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In concerto a Milano, Andrea Mastroni fa rivivere la Melancholia di Händel

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In principio fu Renata Scotto che, in un’intervista del 1972 al New York Times, dichiarò di aver ricevuto nientemeno che da Maria Malibran in persona, nel corso di una seduta spiritica nel lontano 1953, il mandato di interpretare le opere che furono scritte per lei. Da allora, come noto agli appassionati, il grande soprano ligure ha sempre affermato di sentirsi molto vicina, per sensibilità e carattere, alla celebre cantante ottocentesca. Poi venne Cecilia Bartoli, con la sua intelligente ricerca di un repertorio sovente dimenticato, a volte collegato a grandi figure del passato, come la stessa Malibran, a cui “santa” Cecilia dedicò un bellissimo cd con relativa tournée concertistica qualche anno fa.
Ora tocca al giovane e talentuoso basso Andrea Mastroni presentare un progetto musicale che si ispira a un celebrato interprete del barocco musicale, il basso veneziano Antonio Paolo Montagnana (1707-1751). Probabilmente allievo di Niccolò Porpora, dal 1725 in Laguna come maestro di coro dell’Ospedale degli Incurabili, Montagnana trascorse la parte centrale della sua carriera a Londra, dove ebbe modo di lavorare con grandi castrati come Farinelli, Senesino, Caffarelli. Nella capitale inglese, il cantante riuscì a porre al centro dell’attenzione il registro vocale di basso, all’epoca perlopiù confinato all’opera comica. Grazie a lui, i compositori trovarono ispirazione per dare anche al basso un ruolo di rilievo nelle opere serie. Nacque così una importante collaborazione tra un grande interprete e un immenso compositore, Georg Friedrich Händel, che proprio a Londra conosce Montagnana e, per quasi un decennio, scrive per lui ruoli inediti, riadatta musica già scritta, lo impiega a ogni livello: nelle opere, nel masque, negli oratori. Händel fu incantato da una voce che tale Sir John Clerk of Penicuik, il 5 maggio del 1733 dopo aver assistito al King’s Theatre a una recita dell’Orlando, definì “come un cannone”. A Montagnana e Händel Mastroni ha dedicato un bel cd di recente pubblicazione, dal titolo Melancholia (e di cui abbiamo dato notizia nelle scorse settimane intervistando il cantante).

Domenica 4 febbraio, Mastroni ha tenuto un concerto nella sala delle colonne del Museo Nazionale di Scienza e Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano, insieme all’ottima Accademia dell’Annunciata, che suona su strumenti originali, diretta da Riccardo Doni. Il programma ha alternato brani strumentali del compositore sassone ad alcune arie scritte proprio per Montagnana. Diciamo subito che la musica di Händel è magnifica e che magnifica è pure la voce ampia e sonora di Mastroni, dal timbro scuro e profondo, davvero singolare per colore e morbidezza; tanto più che questa voce è messa a servizio di un fraseggio duttile, piegato a sfumature di inaudita eleganza, ma pure incisivo e preciso nei virtuosismi di una scrittura ricca e frastagliata. Il cantante ha dedicato sempre grande attenzione alle parole, non solo nei recitativi, scanditi con precisione, ma anche nei momenti di lirica effusione, come nell’aria “Invida sorte avara”, da Ariodante, pagina di tersa bellezza. Ha emozionato la particolarissima scrittura di “Fra l’ombre e gl’orrori”, da Aci Galatea e Polifemo, che porta Mastroni a delibare un sicuro falsetto alternato a note profondissime, assecondato da un’orchestra morbida e avvolgente. Sul liquido accompagnamento di fiati e archi, in “Lascia amor e segui Marte” (da Orlando) il basso ha rivolto con piglio sicuro un invito agli ascoltatori perché combattano per la gloria. Nell’ultima aria del recital, “Già ridonar d’intorno”, tratta da Ezio, la voce è entrata in una vera e propria competizione con la tromba solista, e la possanza vocale di Mastroni non ha avuto nulla da temere dal confronto con la precisione, l’intonazione e la pulizia del solista Jonathan Pia, già applaudito nel brano strumentale “Mr. Haendel’s celebrated water piece”.
Vivo successo da parte del folto pubblico e un bis.

Museo Nazionale di Scienza e Tecnologia “Leonardo Da Vinci” – Stagione concertistica 2017/2018
MELANCHOLIA
Händel’s Bass Arias

Basso Andrea Mastroni

Accademia dell’Annunciata
Con strumenti originali
Tromba Jonathan Pia
Cembalo e direzione Riccardo Doni
Milano, 4 febbraio 2018

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