Parma, Festival Verdi 2017 – Falstaff

Condivisioni

Quello di Falstaff è un mondo in bilico tra realtà e fantasia, verità e finzione, disincanto e commedia. Per questo, forse, le scene di Nikolaus Webern sono sghembe e costringono i personaggi a equilibrismi non solo vocali, sempre lì in procinto di scivolare o di cadere. Come accade all’inizio dell’opera, quando Falstaff e gli altri interpreti in scena in un angusto spazio nella mitica Osteria della Giarrettiera, ruzzolano a terra a causa del cedimento del pavimento. Che rimarrà sempre inclinato anche nelle successive scene in cui ritroviamo Sir John in quello che è il suo piccolo “regno”.

Il nuovo allestimento del capolavoro di Giuseppe Verdi, quarto titolo del Festival che Parma dedica al suo figlio più illustre, porta la firma del regista Jacopo Spirei che, nella infinita querelle tra innovazione e tradizione, decide di innovare stando nella tradizione. Quindi siamo ai giorni nostri, sì, ma in Gran Bretagna e così non si perdono quei riferimenti all’universo inglese che tanto piacciono all’immaginario del pubblico: pensiamo ad esempio al ritratto della Regina Elisabetta appeso nella stanza di Falstaff o alla gonna scozzese (pur se di pelle) indossata da Fenton, nonché agli arredi e ai costumi, firmati questi ultimi da Silvia Aymonino, così inelegantemente “british”.

La regia ha ritmo e vivacità, così come la direzione musicale affidata alle mani sicure di Riccardo Frizza, alla guida della Filarmonica Toscanini. Una lettura attenta ai particolari, la sua, ma allo stesso tempo capace di restituire la complessità dell’insieme della stupenda partitura verdiana, vera miniera di meraviglie per la ricchezza dei colori e dell’invenzione. Frizza governa il fluire del dettato musicale con un’attenzione del tutto peculiare alle ragioni del canto, retaggio delle sue lunghe frequentazioni con il repertorio della prima metà dell’Ottocento.

Sul palco, il Falstaff gentiluomo di Roberto de Candia è protagonista misurato e musicalissimo. Non possiede la debordante presenza scenica e vocale di altri, celebrati interpreti di questo ruolo, ma si fa apprezzare per il garbo nell’interpretazione e la bellezza di una voce omogenea e duttile. Al suo fianco, spiccano anzitutto il Ford di Giorgio Caoduro, convincente sotto ogni profilo, e il Fenton giovanile e schietto di Juan Francisco Gatell.
Sul fronte femminile, primeggia la Nannetta di Damiana Mizzi, dotata di bella voce e squisita sensibilità interpretativa, mentre Amarilli Nizza, pur se indisposta, disegna con efficacia il personaggio di Alice Ford; Sonia Prina, dal canto suo, è una Quickly vocalmente non impeccabile ma scenicamente trascinante. Ottimi gli altri: Gregory Bonfatti (Cajus), Andrea Giovannini (Bardolfo), Federico Benetti (Pistola), Jurgita Adamonyte (Meg). Superlativo l’apporto del Coro del Teatro Regio, istruito da Martino Faggiani.

Teatro Regio – Festival Verdi 2017
FALSTAFF
Commedia lirica in tre atti. Libretto di Arrigo Boito
Musica di Giuseppe Verdi

Sir John Falstaff Roberto de Candia
Ford Giorgio Caoduro
Fenton Juan Francisco Gatell
Dr. Cajus Gregory Bonfatti
Bardolfo Andrea Giovannini
Pistola Federico Benetti
Mrs. Alice Ford Amarilli Nizza
Nannetta Damiana Mizzi
Mrs. Quickly Sonia Prina
Mrs. Meg Page Jurgita Adamonyte

Orchestra Filarmonica “Arturo Toscanini”
Coro del Teatro Regio di Parma
Direttore Riccardo Frizza
Maestro del coro Martino Faggiani
Regia Jacopo Spirei
Scene Nikolaus Webern
Costumi Silvia Aymonino
Luci Fiammetta Baldiserri
Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
Parma, 1 ottobre 2017

Download PDF