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Cremona, Teatro Ponchielli – Tosca (cast alternativo)

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La Tosca ”cinematografica” firmata dal team creativo capitanato da Andrea Cigni continua il suo viaggio nei Teatri di OperaLombardia e approda al Ponchielli di Cremona.
Per la parte sulla messinscena si rimanda alla recensione della Prima al Grande di Brescia, essendo le considerazioni fatte da Fabio Larovere in tale sede del tutto condivisibili. Particolarmente efficace risulta il coup de théâtre alla fine del “Te Deum”, quando l’imponente statua della Madonna, ruotando, svela un’espressione che genera un misto di sensazioni contrastanti nell’emanare un qualcosa di respingente, capace di instillare disagio e angoscia nello spettatore; un’immagine distante mille miglia dall’iconografia classica che affida invece alla Vergine tratti benevoli e rassicuranti. Altrove si segnala il lavoro competente effettuato sull’interazione fisica tra i protagonisti, particolarmente evidente nei diffusi “corpo a corpo” – sempre naturali e quindi credibili – che caratterizzano il grande duetto Scarpia/Tosca. Una nota di merito va poi al disegno luci di Fiammetta Baldiserri, coronato dalla suggestiva proiezione della nera ombra di Tosca che, nei momenti successivi all’assassinio del barone, si allunga a dismisura su di una rutilante parete.

Valerio Galli, ispirato e coinvolgente, conduce con gesto ampio un’orchestra sensuale e avvolgente (al finale primo, pare davvero di toccare con mano quel suono denso che si avvita su se stesso in spire che profumano d’incenso) e presta speciale attenzione alla diversificazione delle varie scene, grazie a una gestione sapiente delle dinamiche e di un’agogica dei tempi mirata a evidenziare le pause di sospensione che precedono o seguono i climax narrativi.

Charlotte-Anne Shipley non sarebbe sulla carta la Tosca ideale, ma con la sua voce chiara di soprano lirico sa compiere alcuni prodigi. Innanzitutto, capita raramente di ascoltare tali dolcezze e sfumature nel duetto d’amore al primo atto, con tanto di rispetto di tutti i segni d’espressione. E poi non forza il registro grave, riservandosi solo in un paio di irrinunciabili occasioni di aprire ai suoni di petto, peraltro molto ben controllati. È inoltre una delle poche Tosche a far sentire chiaramente tutte le acciaccature disseminate nella scrittura, laddove voci di maggiore tonnellaggio tendono sovente a spianare. Le temibili salite ai do acuti del secondo atto non sono magari indenni da qualche sospetto di stridore, tuttavia quello “della lama” al terzo, per tipologia e posizione, le riesce addirittura folgorante. “Vissi d’arte” merita poi un plauso particolare, perché realizzato con l’impiego di mezzevoci e pianissimi, nonostante una stanchezza qua e là evidente.
Molto bene anche Devid Cecconi nei panni del mechant par excellence. Con una voce piena, compatta ed emissione uniforme, il baritono si distingue per la bella copertura dei suoni in tutta l’estensione. Uno Scarpia in cui il desiderio sessuale diviene palpabile e la brama di possesso fisico risulta predominante rispetto al puro piacere di infliggere dolore e tortura, rendendo così il personaggio un po’ meno granguignolesco. Ma ogni rosa ha le sue spine. Il Cavaradossi di Mikheil Sheshaberidze esibisce una vocalità poco fascinosa e un’emissione laboriosa, costantemente bloccata tra la gola e il naso, difetto che non permette allo strumento di correre efficacemente nella sala. Un paio di acuti voluminosi (perché sforzati) accontentano parte del pubblico, ma non è proprio possibile riferirsi alla sua come a una prova soddisfacente.
Funzionali le parti di fianco: Luca Gallo (Cesare Angelotti), Nicolò Ceriani (Sagrestano), Stefano Cianci (Sciarrone). Censurabile lo Spoletta di Nicola Pamio. Bene entrambi i cori, quello di OperaLombardia diretto da Diego Maccagnola e le voci bianche dei Piccoli Musici di Casazza preparato da Mario Mora.

Teatro Ponchielli – Stagione d’opera 2018
TOSCA
melodramma in tre atti di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
dal dramma La Tosca di Victorien Sardou
Musica di Giacomo Puccini

Floria Tosca Charlotte-Anne Shipley
Mario Cavaradossi Mikheil Sheshaberidze
Il barone Scarpia Devid Cecconi
Cesare Angelotti Luca Gallo
Il Sagrestano Nicolò Ceriani
Spoletta Nicola Pamio 
Sciarrone Stefano Cianci

Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Coro OperaLombardia
Coro di voci bianche I Piccoli Musici di Casazza
Direttore Valerio Galli
Maestro del coro Diego Maccagnola
Maestro del coro di voci bianche Mario Mora
Regia Andrea Cigni
Scene Dario Gessati
Costumi Lorenzo Cutùli
Luci Fiammetta Baldiserri
Nuovo allestimento 
Cremona, 6 ottobre 2018

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