Al Comunale di Bolzano debutta “Dorian Gary”, opera nuova di Franceschini tratta da Wilde

Sabato 16 e domenica 17 marzo debutta al Teatro Comunale di Bolzano l’opera Dorian Gray. Il capolavoro di Oscar Wilde, fra i più raffinati e impetuosi romanzi di tutti i tempi nonché manifesto del decadentismo e dell’estetismo, diviene il punto di partenza, dopo Toteis di Manuela Kerer e Peter Pan – The Dark Side di Wolfgang Mitterer, per l’ultima opera di una trilogia commissionata dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento a compositori dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. Con questo ambizioso progetto si conclude anche la fruttuosa collaborazione con il direttore artistico Matthias Lošek.

Per Lošek si tratta dell’ultimo progetto d’opera realizzato con la Fondazione Haydn: “Dorian Gray è per me la produzione finale dopo nove anni di direzione artistica, ma rappresenta anche la chiusura di un percorso dedicato all’esplorazione di una serie di classici della letteratura mondiale (britannica) come A Christmas Carol, Alice e Peter Pan – The Dark Side. Con Peter Pan e La bohème abbiamo affrontato inoltre i temi centrali come il trittico giovinezza/tradizione/morte. Dorian Gray rappresenta anche – nuovamente – il mio credo artistico: raccontare storie. Ieri, oggi, ancora e ancora. Perché: nothing is written!”. Nel romanzo Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde disegna la parabola discendente di un giovane ossessionato dalla paura di perdere la bellezza, unica risorsa per cui valga la pena esistere. Grazie a un sortilegio, il protagonista riuscirà a ottenere che il tempo tocchi unicamente il suo ritratto lasciando intatto il suo giovane corpo: ma a quale prezzo?
Dorian Gray è il frutto del lavoro creativo di un cast di affermati talenti: il compositore Matteo Franceschini, Leone d’argento per la musica alla Biennale di Venezia 2019 con una lunga serie di collaborazioni multidisciplinari, firma le musiche, mentre Stefano Simone Pintor, già impegnato per la Fondazione Haydn in due opere di successo come Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse (2018) e Falcone. Il tempo sospeso del volo (2022), ha il duplice ruolo di regista e librettista dell’opera. Le scenografie sono di Gregorio Zurla, i costumi di Alberto Allegretti, le luci di Fiammetta Baldiserri e il video di Virginio Levrio.

Regista e compositore amplificano le riflessioni affrontate da Wilde sul ruolo dell’arte, sul perbenismo della borghesia dell’epoca e sul doppio che vive in ognuno di noi, fino a comprendere con lo sguardo la nostra società contemporanea, frammentaria, fluida, investita da una profonda crisi di valori. Pur essendo il prodotto e lo specchio di un’epoca – la Londra vittoriana del XIX secolo – il romanzo affronta infatti temi senza tempo che mostrano tutta la loro stringente attualità: il bene, il male, l’amore, la morte, l’angoscia esistenziale e le relazioni interpersonali, l’ossessione per la giovinezza e la bellezza.
Attraverso un linguaggio quasi cinematografico, Stefano Simone Pintor pone l’accento sugli intrecci delle vite dei personaggi e sull’influenza che ogni loro azione genera sugli altri. Grazie a una struttura narrativa mutuata dalla serialità e articolata in sei episodi, il giovane protagonista si trasforma in uno specchio in cui ciascun personaggio secondario si riflette. Dorian diventa così una sorta di Doppelgänger in grado di catalizzare le pulsioni e desideri più intimi di tutti gli altri, compreso il pubblico. “In una società che si auto-dipinge come perfetta, costituita da persone comuni come potremmo essere noi fra il pubblico, ciascuno dei nostri personaggi – commenta Pintor – fa l’incontro con questo giovane ragazzo, Dorian Gray, che ad ogni capitolo viene visto attraverso gli occhi del protagonista di quell’episodio, poiché descritto, o potremmo dire forse “definito”, dalla loro stessa presenza”.

Il lavoro sulla musica compiuto da Matteo Franceschini immerge lo spettatore in un mondo in cui tutto si sdoppia, si moltiplica e in cui ad ogni situazione corrisponde un nuovo spettacolo e la cui somma crea un’unità drammaturgica. “Giocando con i fili della vocalità e della parola, del gesto e del suono –  mette in evidenza Franceschini – ho deciso di elaborare una sorta di iper-spartito dove la scrittura acustica si fonde con la manipolazione elettronica. La partitura di Dorian Gray disegna un universo orchestrale in cui la voce cantata ingigantisce l’eccentricità e singolarità dei personaggi, dei loro sentimenti e delle loro azioni”. Il risultato è un’opera corale, in cui ciascun personaggio, e con essi lo spettatore, conquista il centro della scena, proiettando i propri demoni in Dorian Gray, che ne diviene così il ritratto vivente.

Alla direzione musicale di Rossen Gergov,  già ospite a Bolzano per le pluripremiate opere Written on Skin e Alice, il compito di guidare i sette interpreti, Laura Muller (Dorian Gray), Manuel Nuñez Camelino (Basil), Giulia Bolcato (Sybil), Ugo Tarquini (James), Alexandre Baldo (Alan), Elena Caccamo (Gladys), Mathieu Dubroca (Harry) e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento in uno spazio sonoro etereo, sognante, sospeso e sorprendente dove il Tempo, con le sue tante e sfaccettature, scandisce l’incedere dell’opera: “Un Tempo – sottolinea Franceschini – psicologico, tempo metronomico, tempo reale e tempo immaginario, contratto e dilatato, cronometrico e relativo. Un tempo che desideriamo accelerare, rallentare o, talvolta, fermare”.

Biglietti
I biglietti sono disponibili presso le biglietterie del Teatro Comunale di Bolzano (t. 0471 053800 / info@ticket.bz.it) e del Teatro Sociale di Trento (t. 0461 213834, numero verde 800 013952 – online: boxol.it/centrosantachiara/it).

Ulteriori informazioni: www.haydn.it

Photo: Andrea Macchia