Bolzano, Teatro Comunale – The Raven

Condivisioni

Per il secondo anno il progetto OPER.A 20.21 ideato da Matthias Lošek, direttore artistico della stagione lirica della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, porta nei due capoluoghi del Trentino-Alto Adige una ventata di novità con le numerose proposte legate al repertorio contemporaneo. Ancor più della prima stagione, nell’attuale programma, eccezion fatta per Le nozze di Figaro, i titoli sono tutti nati in anni recenti. Agli inglesi George Benjamin e Iain Bell, rispondono l’italiano Luca Francesconi e il giapponese Toshio Hosokawa.
Quest’ultimo è da sempre intimamente legato alle antiche tradizioni musicali del proprio paese, frammiste alle nuove avventure europee. La sua ricerca in ambito religioso fonde elementi arcaici con pratiche meditative: ne sortiscono composizioni interessate all’analisi dei singoli dettagli, più o meno percepibili, con particolare attenzione per il silenzio e la sua profonda rilevanza nel tessuto musicale. Queste caratteristiche sono basilari nel teatro Nō, nato nel XIV secolo come formula onnicomprensiva delle maggiori espressioni artistiche, filtrate attraverso la stilizzazione e l’attento controllo fisico e psicologico.

Hosokawa comunica la propria fascinazione in partiture che cercano di trasmettere al pubblico la magia della vita e della natura. La sua indagine trova pieno riscontro in Atem-Lied che, a Bolzano, viene presentato come introduzione all’opera. La scelta di eseguire, in principio, questo lavoro contribuisce a creare un’atmosfera di sospensione in cui il prosieguo, presentato senza soluzione di continuità, si inserisce con accresciuta efficacia. Il brano ha tutte le peculiarità stilistiche care all’autore giapponese: la scrittura riservata al flauto basso indaga, attraverso la forma stessa dello strumento, le risonanze legate ai suoni naturali. Il ritmo respiratorio dell’esecutore è al centro della composizione che si avvale del processo di inspirazione ed espirazione. La produzione di suoni e rumori, anche percussivi, trova nel timbro dell’aerofono tinte di particolare sensualità. Interprete accurato e attento alle esigenze dello spartito è uno specialista come Manuel Zurria, flautista di lodevole precisione e intensa partecipazione emotiva.

Il buio del Teatro Studio, sala più contenuta rispetto a quella dell’attiguo Comunale, accoglie i dodici solisti dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento che si accomodano alla destra della scena. Sulla sinistra un ampio quadrato, leggermente rialzato e inclinato, ospita mezzosoprano e danzatrice per l’opera The Raven, presentata a Bruxelles nel 2012 e approdata a Bolzano, in un nuovo allestimento, per la prima esecuzione italiana. Il soggetto è desunto dalla tenebrosa poesia Il corvo di Edgar Allan Poe, uno degli antesignani e codificatori dei generi giallo e noir. Nelle sue fatiche letterarie la sconfortante e inderogabile mancanza di risposte certe urta contro l’anodina perfezione della natura che non teme lo scorrere del tempo, incapace di scalfire il mistero primigenio. L’immagine del volatile assume, agli occhi del poeta, plurimi significati: la creatura, legata al mondo animale, rappresenta la forza dell’elemento naturale che entra nella stanza dello studioso, mondo apparentemente incontaminato, dove in realtà regna il dolore per la perdita dell’amata Lenore. Lo stridente accostamento del nero (corvo) e del bianco (statua di Pallade) sottolinea l’imprevedibilità dell’inconscio dinanzi al candore della dea della saggezza. La caducità dell’esistenza e di tutte le certezze è pure rimarcata dal tragico refrain in cui l’uccello pare rispondere agli interrogativi dell’uomo con un enigmatico e spaventoso nevermore (mai più).

Affidando a una sola voce femminile il compito di dar corpo al breve componimento, Hosokawa collega la figura del corvo al fantasma di Lenore secondo il capovolgimento dei generi, canone apprezzato dal Teatro Nō. Il monodramma affonda le sue radici nella tradizione operistica europea e in questa partitura pare rivivere i fasti drammatici della lezione novecentesca, con una profonda valorizzazione delle potenzialità espressive, dal parlato allo Sprechgesang, al canto vero e proprio. Alla voce si alternano le sonorità liquide dell’orchestra dove i glissati degli archi, le mutevoli emissioni sperimentate dai fiati, gli interventi del pianoforte e la partecipazione incombente delle percussioni assicurano alla partitura un clima di sospensione consono all’immaginifica versificazione di Poe. Il contrasto tra passaggi di intensa drammaticità acustica e momenti di diradata strumentazione tiene in scacco lo spettatore che vive in prima persona il crescere della tensione. Macchie luminose di forma rettangolare irradiano la superficie scenica in una costante presenza/assenza che attribuisce al buio e alla luce un ruolo quasi protagonistico, grazie all’ideazione preziosa di Clifton Taylor.

L’idea registica e coreografica di Luca Veggetti si inserisce nell’ambiente musicale di Hosokawa dando spazio alle forme minimali del teatro Nō. L’energia corporea di Alice Raffaelli, che danza secondo i già citati stilemi giapponesi, sprigiona le vibranti tensioni della vicenda. Ma la suggestione preponderante proviene dall’intensa prova di Abigail Fischer, cantante dotata di innato sento teatrale e della piena padronanza dei propri mezzi. Lo strumento, denso e ricco di colori, le consente di sfruttare le più svariate emissioni mantenendo un’omogeneità costante e un fraseggio vario.
Su tutti si impone il magistero direttoriale, accorto e preciso, di Yoichi Sugiyama, un’autorità in campo contemporaneo. La prestazione dei solisti dell’Orchestra Haydn è di assoluto riferimento per preparazione, levità, accuratezza ed estrema sensibilità. La resa musicale si apprezza in tutto il suo nitore per la coesione con cui gli strumentisti dialogano e collaborano.
Dopo circa un’ora di musica, il pubblico festeggia la produzione e il lavoro di squadra svolto con rigore e passione.

Teatro Comunale (Teatro Studio) – Stagione d’opera 2016/2017
THE RAVEN
Monodramma dall’omonima poesia di Edgar Allan Poe
Musica di Toshio Hosokawa

Mezzosoprano Abigail Fischer
Danzatrice Alice Raffaelli

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Direttore Yoichi Sugiyama
Regia e coreografia Luca Veggetti
Scene e luci Clifton Taylor
Produzione Fondazione Haydn di Bolzano e Trento (Nuovo allestimento)

L’opera è preceduta da Atem-Lied per flauto basso di Toshio Hosokawa
Flauto basso Manuel Zurria
Bolzano, 3 marzo 2017

Download PDF