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Venezia, Teatro La Fenice – Don Giovanni (cast alternativo)

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Per le dodici recite di Don Giovanni al Teatro La Fenice vi è un cast principale, seguito da “Connessi all’Opera” qualche giorno fa (qui la recensione), e una compagnia alternativa che raduna artisti giovani e affiatati. Gli interpreti si dimostrano validi attori nel misurarsi con lo spettacolo di Damiano Michieletto, divenuto ormai un must a Venezia, e che richiede a tutti una profonda introspezione. Si muovono con solerzia e al contempo sotto l’egida del burattinaio Don Giovanni, il quale tiene in scacco le loro personalità, profondamente legate all’immagine virile del seduttore. Da questo punto di vista, il protagonista, Adrian Sâmpetrean, è perfettamente aderente alle volontà registiche e mostra di dominare i vari volti del libertino. Impersona convintamente gli impulsi violenti e dissoluti scatenati da una libido incontrollabile cui soggiacciono i pochi tratti di nobiltà, filtrati attraverso gli ipocriti connotati cavallereschi. La vocalità tornita risente di alcune emissioni gutturali, ma nel complesso convince per timbro e temperamento.
Gli tiene testa Andrea Vincenzo Bonsignore del pari persuasivo in scena, soprattutto nella delineazione delle debolezze e contraddizioni di Leporello, dotato di istintivo fraseggio e buona padronanza canora, caratteristiche che fanno presagire una felice esperienza artistica. Apprezzabile anche la prova di Davide Giangregorio, credibile come geloso e ingenuo Masetto.
Di altro livello la pallida prestazione del tenore Patrick Grahl. Il suo Don Ottavio è cantato con forzature in zona acuta, spoggiature frequenti e tensioni evidenti, il tutto sfavorito da una dizione poco chiara e scandita.
Il versante femminile riserva interessanti sorprese e qualche piccola ombra. Quest’ultima riferita al giovanissimo soprano Irene Celle. Di Zerlina offre un’interpretazione volitiva e sensuale intaccata, purtroppo, da un’intonazione spesso incerta che mette in ombra uno strumento di un certo valore. Valentina Mastrangelo è una Donna Anna in possesso di una voce dall’importante peso specifico. Il volume cospicuo, il timbro argenteo e la spiccata espressività sembrano ben adattarsi al linguaggio di Mozart, nonostante le difficoltà in alcuni passi melismatici che vengono risolti con qualche imprecisione.
Al debutto nei panni di Donna Elvira, Paola Gardina dà prova di un ragguardevole virtuosismo scenico in cui s’inseriscono appieno i tormenti e le fragilità di una donna piena di vita e pathos. L’innata musicalità, l’attento fraseggio e la passione esecutiva delineano un personaggio capace di sentimenti reali e ardenti.

La direzione di Stefano Montanari fa del ritmo incalzante la propria cifra specifica. In linea con quanto già evidenziato nella recensione della recita del 13 ottobre, la concertazione vibrante di certo attrae e trascina il pubblico ma non rende piena giustizia alla partitura mozartiana, coacervo di plurimi linguaggi e piani narrativi intrecciati. Durante l’intera serata si notano scollamenti tra buca e palcoscenico, dove gli artisti tentano inizialmente di seguire la rapinosa concertazione, salvo poi trovarsi a disagio nel sostenere i tempi adottati. Va detto che nei passaggi in cui risalta la cantabilità, Montanari riesce a ricavare dall’Orchestra del Teatro La Fenice, in ottima forma, sonorità sfumate e carezzevoli, con tinte strumentali di apprezzabile smalto.
Il pubblico, pacato durante la recita, esprime al termine il proprio caloroso entusiasmo.

Teatro La Fenice – Stagione lirica e balletto 2016/2017
DON GIOVANNI
Dramma giocoso in due atti KV 527
Libretto di Lorenzo da Ponte
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Don Giovanni Adrian Sâmpetrean
Donna Anna Valentina Mastrangelo
Don Ottavio Patrick Grahl
Il commendatore Attia Jun
Donna Elvira Paola Gardina
Leporello Andrea Vincenzo Bonsignore
Masetto Davide Giangregorio
Zerlina Irene Celle

Orchestra e coro del Teatro La Fenice
Direttore Stefano Montanari
Maestro del coro Claudio Marino Moretti
Regia Damiano Michieletto
Scene Paolo Fantin
Costumi Carla Teti
Light designer Fabio Berettin
Venezia, 17 ottobre 2017

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