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Palermo, Teatro Massimo – Fra Diavolo

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Giorgio Barberio Corsetti torna a firmare un allestimento al Teatro Massimo di Palermo dopo La Cenerentola di Gioachino Rossini e Le streghe di Venezia di Philip Glass nel 2016 e lo fa con un’altra regia dinamica; un altro tassello del suo cammino di ricerca e sperimentazione che ne contraddistingue l’identità e di quel suo originale “teatro-immagine” in cui è protagonista un nuovo modo di fare spettacolo.
Complice una pioggerella d’inizio primavera, si registra una platea non particolarmente affollata per la prima di Fra Diavolo di Daniel Auber, titolo assente dalle scene palermitane da ventinove anni e proposto oggi per la prima volta nell’originale francese ma con i recitativi al posto dei dialoghi.

Certamente vittoriosi da questa edizione escono sia l’allestimento di Barberio Corsetti che la direzione musicale di Jonathan Stockhammer: creativo e affabulatore il primo, precisa e brillante la seconda. Come in tutti gli ultimi spettacoli di Barberio Corsetti, l’elemento fondamentale anche qui è il costante gioco tra illusione e disinganno: la creazione di uno spazio visionario e pluridimensionale in cui i personaggi interagiscono tra proiezioni video in continua trasformazione. Affidati alle mani sapienti di Igor Renzetti, Lorenzo Bruno e Alessandra Solimene, i video si integrano perfettamente con la novità di una scenografia interamente realizzata con la tecnica di stampa in 3D. L’effetto è straordinario, soprattutto durante il primo atto, dove ogni passaggio è accompagnato da proiezioni fumettistiche, sovrapposizioni d’immagini e collage che fanno da vero e proprio commento visivo alla storia. Efficace e decisivo è anche il gioco di luci affidato a Marco Giusti che, attraverso continue variazioni cromatiche, riesce a suggestionare lo spettatore. Meno convincente è il secondo atto, che soffre di eccessiva staticità e monotonia e in cui spariscono le caratteristiche proprie del teatro di Barberio Corsetti che torna momentaneamente a uno stile rappresentativo classico. Dinamico e con una ritrovata vitalità è invece il terzo e ultimo atto, in cui i movimenti scenici, le proiezioni e le luci riconquistano un ruolo primario.

Straordinariamente in forma è l’Orchestra del Teatro Massimo che, con la direzione puntuale e decisa di Stockhammer, mostra grinta e passione invidiabili.
Nel cast si registra la presenza di due artisti siciliani: Antonino Siragusa, nella parte di Fra Diavolo, e Desirée Rancatore in quella di Zerline. Siragusa mostra una voce a tratti tagliente ma apprezzabile e precisa, capace di destreggiarsi bene anche nei difficili passaggi in pianissimo del secondo atto; ma è soprattutto nella scena e aria del terzo atto (“J’ai revu nos amis/Je vois marcher sur ma bannière”) che guadagna meritate ovazioni.
Per la Rancatore il ruolo di Zerline è un debutto e per la grinta con cui affronta la parte, sia vocalmente sia scenicamente, si può considerare la sua prova certamente positiva. Nonostante un’incertezza all’inizio, il soprano affronta la scena con la disinvoltura e la padronanza che la contraddistinguono e gli applausi e l’entusiasmo del pubblico al termine sono in gran parte per lei.
La coppia di viaggiatori inglesi è efficacemente interpretata da Chiara Amarù e Marco Filippo Romano, rispettivamente Lady Pamela e Lord Cockburn, voci limpide e presenza scenica notevole, così come quella di Giorgio Misseri che, grazie anche alla voce brillante, incarna in modo perfetto il ruolo di Lorenzo. Attenzione particolare va rivolta al giovane Francesco Vultaggio, che interpreta Mathéo padre di Zerline, baritono trapanese dalla bella voce limpida e dotato di una naturale predisposizione alla mimica. A completare il cast c’è la coppia Paolo Orecchia e Giorgio Turco, che interpretano in modo corretto ma senza entusiasmare i ruoli di Giacomo e Beppo.
Bene il coro del Teatro Massimo preparato da Piero Monti, che si conferma puntuale, vigoroso, e in continua crescita.

Teatro Massimo – Stagione 2018
FRA DIAVOLO
ou l’hôtellerie de Terracine
Opéra-comique in tre atti
Libretto di Eugène Scribe
Musica di Daniel-François-Esprit Auber
Prima esecuzione a Palermo dell’edizione in lingua francese

Fra Diavolo Antonino Siragusa
Lord Cockburn Marco Filippo Romano
Lady Pamela Chiara Amarù
Lorenzo Giorgio Misseri
Mathéo Francesco Vultaggio
Zerline Desirée Rancatore
Giacomo Paolo Orecchia
Beppo Giorgio Trucco
Un soldato Giuseppe Toia
Un contadino Tommaso Caramia

Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo
Direttore Jonathan Stockhammer
Maestro del coro Piero Monti
Regia Giorgio Barberio Corsetti
Scene Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
Costumi Francesco Esposito
Video Igor Renzetti, Lorenzo Bruno e Alessandra Solimene
Coreografia Roberto Zappalà ripresa da C. Enrico Musmeci
Luci Marco Giusti
Nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma
Palermo, 21 marzo 2018

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