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Penne, voci dal mondo all’8° Concorso Chiara Magni: proclamati i vincitori

Una pioggia di riconoscimenti, quest’anno, per i talenti in gara all’VIII Concorso Internazionale di Canto lirico “Chiara Magni” firmato dalla direzione artistica della pianista Michela De Amicis nell’ambito del Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale “Città di Penne” e promosso grazie al sostegno dell’amministrazione comunale dell’antico borgo in provincia di Pescara ospitandone tutte le prove presso il teatro dell’archivio storico.

Sul podio dei vincitori sono saliti, infatti, ben cinque concorrenti, più due con menzioni speciali di merito, sugli otto in finale selezionati dalla giuria dell’edizione 2026 presieduta da Vincenzo De Vivo (direttore artistico della Stagione lirica del Teatro delle Muse di Ancona e dell’Accademia d’arte lirica di Osimo) al fianco dei componenti Paola De Simone (critico musicale, musicologa, docente di Poesia per musica e Drammaturgia musicale presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia), Hyo Soon Lee (soprano, docente titolare della cattedra di Canto presso il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila), Ayana Sambuu Zandraa (soprano e presidente dell’Associazione culturale New Opera Dimensions di Roma) e Maria Tomassi (soprano). Ad accompagnare al pianoforte tutti i giovani artisti, Valeria Picardi, pianista accompagnatore presso il Conservatorio “Pergolesi” di Fermo.

Il primo posto è stato dunque assegnato in condivisione al mezzosoprano sudcoreano classe 1990 Taeri Kim, talento dotato di una voce vellutata particolarmente bella, e al soprano cinese Xingru Fu, nata nel 2000 e forte di un’emissione morbida e potente. Rispettivamente, nel concerto pubblico che ha chiamato a raccolta le esibizioni di tutti i finalisti, le due vincitrici sono state ascoltate con pagine di Rossini (“Cruda sorte!” dall’Italiana in Algeri) e Puccini (“Donde lieta uscì”, dalla Bohème), più in pari opera di Bizet (nella Seguidilla di Carmen la prima, nell’aria di Micaëla “Je dis, que rien ne m’épouvante” la seconda). A conquistare il secondo premio, per la nobiltà del timbro e del fraseggio mostrati, oltre che per l’ottima dizione, è stato invece il baritono sudcoreano trentatreenne Seonghyeon Park, nell’occasione intenso interprete di un doppio Verdi, quello del Macbeth (con la romanza “Pietà, rispetto, amore”) e quello del Don Carlo (con l’aria finale del marchese di Posa “Per me giunto… Io morrò”).

In via analoga al primo, parimenti diviso a metà il terzo riconoscimento ha visto premiare la deliziosa Angelina Sidorenko, soprano di ventitré anni nata e musicalmente formatasi a San Pietroburgo, distintasi per la fresca omogeneità di tempra e per un’attenzione non comune per l’espressione come al colore nel dar forma e voce raffinate all’aria della protagonista “Meine Lippen, sie küssen so heiss” dall’operetta Giuditta di Franz Lehár e al valzer di Musetta (Quando men vo) dalla Bohème, sfoggiando tra l’altro nella fase semifinale una pregiata tinta mozartiana. E ancora, al suo fianco, il soprano sudcoreano Seon Myung Lee, apprezzata per la tecnica e per la cura stilistica con cui ha restituito tanto la Polacca di Elvira (Son vergin vezzosa) da I Puritani di Bellini quanto la variegatissima coloratura dell’aria di Cunégonde “Glitter and be gay” dal Candide di Bernstein.

Infine la commissione ha voluto conferire due menzioni di merito: una per la vocalità di coloratura al soprano cinese Zhuzhen Feng, ascoltata in concerto nell’aria della Regina della notte (Der Hölle Rache) dal Flauto magico di Mozart, l’altra per la qualità vocale al soprano mongolo Munhtsetseg Gantumur, interprete della cavatina “Regnava nel silenzio” dalla Lucia di Lammermoor di Donizetti.
Tanti gli applausi per tutti al termine.

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