Como, Teatro Sociale – Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse

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Una scelta coraggiosa quella di proporre, per l’apertura della stagione di OperaLombardia con debutto mondiale al Teatro Sociale di Como il 28 e 30 settembre, un’opera contemporanea interamente creata da professionisti under 35.
Nel novembre 2015 la giuria del Concorso internazionale Opera Oggi, presieduta da Giorgio Battistelli, ha proclamato vincitrice l’opera lirica in n variabili Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse, su musica del trentacinquenne Roberto Vetrano, edita da Casa Ricordi. Siamo di fronte a una sorta di Gesamtkunstwerk che unisce sinfonismo, canto, prosa, scienza, videoarte: un nuovo teatro musicale che indaga la contemporaneità con tutti gli strumenti possibili, alla ricerca di originali soluzioni artistiche e di linguaggio; un lavoro sicuramente innovativo e atipico, ambizioso e dall’ampio respiro, che rompe gli schemi. Con un taglio quasi noir e poliziesco, la composizione è incentrata sulla figura del fisico catanese Ettore Majorana, componente del noto gruppo dei “Ragazzi di via Panisperna” che, nel 1934, collaborò con Enrico Fermi all’identificazione delle proprietà dei neutroni lenti, scoperta che diede avvio alla realizzazione del primo reattore nucleare sperimentale e della successiva bomba atomica. Majorana è, però, noto ai più soprattutto per la sua misteriosa fine, avvenuta a soli trentun anni nella notte tra il 26 e 27 marzo del 1938 quando, partito da Napoli alla volta di Palermo su di un postale della società Tirrenia, scomparve nel nulla. Numerose sono le ipotesi al riguardo, che ne fanno uno dei casi irrisolti della storia italiana: suicidio, ritiro a vita monastica, collaborazionismo con il Terzo Reich e successiva fuga in Sudamerica, vita da clochard, rapimento, assassinio. Più che un racconto drammatico o una celebrazione dello scienziato, l’opera mette a tema la sua sparizione, fra loop narrativi dove spazio e tempo sono in costante movimento, saltando in realtà parallele e distorte, in passati anacronistici e futuri distopici, con uno sguardo rivolto all’infinito. Fonte di ispirazione per la narrazione delle possibili variabili sulla fine di Majorana sono le teorie, da lui formulate, riguardanti fisica teorica e meccanica quantistica, in primis quella dell’equazione a infinite componenti.

Stefano Simone Pintor, classe 1984, autore del libretto, firma anche la regia, una coproduzione fra i Teatri di OperaLombardia, la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento – OPER.A 20.21, il Theater Magdeburg e il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia. Nonostante l’estrema semplicità delle scene del trentaquattrenne Gregorio Zurla – pannelli irregolari di colore scuro che, sul fondo, isolano una forma geometrica a cinque lati, simile a una casa sghemba, e una passerella che gira attorno alla buca d’orchestra – , Pintor concepisce un allestimento coinvolgente e inclusivo del pubblico, facendo scendere in platea alcuni cantanti, così da rendere gli spettatori partecipi della vicenda narrata. A questa idea concorre anche la completa riconfigurazione della sala teatrale con un videomapping a 360°, a cura del team Studio Antimateria, di forte impatto estetico ed emotivo: durante i 90 minuti di musica si susseguono così immagini dinamiche di cieli stellati, mari calmi o in tempesta, vedute metropolitane, formule matematiche, portali strombati di conventi medievali, fantasmagoriche pupille, gorghi di elettricità, strumenti fisici e astronomici, tappezzerie floreali. Atmosferiche ed efficaci le luci di Fiammetta Baldisseri, sobri i costumi novecenteschi dello stesso Zurla.
La strumentazione scritta da Roberto Vetrano è, di primo acchito, complessa, densa, talvolta contrappuntistica, con una ricerca di nuances sonore che rimandano a vari stilemi, specialmente della Belle Époque; nelle linee vocali sono poi presenti suoni bianchi, stimbrati, diafani, privi di vibrato, accanto ad altri che ricordano il verismo. Si alternano così diversi linguaggi musicali, dal canto gregoriano in latino alla tonalità, dal belcanto al melodramma verista, per arrivare a un vero e proprio sgretolamento del suono in rumori, in clusters e agglomerati sonori non definibili. Non manca, poi, l’utilizzo di tecniche contemporanee, quali lo Sprechgesang o voci e suoni registrati.

Alla guida dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, il ventottenne Jacopo Rivani propende per una lettura analitica, variegata nelle cromie, adottando perlopiù sonorità corpose, alternate ad altre maggiormente soffuse, queste ultime presenti in special modo nella seconda metà dell’opera. Con gesto sempre chiaro e arioso, il maestro tenta di rendere il più fruibile possibile una musica costruita sull’idea della forma ciclica.

Complessivamente valido il cast selezionato da AsLiCo. Il brasiliano Lucas Moreira Cardoso, classe 1991, è Ettore Majorana: voce baritonale omogenea, emessa morbidamente, si distingue per una recitazione convincente. Nell’insieme di personaggi α, detto delle “interazioni deboli”, troviamo il Barbone dell’attore Roberto Capaldo, molto intenso e drammatico, e il mezzosoprano Alessandra Masini nelle vesti della Cantante e di una Madre: in possesso di uno strumento vocale ben sfogato in acuto, delinea una Cantante seducente e dal portamento elegante; da ricordare la resa eterea del “canto della luna piena”, e la toccante ninnananna in dialetto siciliano “Lu primu suli già pari spuntari”, di sapore prettamente popolareggiante. L’insieme di personaggi β, detto delle “interazioni forti”, è formato dal basso Pietro Toscano nei panni di Dio, il Generale e un Frate, vocalità chiara e abbastanza incisiva, e dal soprano di Bistrița Tiberia Monica Naghi (la Fisica, la Studentessa e la Matriarca), voce ampia e pastosa, squillante e voluminosa nelle note alte. Piace il tenore Ugo Tarquini nell’insieme di personaggi γ, detto delle “interazioni oscure” (l’Antimajorana, il Comandante, il Fisico, il Fratello), che si distingue per uno strumento vocale ben proiettato e di bel colore, e che ha il suo punto di forza in un registro acuto gagliardo e luminoso. Completa la compagnia la particella ombra, nelle vesti di Ettore Majorana, dell’attore Davide Paciolla. Puntuali i numerosi interventi del Coro OperaLombardia, sapientemente guidato da Diego Maccagnola.
Un pubblico folto e attento ha tributato a tutti gli artisti una calorosa accoglienza. La tournée proseguirà a Bergamo (6 ottobre), Brescia (13 e 15 ottobre), Cremona (19 e 20 ottobre), Pavia (16 e 18 novembre), Trento (20 e 21 gennaio 2018), Magdeburg (autunno 2018) e Valencia (primavera 2019).

Teatro Sociale – Stagione 2017/2018
ETTORE MAJORANA. CRONACA DI INFINITE SCOMPARSE
Opera in n variabili
Libretto di Stefano Simone Pintor
Musica di Roberto Vetrano

Ettore Majorana Lucas Moreira Cardoso
Insieme di personaggi α, detto delle “interazioni deboli”
Il Barbone Roberto Capaldo
La Cantante nelle vesti de: la Cantante indi Una Madre Alessandra Masini
Insieme di personaggi β, detto delle “interazioni forti”
Dio nelle vesti de: il Generale, un Frate e, infine, Dio stesso Pietro Toscano
La Fisica nelle vesti de: la Studentessa, la Matriarca e, infine, la Fisica stessa Tiberia Monica Naghi
Insieme di personaggi γ, detto delle “interazioni oscure
L’Antimajorana nelle vesti de: il Comandante, il Fisico, il Fratello e, infine, l’Antimajorana stesso Ugo Tarquini
La particella ombra nelle vesti di: Ettore Majorana Davide Paciolla

Orchestra I Pomeriggi Musicali
Coro OperaLombardia
Direttore Jacopo Rivani
Maestro del coro Diego Maccagnola
Regia Stefano Simone Pintor
Scene e costumi Gregorio Zurla
Disegno luci Fiammetta Baldisseri
Video Studio Antimateria
Nuovo allestimento, coproduzione dei Teatri di OperaLombardia, Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, Theater Magdeburg e Palau de les Arts Reina Sofía Valencia
Como, 30 settembre 2017

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