Bolzano, Teatro Comunale – Written on Skin

Condivisioni

Uno dei meriti maggiori di Matthias Lošek, direttore artistico della stagione di OPER.A 20.21 organizzata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, è sicuramente quello di proporre con coraggio e intelligenza titoli contemporanei accanto ad altri di repertorio, conferendo così maggior respiro internazionale al cartellone teatrale altoatesino. Mentre lo scorso anno, scegliendo come tema The irony of life, si sono ascoltate opere di Mozart, Barber, Bernstein, Berg, Kerer, Fuentes e Šostakovič, fil rouge di questa edizione è l’amore come causa di dolore, ira, follia, odio, morte: Love and other Cruelties.

Titolo inaugurale della stagione 2016/2017, in scena al Teatro Comunale di Bolzano, è Written on Skin del compositore britannico George Benjamin su libretto di Martin Crimp, presentata con successo in prima mondiale nel 2012 al Festival di Aix-en-Provence e, successivamente, su altri palcoscenici quali Londra, New York, Stoccolma, Sankt Gallen, Monaco di Baviera, Bonn, Detmold, Madrid, ma mai in Italia.

Il soggetto è tratto da una leggenda del trovatore catalano Guilhem de Cabestanh, raccontata anche da Giovanni Boccaccio nella nona novella della quarta giornata del Decameron; così viene riassunto dal poeta di Certaldo nell’incipit della storia: “Messer Guiglielmo Rossiglione dà a mangiare alla moglie sua il cuore di messer Guiglielmo Guardastagno ucciso da lui ed amato da lei; il che ella sappiendo poi, si gitta da un’alta finestra in terra e muore e col suo amante è sepellita”.

Siamo nella Provenza del Duecento; nell’opera si narra di un latifondista ricco e autoritario (The Protector) che commissiona a un giovane artista (The Boy) un libro miniato. Il manoscritto e il suo autore scatenano la ribellione di Agnès, giovane e succube moglie dell’uomo, che si innamora del ragazzo e lo costringe a raffigurare nel libro la loro travolgente relazione adulterina. Il marito non può quindi evitare di comprendere ciò che vede: uccide il miniaturista e costringe Agnès a mangiarne il cuore; la donna, in un ultimo impeto di ribellione, piuttosto che farsi uccidere dal coniuge si getta dal balcone. L’intera vicenda è osservata e commentata da tre enigmatici angeli del XXI secolo, portatori di una modernità incombente e devastatrice, come ben emerge anche dal testo onirico di Crimp, a tratti apocalittico e crudo, dovizioso di dettagli descrittivi.

L’allestimento qui proposto viene dal Theater St. Gallen ed è firmato dalla regista tedesca Nicola Raab, affiancata da Mirella Weingarten (scene e costumi) e Andreas Volk (disegno luci). Il team concepisce uno spettacolo estremamente astratto e asettico, atemporale, caratterizzato da algida essenzialità, dove anche le scene più violente e brutali – quali, per esempio, la notte di passione tra Agnès e il Giovane, oppure la cena in cui la donna è forzata a divorare il cuore dell’amante – sono ricondotte a un clima di raggelata raffinatezza.

Il palcoscenico è dominato da due enormi specchi inclinati che sostituiscono pavimento e soffitto; elemento centrale e fondamentale della regia è la “scenografia umana” costituita da 40 comparse della regione, eterogenee per età ed etnia. Abbigliate con nuances spente (bianco, grigio chiaro e rosa carne) e tutte scalze, mediante le loro figure e i segni costituiti dai loro corpi, hanno originato un’immagine viva, in costante movimento, dalla quale emergono i protagonisti, distinguibili anche per i costumi più elaborati nella foggia, ma pur sempre sobri.

Sul podio dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, situata non in buca ma sul fondo del palcoscenico, il giovane bulgaro Rossen Gergov ha retto con sicurezza le fila di una partitura così poliedrica grazie a un gesto elegante e preciso, optando per una concertazione brillante nel suono, dinamica nei tempi, non scevra da sonorità frenetiche ed espressioniste.

Di livello il cast scritturato. Il soprano tedesco Vera-Lotte Böcker, nei panni di Agnès, si è distinta per una vocalità limpida e cristallina, luminosa in acuto, e si è destreggiata egregiamente negli spericolati virtuosismi che contraddistinguono la parte; interprete notevole, ha messo bene in evidenza l’evoluzione del personaggio, da donna remissiva e ingenua ad amante volitiva e moglie caparbia. Fortemente espressiva, ha veramente “scritto sulla pelle” e nella mente degli spettatori l’intensa frase conclusiva del I atto, “Love’s not a picture: love is an act”.

Accanto a lei, il Protettore del baritono americano Andrew Schroeder, granitico nel fraseggio e scenicamente autoritario, in possesso di una voce scura e uniforme. Nel doppio ruolo del Giovane e del Primo Angelo, il controtenore austriaco Bernhard Landauer, interpretativamente ambiguo e sensuale, ineffabile, dotato di uno strumento vocale timbricamente caldo e avvolgente e di un fisico asciutto ed emaciato. Positive le prove del mezzosoprano tedesco Anna Werle (Secondo Angelo/Marie) e del tenore svedese Daniel Ralphsson (Terzo Angelo/John), entrambi centrati scenicamente e musicalmente corretti.

Alla serata è arriso un franco e meritato successo. La seconda stagione di OPER.A 20.21 proseguirà, a Bolzano, con The Raven di Toshio Hosokawa e Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, mentre al Teatro Sociale di Trento sarà possibile ascoltare A Christmas Carol di Iain Bell e Quartett di Luca Francesconi.

Teatro Comunale di Bolzano – Stagione d’Opera 2016/2017
WRITTEN ON SKIN
Opera in tre atti
Libretto di Martin Crimp
Musica di George Benjamin

Agnès Vera-Lotte Böcker
Protector Andrew Schroeder
First Angel/The Boy Bernhard Landauer
Second Angel/Marie Anna Werle
Third Angel/John Daniel Ralphsson

Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Direttore Rossen Gergov
Regia Nicola Raab
Scene e costumi Mirella Weingarten
Lighting design Andreas Volk
Bolzano, 9 ottobre 2016

Download PDF