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Le villi di Puccini in scena al Regio di Torino. Dirige Frizza, regia di Maestrini

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Il Teatro Regio di Torino prosegue il suo omaggio a Giacomo Puccini, nell’anno del centenario, e porta in scena la sua opera d’esordio: Le villi che, fin dalla sua prima rappresentazione al Teatro Dal Verme di Milano nel 1884, mise in evidenza la capacità del giovane compositore di creare melodie intense e potenti scritture sinfoniche. Una nuova versione, rimaneggiata in tempi record all’indomani della prima milanese, debuttò proprio al Regio di Torino nel 1884. Il teatro ripropone Le villi per la prima volta dopo quel clamoroso successo di centoquaranta anni fa, con la conduzione di Riccardo Frizza, specialista del repertorio, che dirige Orchestra e Coro del Regio, quest’ultimo istruito da Ulisse Trabacchin. La nuova produzione è curata da Pier Francesco Maestrini, che dal suo debutto nella regia d’opera nel 1993, ha messo in scena oltre 100 produzioni in Italia e nel mondo spaziando dal repertorio barocco al verismo italiano. Il regista, per la prima volta al Regio, intende esplorare il mondo ultramondano e demoniaco. Maestrini parte da un presupposto: non deve trarre in inganno che Puccini si sia ispirato al balletto Giselle di Adolphe Adam per l’opera-ballo Le villi, perché nella musica riversa tutta la sua irruenza giovanile con l’intento, non mediato dalla prudenza della maturità, di scioccare lo spettatore. Protagonisti Roberta Mantegna nel ruolo di Anna, Martin Muehle in quello di Roberto e Simone Piazzola come Guglielmo Wulf. La nuova produzione sarà in scena a partire da venerdì 19 aprile alle ore 20 per sei recite fino a venerdì 26 aprile.

Ideata inizialmente come un atto unico, l’opera-ballo Le Willis debuttò al Teatro Dal Verme di Milano il 31 maggio 1884, il teatro era gremito e il pubblico e la critica entusiasti. Puccini scrisse alla madre: «Successo clamoroso. Diciotto chiamate. Ripetuto tre volte finale primo. Sono felice». Per la successiva rappresentazione al Teatro Regio di Torino, il 26 dicembre 1884, l’opera fu riveduta dall’autore in una versione ampliata, con nuove arie e un nuovo intermezzo orchestrale, e il titolo divenne Le villi. Il pubblico apprezzò l’abile combinazione di tradizione italiana ed elementi wagneriani e l’accolse in trionfo. Seguirono altre rappresentazioni memorabili: ad Amburgo nel 1892 con la direzione di Gustav Mahler e al Metropolitan di New York nel 1908 con Arturo Toscanini sul podio. Il soggetto risale a una leggenda di origine slava narrata in un saggio dal poeta tedesco Heinrich Heine; il tema venne poi reso maggiormente noto al pubblico teatrale grazie alla versione di Théophile Gautier, con la collaborazione di Vernoy de Saint-Georges, Giselle ou Les Willis, musicato da Adolphe Adam: un balletto romantico, scritto per Carlotta Grisi nel 1841. Sicuramente il librettista Ferdinando Fontana conosceva entrambe le fonti, ma sembra più probabile che abbia tratto il suo argomento dal racconto francese di Alphonse Karr, Les Willis, del 1852. La vicenda è ambientata in un piccolo villaggio della Foresta Nera dove vivono i due fidanzati Anna e Roberto, il quale deve recarsi a Magonza per una eredità e che, nella grande città, tradisce e dimentica la promessa sposa. La giovane, con il cuore infranto, muore e si trasforma in una villi, leggendaria creatura maligna sovrannaturale, che per vendicarsi dell’amante infedele lo costringe a partecipare a una danza infernale e frenetica che lo lascerà senza vita.

Ulteriori informazioni: www.teatroregio.torino.it

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