Pelléas et Mélisande di Claude Debussy torna alla Scala dal 22 aprile al 9 maggio – a 21 anni dall’ultima produzione e a 118 dal leggendario debutto scaligero con Arturo Toscanini – e l’attesa è alta, certo per la lunga assenza del titolo ma soprattutto per l’eccellenza degli interpreti.
Sul podio Maxime Pascal, quarantenne direttore che dopo aver dato uno straordinario contributo al rilancio della musica d’oggi (alla Scala ha diretto opere di Sciarrino e Francesconi) è diventato ospite regolare del Festival di Salisburgo, dell’Opéra di Parigi e del Musikverein di Vienna ed entra quest’anno nel “triumvirato” musicale che regge la Deutsche Oper di Berlino.
Romeo Castellucci è tra i registi italiani più autorevoli nel panorama internazionale, tra i pochissimi regolarmente presenti a Salisburgo, Aix-en-Provence, Parigi oltre che alla Monnaie, ma la Scala è il primo teatro italiano a commissionargli una nuova produzione d’opera nella sede principale. Castellucci e Pascal saranno insieme questa estate a Salisburgo per una attesissima nuova produzione di Saint François d’Assise di Messiaen.
Mélisande è il soprano Sara Blanch, brillante belcantista (agli esordi in Italia è stata Folleville a Pesaro) che ha debuttato alla Scala nel 2024 nell’Orontea di Cesti e tra i prossimi impegni ha Le nozze di Figaro al Liceu, La Fille du régiment a Londra e Lucio Silla a Salisburgo. Dà voce a Pelléas il tenore Bernard Richter, che alla Scala è stato applaudito in Don Giovanni, La finta giardiniera e Idomeneo di Mozart ma anche Fierrabras di Schubert, e porta anche a Milano una parte in cui è diventato artista di riferimento: l’ultima volta l’ha sostenuta nel 2025 all’Opéra di Parigi. È grande l’attesa per il ritorno alla Scala come Golaud di Simon Keenslyside, il grande baritono entrato giovanissimo nel cuore dei milanesi come Papageno nella Zauberflöte diretta da Riccardo Muti il 7 dicembre 1995. Anche nella parte di Geneviève un’artista straordinaria, Marie-Nicole Lemieux, nota al pubblico milanese come Quickly in Falstaff, mentre Arkel ha le note profonde della voce di John Relyea. Dall’Accademia provengono Zhibin Zhang (un médécin), e Geungwha Lee (le berger) e i tre interpreti che si alternano nella parte del piccolo Yniold, Alessandro De Gaspari, Allegra Maifredi e Alberto Tibaldi, giovanissimi come da indicazioni d’autore.
L’importanza di questa produzione si riflette nell’impegno editoriale assunto dal Teatro alla Scala: al programma di sala curato da Raffaele Mellace con saggi di Emilio Sala e Antonio Polignano, interviste a Maxime Pascal e Romeo Castellucci e contributi di Laura Cosso e Luca Chierici, e al numero della rivista diretta da Mattia Palma con contributi di Mellace, Longchamp, Castellucci, Pascal, Baccolini, Chierici, Cassandro e Giacomotti, si aggiunge un doppio progetto editoriale che inaugura la collaborazione tra il teatro e la casa editrice il Saggiatore, i cui contenuti verranno comunicati prossimamente.
Ulteriori informazioni: www.teatroallascala.org
Photo: Monika Ritterhaus

