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Bologna, Teatro Comunale – West Side Story

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Quando debuttò a Broadway nel 1957, West Side Story non ebbe quel successo travolgente che la sua fama odierna potrebbe far pensare. Ci volle qualche anno perché questo lavoro, un Romeo and Juliet shakespeariano traslato nel mondo delle gang newyorkesi con tanto di linguaggio aggiornato, assurgesse a classico della storia del musical, consacrato anche dal film del 1961. Il team creativo, composto da Leonard Bernstein, Jerome Robbins, Arthur Laurents e Stephen Sondheim, creò infatti una vera e propria bomba che lasciò il pubblico spiazzato. Così come il cinema hollywoodiano iniziava a staccarsi dalle sue patine e dai suoi rigorosi codici, allo stesso modo i quattro ideatori – facendosi interpreti del proprio tempo – spezzarono la magia del musical di evasione portando la tragedia della vita vera sul palco. E ciò fu possibile grazie a un libretto di inventiva unica, che scorre come un fiume in piena nella sua alternanza di generi, e ad una partitura teatralissima ed estremamente raffinata nei suoi rimandi che vanno da Wagner a Čajkovskij, da Richard Strauss a Aaron Copland.

Sicuramente non si tratta di un lavoro facile da allestire, dato l’intreccio perfettamente calibrato di danza, canto e recitazione, ma per celebrare il centenario della nascita del compositore, la Bernstein School of Music Theater ha deciso di proporre questo titolo in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna. Gianni Marras firma uno spettacolo tradizionale e semplice, ma efficace, che ricalca il film omonimo. Davanti a un muro pieno di graffiti, elemento fisso della scenografia, alcuni pannelli vengono continuamente mossi per ricreare in modo rapido i vari ambienti in cui si svolge la vicenda. Immancabile la scala antincendio per la famosa scena del balcone, ma riutilizzata anche successivamente. Dal punto di vista dei movimenti scenici, mentre le coreografie (Gillian Elizabeth Bruce) risultano sempre eseguite con debita scioltezza, la recitazione tende a essere spesso lasciata molto agli stessi interpreti nel suo convenzionalismo. Sarebbe inoltre consigliabile una maggiore attenzione a come viene posta e articolata la parola recitata dal momento che si sono eseguiti i dialoghi in italiano senza sopratitoli, e le sillabe calanti in finale di frase possono compromettere l’immediata comprensione del libretto.

Musicalmente parlando, troviamo un’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna sostanzialmente corretta, guidata con polso da Timothy Brock in una direzione serrata e funzionale, anche se non particolarmente raffinata. Pur risultando ridondante in alcuni punti, il direttore ha il pregio di imprimere una buona andatura drammatica all’azione scenica.
Il cast, composto da interpreti della Bernstein School of Music Theatre, evidenzia un lodevole lavoro di squadra e affiatamento soprattutto negli assiemi delle due gang. Esemplare in tal senso si rivela l’esecuzione di “Gee, Officer Krupke”, ben sostenuta in ogni sua componente.
Timothy Pagani è un Tony che si fa valere soprattutto nella parte vocale, anche se appare spesso un po’ al limite in acuto; attorialmente invece tende a sciogliersi durante lo spettacolo, ma resta l’impressione di una performance superficiale e un po’ bloccata. Caterina Gabrieli, da parte sua, si districa bene nei panni di Maria, mostrando buone qualità canore e recitative.
Alessio Ruaro è un Riff di spigliata presenza scenica e buone doti da ballerino, mentre nella performance vocale risulta un po’ messo alla frusta dai ritmi indiavolati corredati da coreografie dei suoi pezzi. Francesca Ciavaglia risulta la più convincente del cast su tutti i fronti grazie alla voce piena e alla disinvoltura scenica, pur con qualche acuto al limite in “A boy like that”. Massimiliano Carulli dal canto suo offre una prova a tutto tondo come Bernardo.
Il pubblico composto anche da molti giovani, dopo molti applausi a scena aperta al termine di ogni numero, alla fine tributa un caloroso successo a tutti i fautori dello spettacolo.

Teatro Comunale di Bologna – Stagione lirica 2018
WEST SIDE STORY
Da un’idea di Jerome Robbins
Libretto di Arthur Laurents
Liriche di Stephen Sondheim
Musica di Leonard Bernstein

Tony Timothy Pagani
Maria Caterina Gabrieli
Riff Alessio Ruaro
Anita Francesca Ciavaglia
Bernardo Massimiliano Carulli

Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Timothy Brock
Regia Gianni Marras
Direzione artistica e vocale Shawna Farrell
Coreografie Gillian Elizabeth Bruce
Scenografie Giada Abiendi
Costumi Massimo Carlotto
Luci Daniele Naldi
Sound designer Tommaso Macchi
Interpreti della Bernstein School of Music Theater
Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna
in collaborazione con BSMT Productions
Bologna, 11 luglio 2018

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