Bonaldo Giaiotti: ritratto di un grande basso

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Scrivere una biografia, soprattutto di chi sia ancora in vita, è cosa che può rivelarsi insidiosa per il rischio di cedere, seppure inconsciamente, alle tentazioni dei modelli più antichi del genere, che nelle imprese del personaggio ricercavano l’esempio da emulare. Se poi si parla di musica, un settore dove la faziosità è sempre in agguato, il pericolo di redigere un’opera celebrativa, dove ogni nota eseguita dall’artista di turno sia stata, a prescindere, un dono ineffabile, aumenta.

Non è certo il caso di Rino Alessi che, forte della sua preparazione di giornalista, critico e musicologo, nella sua ultima fatica, Bonaldo Giaiotti. La voce del Friuli (L’Orto della Cultura editore), offre al contrario un bell’esempio di biografica critica che bene coglie i rapporti dialettici fra il grande cantante, il momento storico in cui ha operato e il repertorio affrontato. Lo stesso impianto dell’opera offre spunti di originalità che ne rendono piacevole la lettura e la consultazione. Perché questo è un altro pregio del volume: essere anche un piccolo dizionario biografico dei personaggi che hanno, con la loro testimonianza, contribuito a tracciare il ritratto umano e artistico di questo importante basso e un piccolo trattato sulla vocalità di basso nel repertorio operistico.

La prima parte del volume è occupata da un duetto fra Bonaldo Giaiotti e sua moglie Alice Weinberger, scomparsa pochi giorni prima della presentazione del volume tenutasi alla Libreria Minerva di Trieste. Gli anni di apprendistato nella corale del paese d’origine dove, dodicenne, fece il percorso inverso a quello di altre celebri voci, passando in una settimana da registro di tenore a quello di basso, le prime lezioni triestine con il compianto Maestro Luigi Toffolo, le intuizioni che un’oca possa offrire spunti a un cantante (di più non svelo) fino all’incontro con il grande Rudolf Bing che, a pochi anni dal debutto, lo portò negli Usa schiudendogli le porte del Metropolitan, si intrecciano con le vicende personali e con una lunga storia d’amore e sacrifici condita da numerosi aneddoti. Scopriamo ad esempio che Alice Weinberger rinunciò alla sua carriera per seguire quella del marito e che per tutto il corso della sua attività, Giaiotti dovette combattere con una malattia insidiosa, la narcolessia, che gli causò non pochi problemi condizionandone lo stile di vita. Il ritratto che ne esce è quello in un uomo di grande sagacia e dotato di spirito, consapevole di quello che ha portato al canto, seppure nell’umiltà che caratterizza i grandi.

Per il lettore curioso di addentrarsi in aspetti che non siano meramente biografici, la seconda parte è quella senza dubbio più stimolante. Alessi analizza le peculiarità del repertorio affrontato da Gioiotti, suddividendo la materia in tre sezioni: I personaggi verdiani, I personaggi wagneriani, I personaggi diabolici. Indagando le motivazioni che spinsero Giaiotti a determinate scelte – come quella di non affrontare il repertorio russo – l’autore traccia un sintetico ma esaustivo quadro di come il registro di basso sia stato affrontato dai diversi compositori, a quali personaggi maggiormente si legasse e come sia stato sfruttato ai fini della resa psicologica degli stessi. Basta, per farsene un’idea, una breve citazione dal capitolo dedicato a Verdi: In definitiva il basso verdiano ha spesso, anche a parità di ruolo, una configurazione vocale e psicologica più ampia di quella che si riscontra in Bellini e in Donizetti. Canta inoltre su tessiture più acute e questo rende indispensabile chiarire in questa sede il significato del termine di “basso cantante”; chiarimento per il quale rimando senz’altro alla lettura del testo. È dunque una parte fondamentale per comprendere la scuola e la tecnica squisitamente italiane di questo grande basso e le diverse sfumature in cui tale registro si declina nella storia dell’opera. Essa viene successivamente ripresa e approfondita nella quarta sezione, dedicata alla Discografia, ben più di un banale elenco di incisioni. Non limitandosi alle poche registrazioni ufficiali, ma rimandando anche a fonti reperibili su You Tube, Rino Alessi completa qui la sua mirabile lezione sulla storia della vocalità di basso in generale e, nello specifico, sull’analisi delle interpretazioni di Giaiotti, mantenendo sempre un perfetto equilibrio critico e offrendo un bell’esempio di ciò che una moderna biografia debba essere.

Che l’autore sappia poi bene organizzare, furbescamente oserei dire, nella più positiva accezione che si possa dare a questo termine, il materiale perché non appesantisca la lettura, lo dimostra il fatto che questa ampia sezione più tecnica è inframmezzata da varie Testimonianze di colleghi di Giaiotti, che costituiscono la terza parte. Vi ritroviamo grandi nomi della scena artistica internazionale, che vanno da Nello Santi a Carlo Bergonzi, a Carlo Colombara e Ferruccio Furlanetto, accanto ad altri forse meno noti ma che grazie al loro intervento aiutano ad approfondire l’artista e l’uomo. Ogni testimonianza è seguita da una breve ma esaustiva nota biografica del contributore. Chiude il volume una dettagliata Cronologia degli spettacoli a cui ha partecipato Giaiotti, redatta con il supporto di Bruno Rossi.
Pregevole l’edizione in paperback, arricchita da belle foto in bianco e nero che ritraggono l’artista in diversi allestimenti a fianco dei nomi che maggiormente hanno contribuito a mantenere alta la tradizione del belcanto nel corso degli ultimi cinquant’anni; include anche la traduzione integrale in lingua inglese, di Silva Ganzitti. Curato il progetto grafico, tanto quanto l’editing che permette al lettore di gustarsi la lettura, resa piacevole anche dallo stile scorrevole di Alessi, senza incappare in refusi.

Per la cronaca, alla presentazione, tenutasi a Trieste presso la Libreria Minerva, sono intervenuti, fra gli altri, il mezzosoprano Nicoletta Curiel e, fra il pubblico, il soprano Ileana Meriggioli che hanno ricordato alcune loro recite a fianco di Giaiotti rispettivamente in Nabucco e Messa da Requiem, evidenziando la grande preparazione e cura con cui il Maestro affrontava le recite, dimostrandosi prodigo di consigli con i suoi colleghi. Un artista e una voce da riascoltare e da conoscere, ora grazie anche a questo bel libro.

Rino Alessi
BONALDO GIAIOTTI – La voce del Friuli
L’Orto della Cultura, 2017
Traduzione in inglese: Silva Ganzitti
Pagg. 196
ISBN 978-88-99588-33-5

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