Bolzano, Auditorium – Concerto dell’Orchestra Haydn diretto da Arvo Volmer

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Una rapida occhiata al programma sinfonico di Bolzano e Trento rende l’idea degli ampi orizzonti musicali cui le due città hanno abituato il proprio pubblico negli anni, con un’attività culturale intensa e di qualità. Nella pianificazione degli eventi è di primaria importanza la presenza dell’Orchestra Haydn, una compagine che si è adoperata, in termini di tempo e fatica, per crescere, raggiungendo livelli qualitativi più unici che rari. Le ampie scelte di repertorio, l’approfondimento comunitario e, soprattutto, la grande passione nel far musica assieme sono tutte caratteristiche essenziali per elasticizzare mente e corpo degli esecutori. Tra i componenti vi è un spirito d’aggregazione tale da giovare alla resa complessiva, ulteriormente valorizzata dall’amichevole e fiduciosa convivenza di più generazioni nei ranghi dell’ensemble.

L’ottavo concerto della stagione all’Auditorium di Bolzano indaga i territori più disparati dell’Ottocento franco-tedesco facendo emergere appieno le intenzioni culturali e artistiche della programmazione. L’accostamento di Mahler, Schubert e Fauré getta uno sguardo indagatore lungo un secolo di fondamentali mutamenti e profonde revisioni. Gli otto Lieder, estrapolati dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn di Gustav Mahler, sono un esempio delle conquiste tecniche e stilistiche tardo ottocentesche. L’influenza esercitata sull’autore dall’omonima antologia poetica, pubblicata tra il 1806 e il 1808 da Achim von Arnim e Clemens Brentano, proviene dalla freschezza dei testi e dal successo di cui godranno durante l’intero secolo. La naturale gaiezza dei versi si presta all’istinto compositivo mahleriano che coglie la popolare freschezza dei temi, venandola con le incombenti preoccupazioni decadentiste prossime all’imminente catastrofe della prima guerra mondiale.
Il direttore principale Arvo Volmer sceglie di assecondare la variopinta tavolozza di Mahler con una lettura sobria ma attenta a valorizzare tanto i toni fanciulleschi e fiabeschi, quanto i risvolti più oscuri e incombenti del lavoro. Il soprano Sabina von Walther e il baritono Johannes Held puntano gran parte della loro prova sul fraseggio, ricco d’intenzioni, e sull’accuratezza linguistica. Il loro dialogo con l’Orchestra Haydn è basato sulla fiduciosa condivisione d’intenti nell’interpretazione attenta della partitura.

Nella seconda parte della serata entra in scena il Valsts Akadēmiskais koris Latvija (Coro di Stato della Lettonia), esempio lampante ed emozionante della precisione a cui una ferrea formazione può condurre. La sua presenza è illuminante ai fini esecutivi: all’attenzione spiccata per le dinamiche, si abbina una piena coesione dei componenti. L’ascolto di Gesang der Geister über den Wassern, D 714 (Canto degli spiriti sulle acque), di rado presente nella programmazione odierna, consente di apprezzare l’abile maturità espressiva di Franz Schubert rispetto al genere liederistico, in quest’occasione piegato alle esigenze di un gruppo vocale maschile, com’era in uso, nel XIX secolo, presso le Liedertafeln (associazioni corali maschili). Il testo di Goethe offre all’autore il materiale tematico, attinto dalla natura, per rievocare, musicalmente, la bellezza incontaminata del paesaggio sublime, tanto caro al romanticismo. La predilezione per le tinte gravi e per una tessitura corposa risalta tutte le possibilità dell’ensemble lettone, capace di una lettura assai partecipata.

Il culmine della serata è raggiunto con la proposta conclusiva, il tanto celebre, quanto complesso Requiem di Gabriel Fauré. Un’opera di estrema modernità, pensata in origine con una struttura frammentaria che, in un percorso a tappe molteplici, giunge alla versione orchestrale definitiva nel 1900, tenendo sempre ben presente il gusto francese per l’intimità e la vicinanza al simbolismo, con la conseguente ricerca del suono depurato dalle inutili e superflue sovrastrutture impressioniste. Le sette sezioni della partitura conducono l’ascoltatore in un viaggio mistico, lontano dai toni alteri e imperiosi di molta musica religiosa precedente. È un percorso nell’interiorità del compositore e nella purificazione del genere umano al quale Fauré si rivolge con candore fanciullesco e con un linguaggio di incantevole dolcezza. Volmer coglie l’essenza sacrale con una lettura di accorata levità alla quale si uniscono tutti gli strumentisti. L’apporto dei due solisti, precedentemente citati, contribuisce a mantenere intatto il clima generale impresso all’interpretazione. Si fa apprezzare, questa volta al completo, il coro lettone che non lesina colori raffinati, attenzione capillare per i dettagli elaborati dall’autore e approfondito fraseggio condiviso da tutti i membri.
L’ampio successo finale arriva dopo qualche istante di rapimento, sulla scia dell’intensa suggestione musicale.

Auditorium
Stagione sinfonica 2016/2017

Gustav Mahler
Otto Lieder da: Des Knaben Wunderhorn

Franz Schubert
Gesang der Geister über den Wassern, D 714

Gabriel Fauré
Requiem, op. 48

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Direttore Arvo Volmer
Coro di Stato della Lettonia
Maestro del Coro Māris Sirmais
Soprano Sabina von Walther
Baritono Johannes Held

  Bolzano, 31 gennaio 2017

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