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Alla Scala torna il Don Pasquale firmato Livermore. Sul podio Pidò, protagonista Maestri

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Va in scena per sei rappresentazioni dall’11 maggio al 4 giugno Don Pasquale di Gaetano Donizetti nell’allestimento di Davide Livermore che aveva conquistato il pubblico nel 2018 con l’affettuoso riferimento alla commedia all’italiana. Da ricordare almeno il volo di Norina su Roma a bordo di una Giulietta, ma anche l’ingresso a Cinecittà, la disperazione di Ernesto alla stazione, la malinconica giostra finale. Sul podio un esperto donizettiano come Evelino Pidò; in scena insieme ad Ambrogio Maestri e Mattia Olivieri che erano già stati Don Pasquale e Malatesta alla prima con Riccardo Chailly, troviamo Andrea Carroll come Norina e Lawrence Brownlee come Ernesto. Andrea Porta torna nella parte del notaro.

Le prime due rappresentazioni di Don Pasquale sono già esaurite e per le altre restano pochissimi posti, ma la serata del 28 maggio sarà trasmessa in diretta streaming su LaScalaTv, dove resterà disponibile on demand fino al 4 giugno.

Un’ora prima dell’inizio di ogni rappresentazione, presso il Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”, si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Claudio Toscani. Il 10 maggio alle ore 18, inoltre, si terrà sempre nel Ridotto la conferenza di Paolo Fabbri “Una commedia di carattere” per il ciclo “Prima delle prime” organizzato in collaborazione con gli Amici della Scala.

Lo spettacolo

Davide Livermore si è avvalso anche in questa seconda produzione scaligera dopo Tamerlano (sarebbero seguite le inaugurazioni di stagione con Attila sempre nel 2018, Tosca nel 2019, la produzione televisiva …a riveder le stelle nel 2020 e Macbeth nel 2021, e poi La Gioconda nel 2022 e Les Contes d’Hoffmann nel 2023)) dei collaboratori con cui ha realizzato tanti spettacoli scaligeri. Le scene sono firmate da Davide Livermore e Giò Forma, i costumi da Gianluca Falaschi e le luci da Nicolas Bovey. E come in molti casi l’allestimento è ricco di riferimenti cinematografici. Se per Tamerlano il riferimento era Ėjzenštejn, la scena di Don Pasquale si arricchisce di elementi tratti dal cinema italiano degli ultimi anni ‘50, quando realismo e sogno, patetismo e comicità si fondevano in uno stile di commedia assai simile al “mezzo carattere” dell’opera di Donizetti. L’ambiente è una Roma in bianco e nero, elegante e fantastica, tra rovine, pini marittimi, nuovi palazzi in costruzione e l’ingresso di Cinecittà. Spiega il regista: “Cadute le maschere, in Don Pasquale emergono i personaggi: sullo sfondo rimangono i brandelli dei ‘tipi’ della commedia dell’arte”

Ulteriori informazioni: www.teatroallascala.org

Photo: Brescia e Amisano

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