Milano, Teatro alla Scala – Anna Netrebko in Traviata

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Archiviate con gran successo di pubblico le prime recite de La traviata al Teatro alla Scala (qui la recensione relativa alla recita del 5 marzo), grande era l’attesa per il ritorno, nei panni della protagonista e per sole tre serate, di una primadonna incontrastata dello star system, contesa da tutti i maggiori palcoscenici: il soprano russo Anna Netrebko. Balzata agli onori della cronaca proprio come Violetta Valéry nel 2005, al Salzburger Festspiele, nella famosa “traviata dell’orologio”, targata Willy Decker, che ha segnato l’inizio della sua carriera internazionale, la Netrebko dirà addio al ruolo il prossimo febbraio, all’Opéra Bastille di Parigi.

È innegabile come, nel corso degli anni, la vocalità e l’interpretazione della cantante siano radicalmente cambiate; abbandonata la visione di una cocotte sexy e sfrontata, fresca e leggera, oggi delinea un personaggio maggiormente maturo e matronale, introspettivo e sofferto: una Violetta più donna e meno fanciulla. Sin dal primo atto, è cosciente del destino di morte che la attende e, di conseguenza, assume un atteggiamento di sprezzatura nei confronti della vita. La Netrebko si distingue per una voce torrenziale e pastosa, di notevole volume, dal timbro carnoso di velluto, morbida nell’emissione e ricca di armonici; omogenea nei registri, gli acuti suonano adamantini e corposi (ciò nonostante omette il mi bemolle conclusivo della cabaletta “Sempre libera”), mentre le note gravi risultano a tratti intubate. Accanto a queste caratteristiche, si aggiungano un buon controllo dei fiati, una dizione nitida, un fraseggio curato e l’impiego di suggestive mezzevoci e smorzature di suono. L’interprete è, poi, magnetica e di indubbia statura artistica, statuaria e avvenente; nonostante l’impostazione estremamente tradizionale dello spettacolo firmato da Liliana Cavani, il soprano russo dipinge una protagonista sfaccettata, esprimendo in toto la sua evoluzione: diva distaccata e sensuale nel primo atto; donna combattiva e innamorata nel confronto con papà Germont, addolorata e appassionata nel Finale II; energica e, infine, rassegnata nella conclusione. Buona l’intesa con l’Alfredo mediterraneo di Francesco Meli e con il veterano Leo Nucci (Giorgio Germont). Tra i momenti meglio riusciti si citino, a titolo esemplificativo, l’intenso duetto con Giorgio Germont, l’atteso “Amami, Alfredo” (dove, grazie ai tempi dilatati impressi da Nello Santi, ha dato sfoggio di una ragguardevole tenuta dei fiati), il commovente “Alfredo, Alfredo, di questo core”, intriso di pathos e disperazione e, nel terzo atto, l’aria “Addio, del passato”: in quest’ultima, in particolare, la Netrebko emerge in tutta la sua drammaticità, cesellando ogni minima parola e conferendo pregnanza alle frasi. Da segnalare, per dovere di cronaca, un’entrata in ritardo nella prima scena del secondo atto, che ha interrotto la recita per poco meno di un minuto.

Teatro esaurito e pubblico molto partecipe; oltre dieci minuti di applausi e ovazioni per i protagonisti e lanci di fiori e coriandoli argentati per Anna Netrebko, trionfatrice indiscussa della serata.

Teatro alla Scala – Stagione d’Opera e Balletto 2016/2017
LA TRAVIATA
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Violetta Valéry Anna Netrebko
Flora Bervoix Chiara Isotton
Giorgio Germont Leo Nucci
Alfredo Germont Francesco Meli
Barone Douphol Costantino Finucci
Marchese d’Obigny Abramo Rosalen
Dottor Grenvil Alessandro Spina
Annina Chiara Tirotta
Gastone Oreste Cosimo
Giuseppe Jérémie Schütz
Domestico di Flora/Commissionario Gustavo Castillo

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Direttore Nello Santi
Maestro del Coro Bruno Casoni
Regia Liliana Cavani
Scene Dante Ferretti
Costumi Gabriella Pescucci
Luci Marco Filibeck
Coreografia Micha van Hoecke
Milano, 14 marzo 2017

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