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Roma, Teatro Palladium – Recital di Carmela Remigio

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Affascinante il recital di Carmela Remigio, accompagnata con classe da Michele D’Elia, che chiude la rassegna “Prime Donne” al Teatro Palladium con un programma interamente dedicato alla musica da camera italiana. Già insignita del prestigioso Premio Abbiati, la Remigio è un’interprete sempre attenta ad affrontare ogni ruolo con spirito di perfezione non solo sul fronte musicale, ma anche e soprattutto su quello drammaturgico, da intendersi in questo caso come intelligibilità della parola, un pregio artistico mai scontato per un artista lirico. Tanto più questo atteggiamento di scavo e resa del verso poetico è importante nell’approccio a un repertorio cameristico in cui, spesso più che in scena, il senso della parola è fondamentale per comprendere le sottigliezze del compositore e renderne al meglio un’interpretazione, un taglio, un’ombra o una luce che a tale scrittura si vuole riconoscere, in uno spazio compositivo nettamente ridotto.

Raro è inoltre trovare un programma da concerto interamente di musica vocale da camera italiana: come se tale produzione fosse di minor valore rispetto a quella di altri paesi, mentre questa occasione, offerta dal Teatro dell’Opera di Roma in collaborazione con la Fondazione Roma Tre, ci dimostra il contrario. Lo fa con la grazia, la gentilezza e la semplicità di Carmela Remigio, tanto nel suo approccio al pubblico, quanto nel suo canto che è sempre sincero, mai artefatto, ma anzi sempre puro e cristallino nel registro acuto, senza perdere compattezza e rotondità nel registro grave, approcciato senza forzature. Le melodie si irradiano nella sala per poi vaporizzarsi, a volte, in un arcobaleno di suggestioni sonore che danno corpo ai fantasmi e alle apparizioni delle dolci arie delle Soirées musicales di Rossini e di quelle baldanzose di Donizetti.

Le Nuits d’été à Pausilippe costituiscono davvero una rarità: infatti non capita mai di ascoltarle in un programma di concerto, mentre al contrario godono di una dignità tutt’altro che secondaria. Donizetti infonde in questi brani la stessa inventiva melodica delle arie operistiche raggiungendo apici di intensità in pochi fogli di musica. Non è la trama o la storicità del personaggio a dare credibilità alla situazione, ma l’interprete stesso che ha di fronte a sé un sentimento immediato, come uno spiraglio su una vicenda più vasta: pur trattandosi di pezzi conclusi in sé si avrebbe la voglia di ascoltare un seguito, una cabaletta, un duetto, un concertato che purtroppo non ci sono. Invece il brano si conclude lì, come un bozzetto pittorico a tinte fosche o una scenetta di genere, lasciando l’ascoltatore ammirato e ancora sospeso. E Carmela Remigio, con la complicità di Michele D’Elia, riesce a trasportare in un istante tutto il pubblico in ogni clima differente.
Di quel geniaccio di Rossini, poi, di cui è più noto il repertorio cameristico, il duo Remigio-D’Elia riesce a rendere scoppiettante ogni nota, rinnova ogni melodia con le sottigliezze di un fraseggio mai scontato e continuamente studiato, bilanciato ed equilibrato eppure sempre naturalmente prezioso. Le suggestive arcate melodiche o la brillantezza della coloratura dell’interprete trovano eco sui tasti del pianoforte che, come un’orchestra, moltiplica timbri ed effetti rendendo anche le pagine più note, come la Danza, un capolavoro rinnovato e mai scontato.
Un bis tostiano conclude un programma made in Italy veramente doc.

Teatro Palladium – Rassegna Prime Donne
RECITAL DI CARMELA REMIGIO

Gaetano Donizetti, da Nuits d’été à Pausilippe:
Il barcaiuolo
Il crociato
A mezzanotte
La torre di Biasone
La canocchia
Le crépuscule




Gioachino Rossini, da Soirées musicales:
La promessa
Il rimprovero
La partenza
L’orgia
L’invito
La pastorella dell’Alpi
La gita in gondola
La danza

Soprano Carmela Remigio
Pianista Michele D’Elia
Roma, 18 aprile 2018

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