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Su Rai5, concerto del violinista prodigio Daniel Lozakovich con l’Orchestra Rai

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Ha debuttato come solista a nove anni, al fianco dell’Orchestra da camera “I Virtuosi di Mosca”; ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra i quali il primo premio al Concorso fondato dal grande Vladimir Spivakov. E a diciassette anni ha inciso il suo primo album dedicato a Bach, che si è piazzato in cima alle classifiche di vendita in Francia e Germania. È Daniel Lozakovich, il “violinista prodigio” nato a Stoccolma nel 2001, protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai che Rai Cultura propone oggi, giovedì 11 gennaio, alle ore 21.15 su Rai5.

Sul podio è impegnato Kazuki Yamada, direttore principale e consulente artistico della City of Birmingham Symphony Orchestra, direttore artistico e musicale dell’Orchestre Philharmonique de Monte Carlo e direttore ospite principale della Yomiuri Nippon Symphony Orchestra. Yamada ha collaborato con formazioni quali la Staatskapelle di Dresda, la Philharmonia di Londra e l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo.  In apertura di concerto propone la Ouverture da Benvenuto Cellini, opera scritta nel 1838 da Hector Berlioz e ispirata al celebre scultore italiano.

La serata prosegue con il Concerto n. 3 in si minore per violino e orchestra op. 61 di Camille Saint-Saëns interpretato da Daniel Lozakovich, che suona il violino Stradivari “ex-Sancy” del 1713, messogli a disposizione dalla LVMH. Dedicato al virtuoso spagnolo Pablo de Sarasate, il brano – che esalta all’estremo la tecnica violinistica – fu composto nel 1880 e chiare sono le influenze musicali gitane e popolari tipiche dell’Andalusia.

Chiudono la serata le Variazioni su un tema originale op. 36, note come Enigma Variations, di Edward Elgar, con le quali, secondo le parole di George Bernard Shaw, nel 1899 “l’Inghilterra riprende il suo posto antico, dopo un intervallo di due secoli, come nazione musicalmente produttiva. Prima che arrivasse Sir Edward Elgar, non esisteva nulla del genere sul piano sinfonico. Bisognava andare indietro fino a Purcell”.

Photo: Lev Efimov

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