Chiudi

Parma, Teatro Regio – Messa da Requiem di Giuseppe Verdi

Condivisioni
Ogni volta che ascolto il Requiem di Verdi mi chiedo quanto ci sia di manzoniano in questa musica possente e ispirata, che infonde vita e vigore al testo latino, dando consistenza plastica a immagini ora terribili, ora dolenti. Queste – e altre riflessioni – ha suscitato l’ascolto del capolavoro verdiano in cartellone a Parma per il Festival dedicato al grande compositore dalla sua città di origine.
Sul palco del Teatro Regio, c’erano la Filarmonica Toscanini e il Coro del Regio diretti da Daniele Callegari, con un quartetto di validi solisti: il soprano Anna Pirozzi, il mezzosoprano Veronica Simeoni, il tenore Antonio Poli e il basso Riccardo Zanellato. Si è trattato di un’esecuzione emozionante anzitutto per il passo teatrale conferito dal direttore a una partitura della quale molto si è discusso proprio in riferimento al suo essere troppo “operistica” e poco “sacra”. Categorie che forse vanno ripensate per un compositore come Verdi, che, paradossalmente, fu prima uomo di teatro che musicista: inevitabile che la sua ispirazione fosse accesa di una tensione bruciante nel dare consistenza musicale alle parole latine della Messa per i defunti.
Capolavoro michelangiolesco, si è detto, e giustamente: una partitura di tale varietà e forza espressiva può a buon diritto considerarsi il contraltare musicale di quel “Giudizio universale” dove terrore e pietà, preghiera e disperazione, salvezza e dannazione coesistono in un turbinio di figure, colori, atteggiamenti. Che si placano nel gesto insieme scostante e misericordioso del Cristo che, affiancato dalla Madre, si pone saldamente al centro dell’affresco.

E Manzoni? Ascoltando il fiducioso affidarsi a Dio del soprano nel “Libera me” che chiude il Requiem, tornavano alla mente le parole così densamente poetiche che il Coro recita accanto ad Ermengarda, dolente vittima della storia, nell’atto IV della tragedia “Adelchi”. E quell’immagine, indimenticabile, del rosseggiare del tramonto all’orizzonte, annuncio per il “pio colono di più sereno dì”. Questo, forse, è il punto di contatto tra due geni, l’uno della letteratura, l’altro della musica, così diversi e pure così simili nel perseguire l’ideale di un’arte che fosse il più prossima possibile alla verità.

Esecuzione teatrale, dunque: Daniele Callegari asciuga i turgori orchestrali ma non rinuncia a spingere sui contrasti dinamici e a valorizzare al massimo gli impasti timbrici, con una bella ricchezza e varietà di colori. Il canto è servito sempre con grande sensibilità e ne hanno giovamento i solisti. Anna Pirozzi, anzitutto, che offre una prova notevole, a dispetto di qualche incertezza nell’intonazione. La sua è un’interpretazione intensa, sfumata, partecipe, con un fraseggio molto curato. Veronica Simeoni è dotata di una voce non grandissima ma elegante ed educata, omogenea nei diversi registri, e risulta più incisiva nelle pagine solistiche piuttosto che in quelle d’insieme, dove tende ad essere sovrastata dagli altri. Il tenore Antonio Poli vanta un timbro brunito e un discreto squillo, ma è anche interprete particolarmente attento alle sfumature. Riccardo Zanellato è una sicurezza: pur non esibendo una voce particolarmente ampia, è impeccabile nel canto. Resta da dire del Coro, istruito da Martino Faggiani, semplicemente superlativo.

Teatro Regio – Festival Verdi 2017
MESSA DA REQUIEM
Musica di Giuseppe Verdi

Anna Pirozzi soprano
Veronica Simeoni mezzosoprano
Antonio Poli tenore
Riccardo Zanellato basso

Orchestra Filarmonica “Arturo Toscanini”
Coro del Teatro Regio di Parma
Direttore Daniele Callegari
Maestro del coro Martino Faggiani
Parma, 19 ottobre 2017

Download PDF
Privacy Policy Connessi all'Opera - Tutti i diritti riservati / Photo credit: "National Centre for the Performing Arts - Beijing, China" di Xi Liao Pen, 2012