Si apre con una nuova produzione della Salome di Richard Strauss, firmata da Emma Dante e diretta da Alexander Soddy, l’87° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, che Rai Cultura propone questa sera, domenica 13 aprile, alle ore 21.15 su Rai5.
Basata sull’omonimo dramma di Oscar Wilde, che Strauss mise in musica nella traduzione tedesca di Hedwig Bachmann, l’opera debuttò alla Semperoper di Dresda il 9 dicembre 1905, riscuotendo un clamoroso successo. La vicenda si svolge alla corte di re Erode, dove la giovane Salome tenta invano di sedurre Giovanni Battista. Dopo aver sedotto il patrigno con la celebre danza dei sette veli, la fanciulla pretende in cambio la testa del profeta. Il suo desiderio viene esaudito, ma l’orrore raggiunge il culmine quando Salome, in un impulso necrofilo, bacia la bocca del profeta decapitato: sarà giustiziata all’istante.
Protagonisti dello spettacolo – con le scene di Carmine Maringola, i costumi di Vanessa Sannino e le luci di Luigi Biondi – sono Lidia Fridman nel ruolo del titolo, Nikolai Schukoff come Herodes, Anna Maria Chiuri come Herodias e Brian Mulligan nei panni di Jochanaan. La coreografia è curata da Silvia Giuffrè. L’orchestra è quella del Maggio Musicale Fiorentino.
Parlando di questa produzione Emma Dante ne ha evidenziato i tratti onirici e di come la sua interpretazione dell’opera l’abbia portata a immaginare la vicenda come un vero e proprio viaggio attraverso un sogno – anzi, un incubo – capace di portare il pubblico su un’altra dimensione: “Quando sono arrivata al Maggio mi è quasi sembrato di metter piede sopra una vera e propria ‘nave spaziale’ e già questo è stato molto significativo, sia nel lavoro svolto con gli artisti sia per lo spettacolo visivo che è nato in queste settimane. Salome è senz’altro un’opera particolare, con tratti e aspetti che quasi potremmo definire “assurdi”, un’opera complessa che io ho interpretato come l’attraversamento di un vero e proprio incubo: è come se tutti, nel breve tempo della durata dell’opera, entrassimo nella testa e nella visione del profeta Jochanaan e di Salome stessa. L’idea portante di questa produzione è dunque il viaggio attraverso il sogno e l’incubo dentro la mente di quest’uomo, Jochanaan appunto. La musica stessa è altrettanto particolare, oltre che splendida, e sembra anch’essa scritta per portare il pubblico in un’altra dimensione, una dimensione dove si riescono a delineare i caratteri sentimentali ma al contempo crudeli di questo capolavoro straussiano”.
Photo: Michele Monasta

