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Ferrara, Teatro Comunale – Lucia di Lammermoor

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La stagione lirica del Teatro Comunale di Ferrara è terminata con Lucia di Lammemoor di Donizetti. Frutto di una collaborazione tra Teatri e Umanesimo Latino di Treviso e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, lo spettacolo era già stato proposto a Treviso nell’ottobre 2017 con gli stessi interpreti: i vincitori del 47° Concorso Internazionale “Toti dal Monte”. La rappresentazione ha permesso ad artisti ancora molto giovani e nel pieno del loro percorso di crescita artistica di mettersi alla prova in un’opera complessa sia in termini vocali che attoriali, guidati dall’esperienza del regista Francesco Bellotto e del direttore Sergio Alapont.

La Scozia di Walter Scott ha suggestionato l’immaginario musicale italiano ottocentesco. Persino Rossini, con La donna del lago, si è lasciato soggiogare dalle fresche e brumose atmosfere romantiche del poeta e romanziere inglese, preso a modello da Salvatore Cammarano nella creazione del libretto di Lucia. La regia di Francesco Bellotto fa propria l’anima gotica del capolavoro donizettiano, facendo leva sull’aspetto sovrannaturale e descrivendo la tragedia di Lucia come un’eterna reiterazione del male. Durante il preludio appaiono tre streghe, che richiamano le Parche greche o le Norne della mitologia nordica (ma, volendo, anche le creature fantastiche del “Macbeth”). Il calunniatore Normanno, nell’interpretazione di Bellotto, diviene un personaggio teatralmente centrale: è l’artefice della rovina di Lucia ed Edgardo, un personaggio quasi demoniaco che fa precipitare gli eventi. Le azioni degli uomini sono dunque dominate da forze primigenie da cui non possono sfuggire.
Le scenografie sono caratterizzate da una singolare contaminazione tra epoche diverse. Del resto, a parte una breve descrizione della situazione politica in Scozia di Enrico nel secondo atto, l’opera è straordinariamente atemporale. Complice lo scenografo Angelo Sala, Bellotto costruisce scenari apocalittici, in cui costruzioni in cemento armato in rovina si alternano a giardini con fonti e statue classiche: una piattaforma circolare alterna questi due spazi. Non mancano spade conficcate nelle rocce e nevicate continue che, negli spazi aperti, richiamano un mondo nordico e primitivo privo di ogni speranza.
Anche le luci ideate da Roberto Gritti giocano un ruolo notevole. Nei momenti di massima tensione il fondale si colora di rosso quasi a segnalare il ricorrere ciclico di fatti di sangue. Impressionante l’ingresso di una Lucia ormai già provata psicologicamente nel secondo atto, prima del suo colloquio con Enrico: la sua ombra in lento avvicinamento è proiettata da una luce rossa su un corridoio claustrofobico accompagnata dalla penetrante melodia dell’oboe. Una menzione anche per i costumi di Alfredo Corno, che ibridano medioevo ed età moderna, abiti di foggia seicentesca per Arturo e i suoi seguaci, indumenti cavallereschi e pellicce primitive per gli abitanti di Lammermoor.

Enrico è tratteggiato con bravura ed estrema professionalità dal baritono Biagio Pizzuti. Nella sua interpretazione, il fratello di Lucia non è un semplice aguzzino, ma un uomo combattuto dai rimorsi. Ottima capacità interpretativa e una resa vocale nel complesso efficace, calda, accorata, sebbene con sporadiche difficoltà nelle cabalette e nei passi di bravura.
La romena Letiţia Vitelaru tratteggia una Lucia non scontata, dotata di un carattere e di una reattività che molto spesso non vengono impressi al personaggio. La voce presenta alcune criticità in acuto, che però non compromettono il risultato complessivo; si tratta di una protagonista attraente, dotata di un timbro particolare e di una forte personalità. Il punto debole è individuabile nella coloratura e nei momenti più marcatamente belcantistici, che richiederebbero un’emissione più pulita. Gli accenti migliori li troviamo nella scena della follia, dove il personaggio è meditato con cura e verità.
Il tenore Giuseppe Tommaso ha una voce interessante e affronta con grande impegno il ruolo che Donizetti ha creato su misura per Gilbert Duprez. L’emissione non è sempre precisa, non riuscendo ad arrivare alla grazia che il ruolo imporrebbe e il suono risulta sforzato, soprattutto negli acuti. Nonostante questo, la performance è attenta ai valori eroici e patetici che, di volta in volta, Donizetti richiede al personaggio, disegnando un Edgardo profondamente umano e dinamico.
Il basso Rocco Cavalluzzi interpreta Raimondo: la parte è esigente, ma il cantante sa disimpegnarsi con professionalità. Molto bene l’arioso del terzo atto, in cui la scena solenne permette al cantante di dare il meglio in termini di compostezza, solennità e partecipazione emotiva.
Gli altri membri del cast non sono tra i vincitori del concorso “Toti dal Monte”, ma si inseriscono perfettamente nella squadra. Bene il Normanno di Youdae Won, che si fa notare per capacità attoriali che assecondano l’interesse del regista verso il personaggio. Completano la locandina Tu Zhenli nel ruolo di Alisa e Dangelo Fernando Diaz Sanchez in quello di Arturo. Il Coro Benedetto Marcello, diretto da Francesco Erle, si comporta bene sulla scena, eseguendo in modo corretto le parti corali e d’assieme.

Supera la prova, pur con qualche discontinuità, anche l’Orchestra di Ferrara: meritano una menzione l’arpa solista nel primo atto e la glassarmonica nel secondo. Il direttore Sergio Alapont si distingue nei momenti più cameristici e intimi, dando una prova delle capacità del compositore nel sottolineare con pochi tocchi i valori del testo; meno dinamici e convincenti i momenti drammatici e concitati. Va segnalato che la partitura è stata presentata nella sua interezza: l’aria di Raimondo e il duetto tra Edgardo e Enrico, spesso espunti, sono stati eseguiti, insieme a tutte le riprese delle cabalette, anch’esse spesso oggetto di taglio.

Teatro Comunale – Stagione Lirica 2017/2018
LUCIA DI LAMMERMOOR
Dramma tragico in due parti e tre atti di Salvadore Cammarano
Musica di Gaetano Donizetti

Lord Enrico Ashton Biagio Pizzuti
Miss Lucia Letitia Vitelaru
Sir Edgardo di Ravenswood Giuseppe Tommaso
Raimondo Bidebent Rocco Cavalluzzi
Normanno Youdae Won
Alisa Thu Zhen Li
Arturo Dangelo Fernando Diaz Sanchez

Orchestra di Ferrara
Coro Benedetto Marcello
Direttore Sergio Alapont
Maestro del coro Francesco Erle
Regia Francesco Bellotto
Scene Angelo Sala
Costumi Alfredo Corno
Luci Roberto Gritti
Produzione Teatri e Umanesimo Latino Spa di Treviso
e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
Ferrara, 6 maggio 2018

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