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Fano, il Belcanto ritrovato: dopo 200 anni rinasce ‘Amazilia’ di Giovanni Pacini

Un titolo dimenticato per quasi due secoli, un compositore tra i più prolifici del primo Ottocento e un festival che fa della riscoperta la propria missione. Sabato 23 agosto 2025 il Teatro della Fortuna di Fano ospita la prima esecuzione in epoca moderna di Amazilia di Giovanni Pacini, proposta nell’ambito del Festival nazionale “Il belcanto ritrovato”.

Scritta nel 1825 per il Teatro San Carlo di Napoli, Amazilia è un melodramma serio in un atto con libretto di Giovanni Schmidt, collaboratore di Rossini, Mercadante, Donizetti e Spontini. L’opera nasce come omaggio per il compleanno della regina Maria Isabella di Spagna e riflette l’ideologia borbonica del tempo: l’Europa illuminista si erge a baluardo contro la “barbarie” dei popoli indigeni. Sullo sfondo della Florida del XVI secolo, due tribù nemiche si contendono amore e potere, mentre i conquistadores spagnoli arrivano come deus ex machina a garantire un lieto fine.

Se la vicenda oggi può sembrare ingenua, quando non addirittura politicamente scorretta, la partitura rivela invece la mano di un ventinovenne Pacini in piena ascesa. Amazilia si colloca infatti tra due titoli di successo come Alessandro nelle Indie e L’ultimo giorno di Pompei confermando la statura di un autore che all’epoca divide la scena con Rossini e Bellini. Il debutto del 6 luglio 1825 vede protagonisti interpreti di primo piano: Luigi Lablache come Cabana, Giovanni David come Zadir e Joséphine Fodor-Mainvielle come Amazilia. L’opera, accolta con successo, circola poi in varie città italiane e approda a Vienna, dove Pacini ne amplia la partitura con nuovi brani e una sinfonia. Anche quando sparisce dai cartelloni, le sue arie continueranno a vivere come “pezzi di baule”, fino a riemergere addirittura nel Novecento: Beverly Sills canterà la cabaletta «Parmi vederlo ahi misero» nell’Assedio di Corinto di Rossini a New York nel 1974.

La rinascita di oggi si deve all’edizione critica di Gianmarco Rossi, che firma l’edizione critica a partire dall’autografo di Pescia e da copie conservate tra Napoli, Firenze, Milano e Roma. Lo stesso Rossi presenta la sua ricerca alle 18.30 nel foyer del Teatro della Fortuna, prima del brindisi che precede la recita.

Sul palcoscenico Paola Leoci veste i panni di Amazilia, affiancata dal tenore Manuel Amati (Zadir) e dal basso Giorgio Caoduro (Cabana). L’Orchestra Sinfonica G. Rossini è diretta da Enrico Lombardi, già applaudito lo scorso anno con La casa disabitata di Lauro Rossi. Completa il cast il Coro del Teatro della Fortuna preparato da Mirca Rosciani. L’opera viene presentata in forma semi-scenica.

Con Amazilia il Festival “Il belcanto ritrovato” prosegue la sua opera di recupero di un repertorio prezioso e poco frequentato, riportando alla luce una pagina significativa della storia del melodramma italiano. Non solo una curiosità archeologica, ma un tassello che aiuta a capire meglio l’evoluzione di un genere e di un autore che, accanto a Rossini, Donizetti e Bellini, dà voce al fervore teatrale della sua epoca.

Ulteriori informazioni: www.ilbelcantoritrovato.it

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