Firenze, Teatro Goldoni – L’histoire du soldat

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Dopo due allestimenti riciclati, l’80° Festival del Maggio Musicale Fiorentino si chiude con una nuova produzione. Anzi, come recita la locandina, si tratta di una “nuova creazione” ispirata all’opera da camera L’histoire du soldat di Igor Stravinskij, composta nel 1918 mentre il compositore si trovava in esilio in Svizzera da ormai tre anni.
Il regista Alessandro Talevi, insieme alla drammaturga Kara McKechnie, parte dal nucleo dell’Histoire per realizzare uno spettacolo incentrato sui temi dell’esilio e della guerra, con particolare riferimento al primo conflitto mondiale. Il Soldato e il Diavolo mantengono la loro originale essenza, anche se quest’ultimo assume le vaghe fattezze di Sergej Djagilev. Il Narratore invece diventa Stravinskij esule in Svizzera che, assistendo da lontano agli eventi legati alla Rivoluzione d’ottobre, finisce per identificarsi con il protagonista della fiaba. I personaggi del Soldato e del Narratore nel corso della vicenda si riconoscono insieme come appartenenti alla stessa categoria di emarginati distanti dal proprio paese d’origine. Si tratta di una rilettura basata sulla biografia dell’autore, un’idea non particolarmente nuova nel campo della regia contemporanea (basti pensare al Tristan und Isolde messo in scena da Claus Guth a Zurigo), ma realizzata in modo intelligente ed efficace, con alcune immagini di sicuro effetto. Un esempio è il Tango-Valzer-Ragtime su cui si dovrebbe svegliare la principessa, trasformato in un sogno allucinato in cui ballano il Soldato, il Diavolo e due ragazze simbolo delle donne tra cui è conteso Stravinskij (la moglie Katya e l’amante parigina Vera).

Alla buona riuscita della parte visiva collaborano le suggestive luci di Marco Faustini e la scenografia fissa di Madeleine Boyd, che rappresenta una stanza dalla prospettiva accentuata, su una pedana rialzata e leggermente arretrata rispetto al proscenio, in modo da permettere agli strumentisti di essere ben visibili ai lati. Si crea così un ambiente unico tra la piccola buca del Teatro Goldoni e il palco, come a sottolineare la sinergia completa tra musica e azione scenica.
Gli attori si attestano su un buon livello, considerato anche il fatto che recitano in francese e inglese. Tra questi si distingue l’ottimo Soldato di Martin Bassindale per disinvoltura e capacità di variare le intenzioni del personaggio. Molto classica è l’impostazione del Diavolo di Alexander Blake, vero mattatore nella scena di danza da “Cabaret d’Enfer”, mentre un po’ fissa è parsa la recitazione di Benjamin Victor nella parte del Narratore, che comunque riesce a tenere il palco con vera spigliatezza e a sbrogliarsi con tranquillità nelle varie lingue.

In questo spettacolo i pezzi dell’Histoire suonati dalla piccola orchestra in teatro, vengono talvolta alternati a registrazioni di brani musicali dello stesso Stravinskij, o comunque collegati a lui e agli avvenimenti della prima guerra mondiale. Queste intrusioni aiutano a creare effetti che possono rivelarsi suggestivi, come il canto tradizionale russo all’inizio, ma che altre volte poco aggiungono alla narrazione della vicenda. Detto ciò, la parte effettivamente eseguita dal vivo si rivela di alto livello. I sette musicisti dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino forniscono una prestazione ottima sia nei momenti di insieme che negli squarci solistici. Una menzione d’onore va al violinista Domenico Pierini per la precisione e la partecipazione dimostrata nei suoi interventi. Il merito va anche a Alpesh Chauhan che fornisce una lettura nitida ma ricca di colori e divertita del lavoro di Stravinskij. Il direttore indiano conduce il piccolo organico con piglio deciso, mettendo in evidenza i vari temi e i particolari strumentali, ma con una buona visione d’insieme. È attento alle dinamiche narrative del palco, staccando tempi funzionali, senza strafare né troppo accentuare.
La “prima”, dedicata alle vittime dell’attentato di Manchester, ha riscosso un ottimo successo da parte del pubblico che ha tributato generosi applausi a tutti i protagonisti della messa in scena, in particolare al regista.

Teatro Goldoni – 80° Maggio Musicale Fiorentino – Festival 2017
L’HISTOIRE DU SOLDAT
(Storia da leggere, recitare e danzare in 2 parti)
Musica di Igor Stravinskij
Testo di Charles-Ferdinand Ramuz
Nuova creazione ispirata all’omonima opera da camera di Igor Stravinskij
Musiche aggiuntive di Anonimo e Franz Schubert
Testi aggiuntivi di Kara McKechnie e Alessandro Talevi

Soldato Martin Bassindale
Diavolo Alex Blake
Narratore Benjamin Victor
Principessa Chiara Mogini

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore Alpesh Chauhan
Regia Alessandro Talevi
Drammaturgia Kara McKechnie
Scene e costumi Madeleine Boyd
Luci Marco Faustini
Videoproiezioni Apparati Effimeri
Sound designer Andrea Baggio
Movimenti coreografici Anna Maria Bruzzese
Firenze, 24 Maggio 2017

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