Allo Stresa Festival torna l’opera lirica con uno spettacolo itinerante tra lago e terraferma. Mario Brunello, direttore artistico del festival, ha voluto per l’anno in corso ripuntare, dopo il successo della passata edizione, sulla lirica formato tascabile riprendendo una tradizione ottocentesca dove ridurre gli organici e l’impianto delle opere era una prassi abbastanza diffusa. Per farlo ha deciso di affidarsi al regista e drammaturgo Gianmaria Aliverta, che con VoceAllOpera porta le opere in contesti inusuali e a stretto contatto con il pubblico: teatri di periferia a Milano, castelli, ville, parchi e metropolitane.
Aliverta torna a riallestire la lirica itinerante in uno dei borghi più belli della provincia di Novara, Orta San Giulio, che il 27 e 28 luglio ospiterà Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. Sarà uno spettacolo itinerante che vedrà il pubblico assistere ai primi tre atti nei giardini di Villa Bossi (sede del comune di Orta) per poi spostarsi tramite battello all’Isola di San Giulio sul Lagio d’Orta, dove verrà allestito il quarto atto.
Dopo il successo del verdiano Rigoletto, per l’edizione 2024 si torna con il medesimo format a portare in scena il capolavoro di Mozart, con pochissimi elementi a fare da scenografia, pensati dallo stesso Aliverta in collaborazione con la scenografa Francesca Donati, mentre gli abiti di foggia settecentesca sono firmati da Sara Marcucci. Il cast è affidato a giovanissimi artisti vincitori del Concorso lirico internazionale Giancarlo Aliverta 2023 e ad artisti in residenza presso VoceAllOpera. Si esibiranno fra gli altri Matteo Mollica, Figaro, Rosalba Aurora Ducato, Susanna, Alessia Panza, La Contessa di Almaviva, Marta Maria Miccoli, Cherubino. e Federico De Antoni, Don Bartolo e Antonio. Sul versante strumentale vedremo il direttore musicale di VoceAllOpera Marco Alibrando, già affermato direttore d’orchestra, dirigere il Quartetto Amouage, formato dalle prime parti di alcune importanti orchestre italiane.
“Sono felicissimo di poter lavorare qui – spiega Aliverta – dopo aver fatto un percorso decennale nelle più importanti fondazioni liriche del mondo e aver inaugurato le stagioni di teatri come il Real di Madrid, la Fenice di Venezia e molti altri. Ora torno nei luoghi dove sono nato e cresciuto. Ringrazio Mario Brunello per avermi invitato e per aver creduto in me. Con questo allestimento d’epoca ho voluto tentare di rimettere ordine in un periodo storico in cui la moda porta a stravolgere la drammmaturgia, a portarci lontano dal testo e dalla musica, in un periodo in cui sembra impossibile raccontare la trama originale, come se fosse un limite far emergere gli aspetti drammaturgici del testo. Bene, qui tenterò di ridare a questi due geni assoluti, Mozart e Da Ponte, gli abiti storici della vicenda ma anche di far emergere un sottotesto, ovvero che questo capolavoro parla di una società che cambia gli usi ma non i costumi. Questi due giganti ci spiegano con semplicità che cosa sia il sesso, come questo venga declinato nelle varie età e nelle varie fasi della vita, e sopratutto come il sesso accomuni i due generi uomo e donna. Partendo da questi elementi imprescindibili della trama ho lavorato alla regia, lasciando ai cantati pochi appigli scenografici e scenotecnici, costruendo con loro uno spettacolo all’insegna del vero teatro di regia. Lo spettacolo verrà allestito in un posto che adoro e che voglio far conoscere al pubblico con questo spettacolo itinerante”.
Alle ore 19.30 dei due giorni di recita sarà possibile partecipare a una chiacchierata con Gianmaria Aliverta che racconterà la genesi di questa iniziativa, la trama dell’opera e curiosità legate alla compagnia. Da ricordare Maria Candida Morosini, che ha contribuito a questa messinscena – una coproduzione tra VoceAllopera e Stresa Festival – ospitando il 9 giugno l’anteprima dello spettacolo nella sua cascina alle porte di Milano, da cui sono è tratta la foto di copertina.

