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Firenze, Teatro del Maggio – La traviata

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Violetta non è altri che Anita Ekberg, impegnata a Roma nelle riprese de La dolce vita, e la società mondana e superficiale che la circonda è un colorito mondo felliniano che gravita intorno a Cinecittà. Il regista Alfredo Corno, che firma anche i costumi insieme ad Angelo Sala, ha pensato questo allestimento de La traviata di Verdi per gli spazi aperti di palazzo Pitti. Ora, con gli adattamenti del caso, l’opera è in scena al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con la direzione di John Axelrod e un bel cast di interpreti. L’originale scelta registica funziona e sicuramente non può che suscitare la compiaciuta approvazione dei tanti estimatori del cinema di Federico Fellini, chiamati a decodificare i numerosi riferimenti ai suoi film presenti nello spettacolo. Nella festa a casa di Flora, ad esempio, siamo nel mitico Teatro 5, affollato di variopinti personaggi felliniani e scopriamo che dietro la maschera di Casanova si nasconde Germont padre, figura che evoca suggestivamente il mozartiano Commendatore. In questa stessa festa, peraltro, al momento dell’esibizione di “zingarelle e mattadori”, Corno (e con lui il coreografo Lino Privitera) fa danzare pochissimi ballerini professionisti, chiedendo invece al coro di improvvisarsi nelle danze, con un sarcastico effetto kitsch perfetto per dipingere quel mondo falso e godereccio contro cui si scaglia la potente critica sociale di Verdi. Qui in particolare, risultano molto incisive le luci curate da Alessandro Tutini.

Violetta è il giovane soprano veneto Francesca Dotto, che ha legato il suo nome proprio al ruolo verdiano, già interpretato diverse volte, anche qui a Firenze. Dotata di indubbio fascino, si presenta perfettamente a suo agio nel contesto frivolo del primo atto, quando, tra un ciak e l’altro, mostra sicurezza e gusto nel restituire l’animo più leggero della protagonista. La voce è bella, omogenea e di discreta ampiezza, sicura nelle agilità e sensibile nel fraseggio. Non manca, al momento della cabaletta che chiude il primo atto, l’atteso “bagno” in una Fontana di Trevi dipinta su un ampio fondale. Nel secondo atto, offre una accorata interpretazione del duetto con Germont padre, vero baricentro emotivo e poetico dell’opera, affiancata dal baritono Sergio Vitale. Bella voce, la sua, ampia e chiara, omogenea nei vari registri; l’interprete, tuttavia, difetta di fantasia e non pare particolarmente coinvolto (né coinvolgente). Molto interiorizzata si presenta la lettura che il soprano dà dell’ultimo atto, ambientato in una fredda – e un tantino squallida – camera d’ospedale. Alfredo è il tenore Matteo Lippi, che vanta un timbro caldo e brunito, e appare convincente nella sua giovanile intemperanza, ma sa anche piegarsi con eleganza e passione al canto d’amore. Molto bene ha fatto il coro istruito da Lorenzo Fratini.

Complessivamente all’altezza il folto gruppo di comprimari: ricordiamo la solida Annina di Marta Pluda, la Flora di Ana Victória Pitts, più a fuoco vocalmente nel secondo che non nel primo atto, il Gastone di Rim Park, il Douphol di Dario Shikhmiri.

Dal podio, John Axelrod tiene bene le fila del discorso musicale, imprimendo un bello slancio alla narrazione, facendosi latore di un fraseggio duttile e curando anche il suono (ottimi gli archi, che tanta parte hanno in quest’opera, ma pure alcuni interventi solistici di clarinetto e oboe).

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – Stagione lirica 2017/2018
LA TRAVIATA
Opera in tre atti
Libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Violetta Valery Francesca Dotto
Alfredo Germont Matteo Lippi
Giorgio Germont Sergio Vitale
Flora Bervoix Ana Victória Pitts
Annina Marta Pluda
Gastone Rim Park
Barone Douphol Dario Shikhmiri
Marchese d’Obigny Qianming Dou
Dottor Grenvil Adriano Gramigni
Giuseppe Luca Tamani
Domestico di Flora Nicolò Ayroldi
Commissionario Antonio Montesi

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore John Axelrod
Maestro del coro Lorenzo Fratini
Regia Alfredo Corno
Scene Angelo Sala
Costumi Alfredo Corno e Angelo Sala
Luci Alessandro Tutini
Coreografia Lino Privitera
Allestimento del Maggio Musicale Fiorentino
Firenze, 19 novembre 2017

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