Chiudi

A Padova, per la Stagione OPV, Marcello Panni dirige un inedito Gounod

Condivisioni

Un Gounod inedito è stato riportato alla luce a Padova dopo 180 anni di oblio nell’ambito della 52ª Stagione OPV “Teatri del suono”. Le celebrazioni per il bicentenario della nascita di uno dei massimi compositori francesi dell’Ottocento hanno visto l’esecuzione in prima assoluta della scène lyrique Marie Stuart et Rizzio, musicata da un Gounod non ancora ventenne al suo ultimo anno di conservatorio, e finora mai eseguita.
Il lavoro, inserito in un programma più ampio, è stato presentato presso l’Auditorium Pollini a Padova dall’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marcello Panni. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, centro studi con sede a Venezia che si propone di promuovere la produzione musicale francese ottocentesca. L’anniversario non ha colto impreparata l’istituzione che ha in programma ulteriori appuntamenti musicali, a Venezia e in Francia, soprattutto a giugno, dedicati al musicista francese.

Questa pagina di Charles Gounod dall’evidente sapore operistico nasce come saggio di composizione finale all’interno di un concorso annuale destinato agli allievi del Conservatorio di Parigi: il testo da musicare cambiava ogni anno ed era uguale per tutti i concorrenti. Il primo classificato veniva premiato con una borsa di studio e un soggiorno a Roma, il Prix de Rome, un premio molto ambito per coronare gli studi alla fine del periodo di apprendistato al conservatorio. Lo stesso Gounod tenta tre volte la fortuna, vincendo il premio al terzo tentativo. Il primo di questi tentativi, avvenuto nel 1837, è rappresentato proprio dalla cantata Marie Stuart et Rizzio, classificatasi al secondo posto.
Il libretto, molto apprezzato dai contemporanei, è di Léon Halévy, autore teatrale e studioso di letteratura francese. L’argomento ha forti legami con l’immaginario letterario di Walter Scott, allora grande ispiratore del melodramma romantico italiano (si pensi a Lucia di Lammermoor, rappresentata al San Carlo a Napoli appena due anni prima).
Davide Rizzio è il presunto amante italiano della giovane regina di Scozia Maria Stuarda assassinato da un gruppo di nobili scozzesi nel 1566 a Edimburgo. Il testo è una scena operistica in miniatura, che romanza questo drammatico episodio storico: l’incontro notturno tra Maria Stuarda e Rizzio, i presagi funesti e il desiderio di una felicità sentita come irraggiungibile, l’assassinio del giovane amante, l’ira e il desiderio di vendetta della regina.
Musicalmente la cantata è costruita da un breve preludio strumentale molto efficace sotto il profilo drammatico. Dopo un breve recitativo, segue un lungo duetto tra Rizzio e Marie che si polarizza su due movimenti lenti: il secondo, sulle parole “Adieu, douce et belle patrie”, è particolarmente riuscito per la presenza di una melodia cullante affidata ai fiati. Segue un recitativo in cui ha luogo l’assassinio, che, con efficace concitazione, sfuma nell’aria di bravura conclusiva. La cantata, per quanto opera di un esordiente fresco di studi, dimostra già talento drammaturgico, un’efficace scelta dei tempi musicali, fantasia melodica e colore orchestrale raffinato, pur nell’inevitabile scarsa originalità caratteristica di un compositore ancora acerbo.

Marcello Panni ha diretto la composizione con piglio sicuro, esaltandone i penetranti interventi dei fiati nei cantabili, la tensione crescente nei recitativi, come pure il ritmo concitato nel finale. Il direttore è riuscito a dare vita drammatica a questa pagina, rendendone convincente la concisione e l’impianto drammatico. L’Orchestra di Padova e del Veneto ha assecondato la lettura del direttore riuscendo a rendere giustizia alla fantasia del giovane Gounod.
I solisti, entrambi giovani, erano il soprano Gabrielle Philiponet e il tenore Enguerrand de Hys. La prima ha esibito una voce più a suo agio nelle parti drammatiche come i recitativi densi di tensione e la potente aria finale (una vera e propria aria “di furia”), vantando un buon registro grave e una certa precisione nel declamato. L’interpretazione è stata meno convincente nei momenti più patetici e nostalgici, dove il canto risultava un po’ generico. Perfettamente a suo agio nel ruolo dell’amante  romantico è stato il tenore. Del resto, la parte è concentrata soprattutto sul cantabile, che de Hys ha saputo valorizzare grazie all’emissione omogenea e alla finezza interpretativa, soprattutto nell’uso accurato dei pianissimo. Nel complesso, dunque, un’interpretazione positiva per un brano certamente non facile.

Una breve menzione anche per il restante programma. La serata è stata aperta dal Concerto per violino e orchestra di Marcello Panni Dalla terra del rimorso. Un omaggio al Salento, terra adottiva del direttore e compositore romano, che per lungo tempo ha vissuto a Lecce. Inoltre, come testimonia il titolo, il concerto è anche un omaggio alle ricerche etnografiche di De Martino, grande studioso delle tradizioni del nostro Mezzogiorno. Il concerto, articolato nei canonici tre tempi, sviluppa melodie tipiche della tradizione popolare salentina con una grande attenzione verso le dinamiche orchestrali.
Una composizione impegnativa anche per il solista, in continuo rapporto dialettico con un’orchestra onnipresente e timbricamente raffinata: la violinista Myriam Dal Don ha eseguito gli interventi (soprattutto nell’ultimo movimento) con partecipazione, lasciandosi trascinare nei ritmi indiavolati del folclore salentino.
Ha chiuso il concerto la Sinfonia in do maggiore di George Bizet, allievo di Gounod e futuro creatore del capolavoro dell’opera francese Carmen. La direzione di Panni ha messo in risalto, con la sua consueta energia, il ritmo fresco e di impronta beethoveniana del lavoro del giovanissimo Bizet più che la vena “sciropposa” e frivola che rimanda a molta musica francese dell’epoca.

Auditorium Pollini – 52ª Stagione OPV “Teatri del suono”

Marcello Panni:
Concerto per violino e orchestra Dalla Terra del Rimorso

Charles Gounod:
Marie Stuart et Rizzio, Scena lirica per soprano, tenore e orchestra

Georges Bizet:
Sinfonia in do maggiore

Orchestra di Padova e del Veneto
Direttore Marcello Panni
Violino Myriam Dal Don
Marie Stuart Gabrielle Philiponet
David Rizzio Enguerrand de Hys
Concerto in collaborazione con Palazzetto Bru Zane
– Centre de musique romantique française
Padova, 19 aprile 2018

Download PDF
Privacy Policy Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Sullo sfondo: National Centre for the Performing Arts, Pechino