Un’edizione di qualità. Belle voci al Concorso Lirico Internazionale “Mario Orlandoni”, svoltosi a Como nel fine settimana del 16/17 novembre. La competizione, organizzata dall’Associazione Carducci, con la direzione artistica di Sabina Concari, è nata per sostenere la carriera dei giovani e promettenti cantanti lirici, secondo la volontà del notaio Orlandoni, che fu grande appassionato d’opera, ed è sostenuta dalla sua famiglia.
Venti i semifinalisti e dodici i finalisti provenienti da tutto il mondo, che si sono esibiti, accompagnati al pianoforte da Claudia Mariano, davanti alla giuria presieduta da Gianni Tangucci, già direttore artistico di diversi teatri d’opera italiani. Completavano la giuria, oltre alla direttrice artistica Concari, Andrea De Amici di inArt managment, Mirca Rosciani, pianista e direttore d’orchestra, Caterina Pierangeli, direttore generale della Rete Lirica Marchigiana.
Il primo premio è andato al soprano italiano Francesca Maionchi, classe 1994, che alla finale ha ammaliato con la sua voce di lirico pieno cantando la rara aria “Fa che i pensier non tornino” da I Rantzau di Pietro Mascagni. La giuria ha poi deciso per un secondo posto ex aequo: il tenore portoricano David Soto Zambrana, classe 1993, che ha fatto ascoltare “No puede ser” da La tabernera del puerto di Pablo Sorozabal, e il baritono cinese Sun Jiaxiang, classe 1992, che ha interpretato la morte del Marchese di Posa da Don Carlo di Giuseppe Verdi. Al terzo posto la russa Violetta Vasileva, nata nel 1996, che ha cantato “Amour, ranime mon courage” da Romeo et Juliette di Charles Gounod.
I quattro vincitori, oltre alla borsa di studio, hanno vinto anche un’audizione al Teatro Municipale di Piacenza, offerta dalla sovrintendente Cristina Ferrari. A Soto Zambrana è andato poi il riconoscimento nato dal gemellaggio con Paulo Abrão Esper, direttore generale e artistico Cia Ópera São Paulo Brazil e creatore del Concurso Brasileiro de Canto Maria Callas: si tratta di un concerto premio che verrà inserito nella programmazione 2025 dell’Associazione Carducci di Como.

