Lucca, Teatro del Giglio – Orlando furioso

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Dopo la Didone abbandonata di Firenze, anche il Teatro del Giglio di Lucca decide di inaugurare questo 2017 con un’opera barocca. Viene infatti proposto in forma di concerto l’Orlando furioso di Antonio Vivaldi come evento collaterale ai festeggiamenti per i cinquecento anni del poema ariostesco.
Nel piccolo opuscolo informativo dato all’ingresso è possibile leggere che per questa unica recita viene usata una “edizione critica curata da Bernardo Ticci, creata appositamente per il pubblico del Teatro del Giglio a partire dal manoscritto Fondo Giordano 39bis della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino”. Tuttavia dalle brevi note introduttive non si comprende in cosa differisca questa nuova edizione critica dalle altre adottate precedentemente nelle varie incisioni e rappresentazioni dell’opera. Quando si parla di Orlando furioso di Vivaldi, infatti, è chiaro che non siamo di fronte a un lavoro univoco, in quanto il “Prete rosso” ha messo in musica due volte il libretto di Grazio Braccioli più o meno rielaborato per le scene veneziane, prima nel 1714, e poi nel 1727. 
Dall’ascolto è possibile dire che in questa recita lucchese viene eseguito il primo atto nella sua totalità secondo la già conosciuta versione del 1727, mentre il secondo e il terzo risultano particolarmente sfrondati con evidenti tagli rispetto ad esempio all’incisione di Jean-Christophe Spinosi, la più completa che abbiamo dell’ultima versione dell’opera. Manca ad esempio tutta la parte del secondo atto in cui Angelica tenta di uccidere Orlando trascinandolo all’interno della rupe incantata di Alcina. Qualcuno potrebbe allora obiettare che viene eseguita la versione dell’opera andata in scena nel 1714, che Federico Maria Sardelli ha cercato di ricostruire nella sua recente incisione. Ma se ciò fosse vero, si sarebbe dovuto ripristinare anche l’originale distribuzione dei ruoli, la quale vedeva ad esempio Orlando affidato a un basso invece che a un contralto. Si deve quindi supporre che questa sia una versione ulteriore rispetto a quelle menzionate, ma rimane il dubbio su cosa sia stato cambiato a parte i tagli, e i motivi e le tempistiche con cui Vivaldi avrebbe approntato questa partitura.

A tirare le fila di questa esecuzione troviamo Elena Sartori a capo dell’Orchestra Barocca Harmonicus Concentus. Il direttore fornisce una lettura cameristica, quasi intima. I contrasti sono addolciti in una visione calma e placida della partitura: chiaroscuri drammatici attenuati, niente suoni aguzzi, nessun passaggio brusco. I cantanti vengono sempre sostenuti con accompagnamenti ben caratterizzati in alcuni punti (come nell’aria di Orlando “Sorge l’irato nembo”), più generici in altri (l’aria “Benché nasconda” di Astolfo a inizio del secondo atto). I momenti in cui la direzione si rende più interessante sono forse i recitativi, eseguiti dalla stessa Sartori al clavicembalo, nei quali viene evidenziato il bel gesto e si fa più viva la fantasia dell’interprete. L’orchestra risponde precisa, fornendo un suono non grande che ben si adatta alle necessità dei cantanti, e che rende la storia più una gazzarra che un’epopea. Tra i vari strumenti spiccano soprattutto gli interventi ben caratterizzati dei violoncelli, spesso chiamati ad accompagnare i recitativi. Buoni e precisi i brevi interventi del coro Melodi Cantores.

Il cast non presenta grandi nomi, ma non mancano gli elementi di interesse. Nel ruolo del protagonista Orlando si disimpegna bene Gabriella Martellacci. Il contralto usa lo strumento in maniera intelligente pur con qualche disomogeneità di registro. Le manca tuttavia il piglio eroico che la parte richiederebbe e una maggiore fantasia nel fraseggio. L’altro ruolo protagonista, quello della maga Alcina, è in mano a Elena Biscuola. Il mezzosoprano tratteggia un personaggio di indole più materna che magica. Ciò può essere dovuto anche al timbro caldo della voce, la quale si trova più a suo agio nei momenti lirici che nei passaggi di agilità, come viene evidenziato dalla sua ultima aria “Anderò, chiamerò nel profondo”. Anche il ruolo della sua rivale Bradamante è affidato a un mezzosoprano, la giovane Elisa Bonazzi, che entra quasi in punta di piedi nella partitura, con uno strumento non eccessivamente corposo. Nonostante il timido inizio, la sua esecuzione prende consistenza durante l’esecuzione. Vengono così messe in evidenza le discrete salite all’acuto dove la voce si fa più piena, come testimonia l’aria “Io son ne’ lacci tuoi”, in cui le variazioni in alto dimostrano le possibilità del mezzo. Il ruolo del conteso Ruggiero è affidato a Aurelio Schiavoni, un controtenore dal timbro chiaro, quasi cristallino e dalla voce ampia e ben usata. Offre subito una esecuzione molto buona della famosa “Sol da te mio dolce amore”, dimostrando di trovarsi a suo agio nelle oasi liriche, mentre più difficili risultano le agilità di alcune arie successive.
L’altra coppia di amanti vede il soprano Francesca Lombardi Mazzulli come Angelica e il controtenore georgiano Ilhan Nazarov nella parte di Medoro. La prima ha dalla sua una voce corposa soprattutto per quanto riguarda il registro centrale e quello acuto, esegue le agilità col giusto piglio e modula bene il fraseggio, così da creare un personaggio ben sfaccettato. Il secondo invece denota uno strumento esile che prende maggiore consistenza dove la tessitura si fa più alta e con qualche disomogeneità in basso, ma ciò non gli impedisce di offrire una buona prova, pur con una dizione non sempre perfetta. 
Ultimo, ma non per merito, l’Astolfo di Mauro Borgioni, basso dalla voce ampia, piena e ben proiettata, che gli permette eseguire con giusto piglio vocale e interpretativo le sue arie di agilità.

Il numeroso pubblico non si è fatto intimorire dall’opera poco conosciuta e dalla mancanza di sovratitoli, tributando un buon successo a tutti sia durante l’esecuzione che alla fine dell’opera.

Teatro del Giglio – Stagione lirica 2016/2017
ORLANDO FURIOSO
Dramma per musica in tre atti su libretto di Grazio Braccioli
Musica di Antonio Vivaldi
Edizione critica a cura di Bernardo Ticci
Opera eseguita in forma di concerto, su strumenti originali

Orlando Gabriella Martellacci
Alcina Elena Biscuola
Bradamante Elisa Bonazzi
Ruggiero Aurelio Schiavoni
Angelica Francesca Lombardi Mazzulli
Medoro Ilham Nazarov
Astolfo Mauro Borgioni

Orchestra Barocca Harmonicus Concentus
Melodi Cantores
Direttore Elena Sartori

Lucca, 14 gennaio 2017

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