Torna in scena Fior d’Alpe, opera composta da Alberto Franchetti e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 15 marzo 1894. È anche grazie all’Associazione che porta il nome del celebre compositore – ammirato da Verdi e da Toscanini – se Fior d’Alpe sarà rappresentata per la prima volta in tempi moderni il prossimo 19 maggio 2026 a Berlino, presso la storica sala del Konzerthaus, con la regia (in forma semiscenica) di Tabatha McFadyen, la direzione di Felix Krieger nell’ambito della stagione del Berliner Operngruppe (un’associazione specializzata nella ripresa di opere liriche dimenticate di quest’epoca) ed il soprano Maria Belén Rivarola nel ruolo della protagonista, Maria. Al suo fianco il tenore messicano Eduardo Niave interpreterà l’arduo ruolo di Paolo.
Su un libretto originale di Leopoldo Pullé – che volle firmarsi Leo di Castelnuovo – Fior d’Alpe racconta una travagliata storia d’amore ambientata tra le Alpi dell’Alta Savoia e Torino durante il divampare delle guerre napoleoniche. In tre atti l’opera insegue il destino di una giovane presentata come un simbolo di purezza, in un contrastato legame che evolve da idillio pastorale fino a un tragico epilogo scatenato da un amore segreto, presumibilmente incestuoso, che contrasta con le convenzioni sociali. Passioni laceranti e tensioni politiche si riflettono nel dramma elaborato da Pullé per il giovane Franchetti. Nonostante le grandi aspettative Fior d’Alpe, dopo la prima assoluta alla Scala, i notevoli successi al Teatro Mercadante di Napoli (1894) e al Teatro Filarmonico di Verona, non riscosse il persistente successo sperato. “Per un fenomeno curioso – si legge in una recensione dell’epoca – un artista che aveva con due lavori di gran mole preso un posto principale tra i compositori, affermando doti preziose, tra le altre la spontaneità e la sincerità, Alberto Franchetti, col Fior d’Alpe volendo affannarsi a cercare la semplicità del discorso musicale e quasi quasi si potrebbe dire l’ingenuità della melodia, è riuscito a fare cosa relativamente ibrida.” Con tutte le riserve del caso, l’articolo uscito sulla Nuova Antologia lo stesso anno del debutto, non poté fare a meno di riconoscere il talento di Franchetti e così continua: “Nell’opera rifulgono alcune qualità del suo ingegno; il temperamento granitico, la somma perizia tecnica, lo strumentale di mirabile varietà e sicurezza fanno capolino, perché nulla può uscire dalla sua penna che non palesi l’eccezionale sua natura di musicista”.
“Con la sua terza opera” – afferma il musicologo Richard Erkens – “il trentatreenne Franchetti si trovò per la prima volta di fronte al compito di mettere in musica, dopo i suoi successi iniziali con la leggenda fantastica Asrael e la grande opera storica Cristoforo Colombo, un’opera di dimensioni più contenute, in cui la relazione amorosa tragica intrisa di nostalgia e pattriottismo è al centro. Compose l’opera in un tempo sorprendentemente più breve, nell’arco di pochi mesi, creando forse la sua opera più organica e ricca di melodie, sebbene l’ampiezza stilistica dei grandi suoni orchestrali non sembri sempre perfettamente bilanciata con l’intimità e la semplicità del conflitto drammatico. Per questo motivo Arrigo Boito potè ironizzare che Franchetti scatenasse una tempesta in un bicchier d’acqua. E grazie a un caso fortuito che si è conservata la copia della partitura, cosicchè con questa esecuzione possiamo comprendere meglio il panorama operistico degli anni 1890 e tentare di farne esperienza dal vivo, un panorama al quale Franchetti ha dato un contributo essenziale.
Più recente la rivalutazione di Fior d’Alpe da parte del mondo musicologico che nella partitura ha riconosciuto un’originalità che riflette una solida formazione musicale. Queste sono perciò le premesse dell’attuale riproposizione a Berlino, cui ha contribuito l’Associazione per il Musicista Alberto Franchetti che continua a sostenere la valorizzazione dell’opera del compositore, allargando sempre più il proprio campo d’azione. Fondata a Reggio Emilia nel 2008 e presieduta da Stefano Maccarini, l’Associazione si è prefissa lo scopo di mantenere vivo l’interesse verso questo musicista, proponendo iniziative di rilevante qualità artistica e pubblicazioni di sicuro valore scientifico. Queste attività non solo hanno coinvolto esperti e appassionati, ma hanno anche permesso al pubblico di avvicinarsi in modo diretto alla musica di Franchetti e al suo mondo.
Il sito web della Berliner Operngruppe è disponibile anche in una versione in lingua inglese; è prevista la pubblicazione di un CD dell’esecuzione.
Ulteriori informazioni: www.berlineroperngruppe.de/projekte

