Torre del Lago, Festival Puccini 2017 – Tosca

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Nonostante fosse la produzione inaugurale del Festival dello scorso anno, la Tosca di Enrico Vanzina colpisce ancora, focalizzando le attenzioni del folto pubblico sul personaggio autore della regia, seduto tra gli spettatori a questa prima recita della ripresa. A conti fatti, si può dire che l’interesse non esula dal nome, poiché la regia di Vanzina è quanto di più scontato si possa immaginare. Uno spettacolo prevedibile in ogni movimento, con interpreti che alternano momenti impacciati e statici ad altri in cui si risvegliano con gesti poco naturali o stereotipati. Non aiutano le luci, sempre impegnate a sottolineare anche in modo innaturale il colpo di scena che sta per accadere, e neanche le proiezioni, in particolare quella piuttosto risibile, perché non ben realizzata, del finale, con una Tosca che cade al rallentatore da Castel Sant’Angelo. Le scenografie, costituite da una scalinata e due arcate pseudo-rinascimentali ai lati, a cui si aggiungono elementi scenici per connaturare i famosi luoghi dei tre atti, risultano funzionali o poco più. I costumi di Floridia Benedettini e Diego Fiorini sono sfarzosi, anche se quelli piuttosto ingombranti della protagonista non aiutano a rendere fluidi i movimenti.

La parte musicale presenta momenti più o meno riusciti. Dejan Savic dirige l’Orchestra del Festival Puccini con una visione d’insieme che alterna momenti fin troppo mielosi ad altri estremamente tonanti, con il risultato di annegare talvolta gli interpreti in bordate eccessive di suono. Appaiono inoltre incomprensibili alcuni tempi, come quello strettissimo del “Te Deum” o quello fin troppo trattenuto nell’uccisione di Scarpia, facendo perdere in quest’ultimo caso l’azione estremamente serrata suggerita dalla partitura. Il Coro e le voci bianche del Festival si distinguono per gli interventi appropriati e precisi.

La prova vocale più convincente viene sicuramente dalla protagonista interpretata da Hui He. Il soprano ha una voce ampia, dotata di un timbro caldo e seducente, e una linea estremamente omogenea che le consentono di muoversi con ottima disinvoltura tra i registri. Non teme assolutamente gli acuti, presi sempre con una sicurezza e una fluidità invidiabili (vedasi in tal senso il do “della lama” o il periglioso finale), anche se arranca un po’ quando il canto di conversazione si fa più serrato. Unico difetto riscontrabile è una certa genericità espressiva che rende poco incisivo un momento topico come il “Vissi d’arte”.
Dario Di Vietri quale Mario Cavaradossi possiede un materiale vocale di tutto rispetto, soprattutto nel registro acuto pieno e squillante. Tuttavia si rilevano alcuni problemi di intonazione nella zona di passaggio e una certa approssimazione interpretativa che non aiuta a rendere il personaggio convincente. Risulta vocalmente appropriato nel “Recondita armonia”, ma assai poco fine e fin troppo estroverso in “E lucevan le stelle”.
Alberto Gazale disegna uno Scarpia molto tradizionale. Il baritono è dotato di uno strumento di buono spessore, ma affetto da un vibrato non sempre gradevolissimo. Si trova decisamente più a suo agio quando può distendere la frase rispetto ai passi più concitati, in cui voce e interpretazione perdono un po’ di mordente. Infatti, se interpretativamente riesce anche a trovare qualche intuizione interessante, i suoi tentativi di cesello del personaggio alcune volte vanno persi tra gli eccessi sonori provenienti dalla buca.
Più che dignitosi i comprimari, dal Cesare Angelotti corposo di Davide Mura allo Spoletta di Francesco Napoleoni, ben caratterizzato. Macchiettistico ma efficace il sagrestano di Claudio Ottino, mentre Andrea De Campo è uno Sciarrone centrato. Francesco Biagiotti tratteggia la figura del carceriere con un bello strumento e una buona presenza. Appropriato l’intervento della giovane Sara Mancuso come pastorello a inizio terzo atto.

Gran Teatro Giacomo Puccini – 63° Festival Puccini 2017
TOSCA
Melodramma in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini

Floria Tosca Hui He
Mario Cavaradossi Dario Di Vietri
Il Barone Scarpia Alberto Gazale
Cesare Angelotti Davide Mura
Il sagrestano Claudio Ottino
Spoletta Francesco Napoleoni
Sciarrone Andrea De Campo
Un carceriere Alessandro Biagiotti
Un pastorello Sara Mancuso

Orchestra e Coro del Festival Puccini
Coro delle voci bianche del Festival Puccini diretto da Viviana Apicella
Direttore Dejan Savic
Maestro del coro Salvo Sgrò
Regia Enrico Vanzina
Scene Fondazione Festival Puccini
Costumi Floridia Benedettini e Diego Fiorini
Disegno luci Valerio Alfieri
Allestimento della Fondazione Festival Puccini
Torre del Lago, 29 luglio 2017

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