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Penne, proclamati i vincitori del V Concorso Internazionale di Canto lirico “Chiara Magni”

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È il soprano di talentuosa tempra lirico-drammatica Giulia Costantini, nata a Rimini ventisette anni fa, diploma accademico di primo e secondo livello (nel 2023) in canto lirico al Conservatorio “Gioachino Rossini” di Pesaro e attualmente allieva del corso di alto perfezionamento all’Accademia Verdiana del Teatro Regio di Parma, la vincitrice assoluta del V Concorso Internazionale di Canto lirico “Chiara Magni”, l’ormai consueta competizione di canto quest’anno svoltasi il 25 e 26 maggio nell’Auditorium della Chiesa di San Giovanni a Penne, in provincia di Pescara, a chiusura dell’articolatissimo Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale curato con particolare successo per qualità e partecipazione (oltre duecento i candidati da ogni angolo del mondo in gara nell’arco di quindici giorni) dalla direzione artistica della pianista Michela De Amicis e del flautista Sacha De Ritis.

Al secondo posto si classifica il soprano coreano, classe 1991 e potente voce da lirico spinto Hyunye Kim mentre a vincere il terzo riconoscimento è stato il raffinato tenore “di grazia” cinese Jahui Mo, ventotto anni, cui si è aggiunta in via d’eccezione, per decisione unanime della giuria su proposta della presidente, una menzione di merito per la particolare vocalità al mezzosoprano Isabella De Massis, nata a Chieti, formatasi al Corso di Canto rinascimentale e barocco del Conservatorio di Roma e attualmente allieva del corso di alto perfezionamento con Sara Mingardo presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

A formare la giuria, Marcella Crudeli, figura-emblema della didattica e dell’interpretazione pianistica italiana ma nella cui prima formazione c’è stato anche spazio per un diploma in Canto, Stefania Donzelli (soprano, docente di Canto lirico al Conservatorio di Pesaro), Antonella Muscente (docente di Canto e coordinatore del Dipartimento di Canto e Teatro Musicale del Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara), Hyo Soon Lee (soprano, docente titolare della cattedra di Canto presso il Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila), Paola De Simone (musicologa, critico musicale e titolare della cattedra di Poesia per musica e Drammaturgia musicale del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia), Christian Starinieri (Senior Manager Agenzia DM Artist Management SA) e, naturalmente, la presidente dell’Associazione Michela De Amicis. Ad accompagnare al pianoforte tutte le prove per la sezione Canto, l’ottima Giusi Fatica, del Conservatorio di Pescara.

In particolare, del primo premio Giulia Costantini, ascoltata direttamente in semifinale avendo vinto il 20° Concorso Internazionale “Luigi Zanuccoli” con il Verdi del Corsaro (“Egli non riede ancor … Non so le tetre immagini”) e il Donizetti della Lucrezia Borgia (“M’odi, ah m’odi… Era d’esso il figlio mio”), si è apprezzata la maturità tecnico-espressiva di una voce importante negli affondi drammatici come nel governo del fiato e delle articolazioni, salda nell’intonazione e ben curata nello scontorno di un dettagliato spettro dinamico-espressivo. Alle spalle ha d’altra parte la partecipazione a numerose masterclass tenute dai maestri Gianluca Pasolini, da Andrew Stuckey presso l’Università dell’Arizona sull’opera lirica contemporanea e in lingua inglese, da Joao Janeiro per la musica rinascimentale iberica, dal tenore José Carreras e, nel 2022, dal regista Fabio Sparvoli sul recitar cantando. Ha quindi con costanza collaborato in qualità di artista del coro con il “Coro lirico città di Faenza” e con il “Coro del Teatro Ventidio Basso” di Ascoli Piceno prendendo parte a diverse rappresentazioni targate Rossini Opera Festival.
Dotata di ampia estensione con suoni gravi vibranti e luminosi slanci all’acuto, pone inoltre non comune attenzione alla dizione, agli accenti, ai colori. Il soprano Hyunye Kim, vincitrice lo scorso anno del Premio Lirico Internazionale “Umberto Giordano” di Foggia firmato dalla direzione artistica di Maria Paola De Luca, si è a sua volta distinta per la ferrea intonazione e per la lama potente di un’emissione efficacemente a segno in ogni range della sua tessitura. Ha cantato dalla Gioconda di Ponchielli un “Suicidio!” impressionante e da manuale mentre, dalla Turandot di Puccini, ha eseguito “In questa reggia”. Non meno peculiare e interessante il profilo vocale e in special modo stilistico del tenore Jahui Mo. D’altra parte ha già debuttato con successo l’intero ruolo di Nemorino nell’Elisir d’amore al Teatro del Giglio, di Ernesto nel Don Pasquale all’Accademia di Genova e di Ferrando nel Così fan tutte diretto a Matera da Angelo Gabrielli. In concorso si è distinto con un doppio Donizetti (“Una furtiva lagrima” e “Ah! Mes ami”) sfoderando una sensibilità assai raffinata e nobiltà del legato, nitore timbrico e, nella più celebre aria di Tonio, nove do di petto pieni quanto al platino. Ideale per il repertorio dei castrati, quindi, la singolare pasta canora di Isabella De Massis ascoltata in prima prova in Händel (“Ombra mai fu”), quindi in Donizetti (“Nella fatal di Rimini”) e in Massenet (“Va! Laisse couler mes larmes”).

Degni di attenzione, oltre ai meriti di quanto ascoltato dai premiati, gli altri partecipanti alla prova finale giocatasi fra una rosa di nove candidati selezionati attraverso le fasi dell’eliminatoria e, con accesso diretto per i vincitori di altri concorsi, della semifinale. Nella sfida dell’ultima prova c’erano il mezzosoprano Taeri Kim, il baritono Jaeseon Han, i soprani Anastasia Maria Fyssa, Sachi Nogami e Cristina De Carolis.

Un piacevolissimo e inedito cammeo, al termine della prima giornata del Concorso, è stato inoltre offerto con il brillante recital che, nello stesso Auditorium della chiesa di San Giovanni, ha visto cantare in affiatatissimo tandem maestra e allieva – il soprano lirico d’agilità Stefania Donzelli, membro in giuria, e Aleksandra Meteleva, mezzosoprano ucraino dal talento veramente magnifico, premiata ai Concorsi Zanuccoli (2021), Colleferro (2023) e attualmente allieva dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino – con un serrato florilegio di arie, mélodies e duetti accompagnati con esperta sapienza al pianoforte da Mirca Rosciani, direttore d’orchestra, di coro e pianista in brillante carriera.
Due registri distinti quelli della Donzelli e della Meteleva ma di pari, alta qualità oltre che forti di un’intesa ritmica e di una complementarietà timbrica sorprendenti, andati a garantire forma esatta e viva tempra musicale alla variegata staffetta in ascolto.
Insieme, amalgamando in dialettica calibratissima lo squillo e la tecnica brillante della voce sopranile con il velluto e il fraseggiare perfetti della tessitura più scura, hanno interpretato il doppio Rossini sacro e profano diviso fra il duetto “Serbami ognor sì fido” dalla Semiramide e il “Quis est homo” dallo Stabat Mater. Poi, in una rara simbiosi di tecnica e stile, di armonici e dinamiche espressive, hanno dato vita al Čajkovskij della Pikovaja Dama (il magico duetto, al numero 7, fra Liza e Polina “Uz vecher”) per chiudere con lo scintillante duetto Les Bohemiennes di Pauline Viardot, compositrice, mezzosoprano e pianista figlia del tenore Manuel Garcìa, nonché sorella della mitica Maria Malibran.
Il talento di Aleksandra Meteleva, nome senz’altro da segnare sul taccuino delle prossime eccellenze e voce rodata già sui ruoli di Tebaldo (oltre allo Stabat rossiniano) per il Maggio Musicale Fiorentino e sulla Rosina del Barbiere di Siviglia a Colleferro con cui sarà in scena nei prossimi giorni al Teatro Orfeo per il Taranto Opera Festival, ha inoltre proposto ancora la Dama di picche con l’aria potente e drammatica di Polina (“Podrugi milje”, al numero 8) in cui intona alle dilette amiche una triste romanza al cembalo. La voce luminosa della Donzelli ha invece cantato, a solo, due intense mélodies, “Ni vieter” di Rimskij-Korsakov e “Si mes vers avaient des ailes” di Reynaldo Hahn. Tanti gli applausi per entrambe al termine, ripagati da una pioggia di bis.
Infine, il pomeriggio di domenica 26 maggio sempre in San Giovanni, l’emozionante rassegna finale aperta al pubblico ha visto esibirsi tutti i vincitori scelti valutati fra le diverse categorie in gara (Fiati, Archi, Musica da camera, Pianoforte, Organetto e Solisti con orchestra) unitamente alle esibizioni, tutte realmente notevolissime, dei vincitori del Concorso lirico intitolato in ricordo della prematuramente scomparsa Chiara Magni.

In copertina, Giulia Costantini
vincitrice del V Concorso Chiara Magni

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