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Le Villi per la prima volta a Verona: l’esordio di Puccini firmato Maestrini e Cadario

Scritta nel 1883 da un venticinquenne Giacomo Puccini per un concorso poi non vinto, Le Villi apre al giovane compositore le porte del mondo musicale. Il successo gli garantisce un contratto con l’editore Ricordi e un posto di rilievo tra i giovani operisti di fine Ottocento. Per soggetto e linguaggio musicale, Le Villi si colloca tra due mondi: quello terreno e quello soprannaturale della vicenda, ma anche tra Italia e Germania, tra tradizione melodrammatica e suggestioni wagneriane. Da un lato, la generosità del canto e l’impianto vocale tipicamente italiano; dall’altro, la cura della strumentazione e il richiamo al mondo teutonico, sia nel tema sia nello stile.

Le Villi, spiriti dei boschi e figure della mitologia slava e celtica – presenti in forme diverse in molte culture popolari – appaiono al chiaro di luna come fanciulle di bellezza delicata ma letale, costringendo i traditori a danzare fino alla morte. Nel dramma pucciniano, vendicano l’amore infranto di Anna e incarnano paura e colpa dei personaggi maschili.

L’opera approda per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Filarmonico di Verona, dal 26 ottobre al 2 novembre, in un allestimento proveniente dal Regio di Torino e firmato dal regista Pier Francesco Maestrini con scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Luca Dall’Alpi, luci di Bruno Ciulli e movimenti curati da Michele Cosentino. Nel cast figurano giovani interpreti di carriera internazionale già applauditi nelle scorse stagioni veronesi: il soprano Sara Cortolezzis (Anna), il baritono Gezim Myshketa (Guglielmo) e il tenore Galeano Salas (l’amante infedele e tormentato). L’Orchestra della Fondazione Arena è diretta da Alessandro Cadario, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani.

Nel 1883 Puccini, appena diplomato al Conservatorio di Milano, partecipa su invito del maestro Amilcare Ponchielli al concorso indetto dall’editore Sonzogno per una nuova opera in un atto unico. Incontra Ferdinando Fontana, scrittore e verseggiatore prolifico, che gli consegna il libretto di Le Willis, presto ribattezzate Le Villi. Il soggetto è tratto da una novella di Alphonse Karr e, negli stessi anni, Théophile Gautier lo sviluppa per il balletto Giselle, con musica di Adolphe Adam. L’atto unico, consegnato all’ultimo momento e in forma manoscritta, non vince il concorso, ma va comunque in scena grazie a un finanziamento, al Teatro Dal Verme di Milano, il 31 maggio 1884. In orchestra suona anche l’amico Pietro Mascagni. L’opera attira l’attenzione di Giulio Ricordi, che mette sotto contratto il giovane autore lucchese, definito “scapigliato” per spirito e gusto artistico.

L’ambiente della Scapigliatura milanese – sebbene ormai in declino – influenza profondamente Le Villi: la stessa temperie in cui muovono i primi passi Ponchielli con La Gioconda, Arrigo Boito con Mefistofele e Franco Faccio con Amleto. L’opera mostra una poesia inquieta e colta, interesse per mistero e orrore, e apertura alle suggestioni d’Oltralpe, francesi e tedesche, nel tentativo di superare la rigidità delle forme tradizionali alla luce del modello wagneriano. Tutto questo in un’opera di poco più di un’ora, ma di notevole ambizione.

Le Villi raggiunge la forma definitiva dopo tre rimaneggiamenti, con l’aggiunta di un doppio intermezzo sinfonico e di una voce recitante, scelta allora inedita. Rimasta a lungo ai margini del repertorio, oscurata dai successi di Manon Lescaut (1893) e La bohème (1896), viene ora rappresentata per la prima volta integralmente al Teatro Filarmonico, a oltre 140 anni dal debutto.

Dopo la prima di domenica 26 ottobre, le repliche sono in programma mercoledì 29 ottobre alle 19, venerdì 31 ottobre alle 20 e domenica 2 novembre alle 15.30. Con Le Villi continua la Stagione lirica 2025 del Teatro Filarmonico, che propone titoli rari e nuove produzioni. I biglietti sono disponibili sul sito della Fondazione e alle biglietterie di via Dietro Anfiteatro e via Roma. È inoltre aperta la campagna abbonamenti per il 2026, con possibilità di rinnovo per le nuove stagioni d’Opera e Balletto e Sinfonica.

Ulteriori informazioni: www.arena.it

Photo: Daniele Ratt

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