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Scala, le anticipazioni della prossima stagione: si apre con la Forza di Verdi, ritorna Norma

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Come da tradizione, la stagione del Teatro alla Scala per il 2024/2025 viene anticipata ai sindacati tra la fine di marzo e inizio aprile, prima della presentazione ufficiale tra fine maggio-inizio giugno, e puntualmente sulla stampa già appaiono le indiscrezioni su cosa si vedrà a Milano l’anno prossimo, e su chi saranno i protagonisti.

Di qualcosa della nuova stagione scaligera, ovviamente, si era già al corrente, perché la prima del 7 dicembre viene sempre annunciata con largo anticipo: il percorso di Riccardo Chailly nella produzione di Verdi, dopo le inaugurazioni con Giovanna d’Arco, Attila, Macbeth e Don Carlo, continuerà affrontando la complessa partitura (e la maledizione!) della Forza del destino. Il filo conduttore è ben chiaro: partire dai lavori giovanili, “di galera” e arrivare alle grandi opere del periodo più tardo, sempre più imponenti dal punto di vista musicale e drammatico, senza perdere di vista l’evoluzione cronologica delle composizioni verdiane. Per la Prima, la regia sarà affidata a Leo Muscato, mentre si annuncia un terzetto di grandi star per i tre ruoli principali: se tornerà, come d’abitudine negli ultimi 7 dicembre, Anna Netrebko per interpretare Leonora di Vargas, questa volta al posto di Francesco Meli e Luca Salsi avremo Jonas Kaufmann come don Alvaro e Ludovic Tézier come don Carlo. La stessa compagine che in questi giorni sta cantando nella Gioconda di Ponchielli al San Carlo di Napoli e in cui indubbiamente riponiamo grandi aspettative per l’impegno alla Scala. Chailly dovrebbe anche continuare con Puccini, e dopo la Rondine appena sbarcata a Milano si parla, per l’anno prossimo, del Trittico.

Non si resterà sorpresi, poi, dal fatto che, dopo l’Oro del Reno che Christian Thielemann dirigerà a Milano a ottobre-novembre 2024, il nuovo Ring della Scala con la regia di David McVicar dovrà continuare nel 2025 con Die Walküre e Siegfried (appuntamento invece al 2026 per la Götterdämmerung e due cicli completi della Tetralogia).

Era anche già annunciato che il 2025 avrebbe visto a Milano il debutto di un’opera di nuova composizione: l’anno scorso la Scala aveva comunicato (qui i dettagli) di aver commissionato a Francesco Filidei di trarre dal romanzo-simbolo di Umberto Eco Il nome della rosa un’opera lirica. Mancava infatti, tra gli innumerevoli adattamenti del libro (dal cinema ovviamente ai videogiochi, dalla televisione ai fumetti) quello operistico. La prima è prevista ad aprile 2025, per la direzione di Ingo Metzmacher, che alla guida della Filarmonica della Scala ha di recente affrontato il repertorio contemporaneo (con Como una ola de fuerza y luz di Luigi Nono); i protagonisti saranno invece il baritono Lucas Meachem (Guglielmo da Baskerville) e il mezzosoprano Kate Lindsay (Adso da Melk en travesti). Regia di Damiano Michieletto per la prima nuova opera nella stagione principale della Scala dalla Fin de partie di Kurtág del 2018.

La grande novità, invece, è il ritorno dopo ben 48 anni di Norma. Negli ultimi decenni, le opere di Bellini sono state rarissime al Piermarini, e hanno avuto solo di recente una timida ripresa, con Il pirata nel 2018 e I Capuleti e i Montecchi nel 2022 (e bisogna tornare indietro al 2004 per una Beatrice di Tenda e al 2001 per Sonnambula). Forse la Scala ha temuto l’assenza di interpreti capaci di reggere il confronto con le grandissime voci del passato che hanno segnato la storia di questi titoli? Evidentemente il timore è passato, e dopo Montserrat Caballé sarà Marina Rebeka, già protagonista quest’anno della Medée di Cherubini (d’altronde Norma non richiama da vicino la tragedia di Medea?) a misurarsi con la sacerdotessa gallica, al fianco di Freddie De Tommaso possibile prossimo Pollione. A Fabio Luisi l’onore di dirigere lo storico ritorno, mentre lo spettacolo sarà firmato da Oliver Py. E così dopo Norma attenderemo solo i Puritani, che mancano dal 1971.

Si parla poi di Falstaff per la direzione di Daniele Gatti e la ripresa della regia di Giorgio Strehler, tornerà Timur Zangiev per continuare con l’Evgenij Onegin di Čajkovskij, due anni dopo aver sostituito Valerij Gergiev per le note vicende nella Dama di Picche (stavolta la regia sarà di Mario Martone), ci sarà la Fille du régiment diretta da Evelino Pidò (divertimento assicurato nello spettacolo di Laurent Pelly, ma non sappiamo ancora chi sarà il tenore che affronterà i nove do di Tonio). Pelly dovrebbe essere anche chiamato a mettere in scena L’opera seria di Florian Leopold Gassmann (direttore Christophe Rousset) per l’appuntamento con l’opera del periodo galante: aspettiamo di scoprire cosa inventerà per questa gustosissima parodia metaoperistica su libretto di Calzabigi e Metastasio, nel genere in realtà non così raro dell’“opera sull’opera” (l’esito più noto sono le Convenienze ed inconvenienze di Donizetti), in cui personaggi dai nomi evocativi come “Fallito”, “Delirio”, “Sospiro”, “Smorfiosa” e “Stonatrilla” si trovano a dover mettere in scena la disastrosa “opera seria” del titolo. A completare la stagione, un tocco mozartiano con Così fan tutte per la regia di Robert Carsen.

Sarà questa l’ultima stagione della Scala sotto la guida di Dominique Meyer? Sarà davvero Fortunato Ortombina il successore? Lo scopriremo presto, come scopriremo se le indiscrezioni che abbiamo riportato qui, certezze già solide a parte, saranno confermate dagli annunci ufficiali (si parla di quattordici titoli previsti: scopriremo presto anche le tre opere mancanti) La stagione, comunque, già si annuncia interessante e ben equilibrata, riuscendo a spaziare in tanti generi diversi, ma spicca ovviamente l’attesissimo ritorno di Norma.

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