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Verona, Teatro Filarmonico – Il viaggio a Reims

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Un eterogeneo cast di giovani per la nuova produzione de Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini, in calendario al Teatro Filarmonico di Verona fino al 28 maggio. Il capolavoro nato come “opera d’occasione” e scomparso per decenni dai palcoscenici, è oggi uno dei titoli più apprezzati del repertorio lirico: a Pesaro viene messo in scena ogni anno dai ragazzi che partecipano all’Accademia Rossiniana. E alcuni degli interpreti veronesi li avevamo già ascoltati proprio al Rof la scorsa estate nell’elegante e ormai “classico” allestimento di Emilio Sagi, che viene ripreso da molti anni e non perde di freschezza.

Caratteristica, quest’ultima, che invece sembra mancare allo spettacolo di Pier Francesco Maestrini che ricorre a un uso un po’ eccessivo delle proiezioni, come già aveva fatto nel Barbiere di Siviglia di qualche anno fa sempre a Verona. Sia chiaro: le animazioni di Joshua Held sono belle e gradevoli ma alla lunga stancano lo spettatore, con il non indifferente esito di distrarre dalla musica e di ridurre la regia di fatto alle sole proiezioni. Tanto più che le scene sono praticamente inesistenti, mentre simpatici e vivaci risultano i costumi, affidati – come le scene – ad Alfredo Troisi. Soprattutto, non ci pare necessario esplicitare sempre – e talvolta anche in modo didascalico, quando non volgare –, quanto presente nel bellissimo libretto di Luigi Balocchi, un testo davvero straordinario per quel suo così perfetto equilibrio tra erudizione e ironia. Un testo che peraltro offre spunti di stringente attualità, in particolare con riferimento all’Europa, oggi in crisi di identità, e dall’opera idealmente chiamata a celebrare Carlo X: il regista Maestrini coglie la palla al balzo e gioca con la Brexit, ma anche qui, ci pare, calcando troppo la mano.

Musicalmente le cose funzionano a ritmo alterno. Francesco Ommassini dalla buca assicura una discreta tenuta complessiva, con buoni momenti soprattutto nella seconda parte: la sua principale preoccupazione ci è parsa quella di assecondare al meglio i cantanti.

Eterogeneo, dicevamo, il cast. Bene i tenori Xabier Anduaga e Pietro Adaini, rispettivamente Il Cavaliere Belfiore e Il Conte di Libenskof: sicuramente ci sono margini per migliorare l’interpretazione, ma hanno voci fresche, estese e duttili. Francesca Sassu, già Norma nel recente allestimento veronese di Hugo De Ana, è stata una soddisfacente Madama Cortese, così come Marko Mimica, anch’egli presente nella recente produzione di Norma, al suo debutto come Lord Sidney. Lucrezia Drei dona un bel timbro e una delicata sensibilità al personaggio di Corinna, mentre Raffaella Lupinacci è una marchesa Melibea sicura e scenicamente vivace; convince anche l’interpretazione di Marina Monzò quale Contessa di Folleville, dal bel timbro chiaro e di ampia estensione. Alla prima del 20 maggio, Alessandro Abis ha mostrato diverse difficoltà nel ruolo di Don Profondo. Ottimi nel complesso i comprimari e non più che discreto il coro istruito da Vito Lombardi.

Teatro Filarmonico – Stagione Lirica 2016/2017
IL VIAGGIO A REIMS
ossia L’albergo del giglio d’oro
Dramma giocoso in un atto di Luigi Balocchi
Musica di Gioachino Rossini

Corinna Lucrezia Drei
La Marchesa Melibea Raffaella Lupinacci
La Contessa di Folleville Marina Monzó
Madama Cortese Francesca Sassu
Il Cavaliere Belfiore Xabier Anduaga
Il Conte di Libenskof Pietro Adaini
Lord Sidney Marko Mimica
Don Profondo Alessandro Abis
Il Barone di Trombonok Giovanni Romeo
Don Alvaro Alessio Verna
Maddalena Alice Marini
Don Luigino Stefano Pisani
Don Prudenzio Omar Kamata
Delia Francesca Micarelli
Modestina Alice Marini
Zefirino Stefano Pisani
Antonio Stefano Marchisio

Orchestra, Coro e Tecnici dell’Arena di Verona
Direttore Francesco Ommassini
Maestro del Coro Vito Lombardi
Regia Pier Francesco Maestrini
Scene e costumi Alfredo Troisi
Animazione Joshua Held
Direttore allestimenti scenici Giuseppe de Filippi Venezia
Allestimento della Fondazione Arena di Verona
in collaborazione con il Theater Lübeck e il Theater Kiel

Verona, 20 maggio 2017

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