chiusura di stagione al Teatro Regio di Torino nel bell’allestimento del 2003 del compianto Ettore Scola, ripreso per l’occasione da Vittorio Borrelli. Riflessione profonda e sarcastica sull’amore, sulla natura umana e sulle limitazioni dei rapporti e delle convenzioni sociali, in essa vengono miscelati con sapienza stilemi buffi e seri, in una riuscita analisi della chimica degli affetti.
Lo spettacolo oggi in scena nella città sabauda è di impianto estremamente tradizionale. Nonostante una recitazione e una gestualità scontate, con i cantanti spesso relegati al proscenio, il regista delinea un vivace affresco a tinte pastello della Napoli di XVIII secolo, popolata da marinai, mercanti e pitocchi. Di classe le gag proposte, mai sopra le righe: per esempio, vediamo spesso Despina che, da “ragazzaccia tracotante” qual è, amoreggia nella sua stanza con un paesano, ma sempre con garbo e pudore. Le scene di Luciano Ricceri, costituite perlopiù da fondali dipinti, rendono di volta in volta le differenti ambientazioni della storia: il porto con botteghe, il giardino con affaccio sul golfo partenopeo, l’interno del palazzo; i numerosi cambi di location sono celati da un sipario raffigurante una scena di genere marittimo. Estremamente curati i costumi settecenteschi di Odette Nicoletti, con una menzione particolare per quelli delle due dame ferraresi, color pervinca nel primo atto, azzurro e avorio nel secondo; efficaci le luci di Vladi Spigarolo.

Dal podio dell’Orchestra del Teatro Regio, Diego Fasolis dà vita a un Mozart arioso, crepitante, fluido e terso nel suono. Con una gestualità energica, propende per tempi scattanti e mai banali, rifinendo con eleganza ogni minimo dettaglio e proponendo integralmente la partitura. Sin dalle prime note dell’Ouverture, affrontata con brio e slancio, il maestro svizzero unisce rigore stilistico, pieno rispetto del dettato mozartiano, fantasia interpretativa e virtuosismo. Precisi e brillanti gli accompagnamenti al fortepiano di Carlo Caputo.

Il soprano Federica Lombardi è Fiordiligi: la voce è voluminosa e pastosa, ben sfogata in acuto, non sempre a fuoco nei gravi, come emerso nell’aria “Come scoglio immoto resta”. Interprete sensibile e raffinata, delinea una dama emotiva e delicata, fortemente combattuta tra la fedeltà e il nuovo impulso amoroso che prova nel suo cuore; la Lombardi si ritaglia un successo personale con il rondò “Per pietà ben mio perdona”, cesellato minuziosamente e velato di malinconia. Sbarazzina la Dorabella di Annalisa Stroppa: in possesso di una vocalità mezzosopranile di bel colore ambrato e omogenea in tutti i registri, rende alla perfezione l’aspetto leggero e ingenuo dell’altra sorella ferrarese, grazie anche a un fisico minuto e aggraziato. Ineccepibile la resa dell’aria “È amore un ladroncello”.
Il baritono sudtirolese Andrè Schuen è un Guglielmo aitante e virile, distintosi per uno strumento brunito di pasta scura morbido nell’emissione, nonché per una dizione ottima e per una estrema facilità all’acuto, come esemplificato dall’aria “Donne mie, la fate a tanti”. Francesco Marsiglia è un Ferrando gradevole, dalla voce tenorile luminosa anche se non debordante, a tratti nasale nelle note alte, con buone intenzioni di fraseggio, soprattutto nell’aria “Un’aura amorosa”.
Deliziosa la Despina del mezzosoprano Lucia Cirillo, dalla vocalità squillante, timbricamente sopranile, e dalla buona musicalità; recitando con gusto la parte della cameriera civettuola e fatua, non abusa eccessivamente di fastidiosi cachinni. Scenicamente convincente e vocalmente abbastanza vigoroso il Don Alfonso di Roberto de Candia, dallo strumento baritonale chiaro e tornito. Incisivi i brevi interventi del Coro del Teatro Regio, guidato da Andrea Secchi.
Numerosi applausi a scena aperta e, al termine della recita, festante successo per tutti gli artisti, con particolare entusiasmo per Diego Fasolis.

Teatro Regio – Stagione d’Opera 2017/2018
COSÌ FAN TUTTE
Dramma giocoso in due atti
Libretto di Lorenzo da Ponte
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Fiordiligi Federica Lombardi
Dorabella Annalisa Stroppa
Guglielmo Andrè Schuen
Ferrando Francesco Marsiglia
Despina Lucia Cirillo
Don Alfonso Roberto de Candia

Orchestra e Coro del Teatro Regio
Direttore Diego Fasolis
Maestro al fortepiano Carlo Caputo
Maestro del coro Andrea Secchi
Regia Ettore Scola ripresa da Vittorio Borrelli
Scene Luciano Ricceri
Costumi Odette Nicoletti
Luci Vladi Spigarolo
Allestimento Teatro Regio
Torino, 8 luglio 2018

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