Parata di stelle al San Carlo di Napoli: presentata la stagione 2023/24

«Come si disegna la programmazione di una grande Fondazione lirico-sinfonica? Per il nuovo anno – dichiara il sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli, Stéphane Lissner, al tavolo della conferenza-stampa di presentazione del cartellone 2023/2024 accanto al direttore musicale Dan Ettinger e al tenore ospite speciale Jonas Kaufmann nel già nuovo ma ulteriormente rinnovato foyer cafè sottostante la platea – abbiamo optato per due punti essenziali: il primo è legato al luogo in cui siamo e, dunque, era necessario partire dalla storia di questo teatro; il secondo, ha inteso indirizzare la scelta dei titoli in base agli artisti di caratura internazionale».

In realtà, nel valutare l’intera programmazione da dodici titoli d’opera con sei nuovi allestimenti e una sfilata di super voci si rileva, di fatto, un solo titolo diverso dal solito (La Gioconda di Amilcare Ponchielli su libretto di Boito sotto lo pseudonimo anagrammato di Tobia Gorrio data la fonte non alta) e addirittura ben quattro lavori di Verdi, più quattro balletti, sedici concerti, il lodevole Festival pianistico in terza edizione e la rassegna da camera con i professori dell’Orchestra. Risultato, svetta senz’altro la tradizione mirabile delle ugole d’oro. Tra l’altro, anche in tal caso, dai nomi divenuti costanti, magari al varo interessante di ruolo pur se non sempre centrandone le corde. Ecco, in fila, tutte le stelle per la nuova stagione partenopea: Sondra Radvanovsky, Oksana Dyka, Yusif Eyvazov, Rosa Feola, Maria Agresta, Alex Esposito, Mattia Olivieri, Andrzej Filończyk, Selene Zanetti, Anna Pirozzi, Ekaterina Gubanova, Freddie De Tommaso, Alexander Tsymbalyuk, Anna Netrebko, Lianna Haroutounian, Anita Rachvelishvili, Jonas Kaufmann, Giorgio Berrugi, Ludovic Tézier, Francesco Meli, Ernesto Petti, Piero Pretti, Elīna Garanča, John Relyea, Barbara Hannigan, Michael Fabiano, Artur Ruciński, Nadine Sierra, Pretty Yende, Francesco Demuro, Lisette Oropesa fresca “Premio Abbiati”, Xabier Anduaga, Luca Salsi, Maria Agresta. Cui si aggiungono, oltre alla presenza nell’opera celebre per la danza delle ore, due peculiari progetti con il magnifico Kaufmann (l’anomalo, Gala Concerto su brani cult del grande schermo e in superbo tandem il concerto di duetti d’opera con Tézier, più Orchestra di casa, dal progetto discografico “Insieme” targato Sony Classical, alle rispettive date uniche del 2 febbraio e del 6 ottobre 2024). Inoltre c’è la notizia della nomina di un grande esperto, qual è il maestro Roberto Gabbiani, alla guida stabile del Coro della Fondazione dal prossimo 3 settembre e fino all’aprile 2025, uscito di recente dall’incarico capitolino e in arrivo al posto dell’uscente José Luis Basso. Il che, con qualche altra presenza familiare al Costanzi di Roma fra regia e interpreti, porterebbe ad avvicinare l’ipotesi sovrintendenza dell’attuale amministratore delegato Rai Carlo Fuortes.

Dunque quel che manca ancora una volta, e ormai clamorosamente, è l’imprescindibile nesso fra il teatro e la città di Napoli con relativa storia musicale sette e ottocentesca, unica al mondo. Tolto il singolare omaggio popolare alla Canzone napoletana del soprano Maria Agresta con Orchestra diretta da Antonio Sinagra (24 maggio 2024), che comunque è altra cosa, o esclusa la Luisa Miller (inoltre nella mutilante forma di concerto) scritta da Verdi per il Massimo partenopeo, non c’è veramente nulla di quell’identità pur spiccatissima e riconoscibile in ogni stagione del Teatro San Carlo a partire dalla sua costruzione nell’anno 1737 e per l’intero Novecento, fino alle porte dei nefasti giorni del commissariamento. E da lì a oggi, inevitabilmente, finito nel generico. Per quanto ai massimi livelli canori.

È così che si inaugura con un’opera rappresentata più volte e che neanche ci appartiene, comunque in nuovo allestimento: è la Turandot di Giacomo Puccini (dal 9 al 17 dicembre 2023) con finale di Alfano (anche se Ettinger sul podio penserà, come ha risposto nell’occasione, a qualche novità), con la regia del giovane Vasily Barkhatov al suo debutto sancarliano e, nel cast, Sondra Radvanovsky in alternanza con Oksana Dyka per il ruolo del titolo, il Calaf di Yusif Eyvazov, Rosa Feola per Liù e Nicola Martinucci per Altoum. Segue d’obbligo un Verdi, in coproduzione con Palermo, Bologna e Madrid, con la versione italiana dei Vespri siciliani (da 21 gennaio al 3 febbraio) firmati Emma Dante. Sul podio, Henrik Nánási; sul palco, tra gli altri, l’Agresta, Mattia Olivieri, Piero Pretti, Alex Esposito. Dal passato, citato guardaroba Lanza Tomasi si ripescano quindi due allestimenti: il Don Giovanni di Mozart con la regia di Mario Martone (dal 16 al 27 febbraio) capitanato dalle voci di Andrzej Filończyk (il premiato Figaro del Barbiere romano di Martone per l’era covid in tv), Roberta Mantegna, Antonio Di Matteo; l’Elektra di Richard Strauss griffata Anselm Kiefer e Premio Abbiati nel 2004, riproposta nel 2017 e, dal 27 settembre al 3 ottobre 2024, sotto la direzione di Mark Elder e con Ricarda Merbeth protagonista. In marzo si rivedrà la Norma di Bellini (nuova produzione del Teatro Real di Madrid) con il poker formato da Anna Pirozzi, Ekaterina Gubanova, Freddie De Tommaso, Alexander Tsymbalyuk.
Punta di diamante della programmazione, come accennato, sarà La Gioconda assente dal 1977 e qui in coproduzione internazionale fra il San Carlo e il Gran Teatre del Liceu di Barcellona con regia di Romain Gilbert, scene di Etienne Pluss (lo scenografo del Don Carlo ripensato lo scorso dicembre dal regista Claus Guth) e costumi di Christian Lacroix. La direzione è affidata al solido Pinchas Steinberg mentre il cast realmente stellare riporta a Napoli Anna Netrebko (La Gioconda), Anita Rachvelishvili (Laura Adorno), Jonas Kaufmann (Enzo Grimaldo) e Ludovic Tézier (Barnaba). Ad alternarsi con la compagnia principale saranno Lianna Haroutounian, Yulia Matochkina, Giorgio Berrugi, Ernesto Petti (nelle recite dell’11, 14 e 17 aprile).

Di indubbio interesse, anche il dittico che riporta in scena Il castello del principe di Barbablù di Béla Bartók stavolta con La voix humaine di Francis Poulenc. La regia è del Leone d’Oro Krzysztof Warlikowski, in coproduzione con l’Opéra National de Paris e il Real di Madrid (dal 24 al 30 maggio). Voci al top con il Barbablù di John Relyea (in questi giorni applaudito Hunding wagneriano) e la Judit di Elīna Garanča. Nel monologo di Poulenc (assente da 29 anni) c’è invece Barbara Hannigan, per la prima volta a Napoli.
Poi ancora tanto, troppo Verdi: con la Luisa Miller (il 6 e il 9 giugno 2024, in forma di concerto) sotto la direzione di Daniele Callegari e il debutto nel ruolo eponimo di Nadine Sierra al fianco di Michael Fabiano e Artur Ruciński; con l’ennesima Traviata (dal 14 al 30 luglio 2024) nella produzione sancarliana “sotto la pioggia” per la regia di Lorenzo Amato, resa tuttavia speciale dalla terna di interpreti formata da Lisette Oropesa (in verità relativamente convincente nella romana Violetta Valéry firmata Martone), da Xabier Anduaga e da Luca Salsi rispettivamente Alfredo e Giorgio Germont. Dirige il bravo Giacomo Sagripanti; infine con il Simon Boccanegra (11 e 13 ottobre 2024, in forma di concerto) assegnato a Michele Spotti alla testa di Orchestra e Coro del San Carlo e affidato agli interpreti Ludovic Tézier (Simon Boccanegra), Michele Pertusi (Jacopo Fiesco), Marina Rebeka (Amelia), Francesco Meli (Gabriele Adorno), Ernesto Petti (Paolo Albiani).

Completano la proposta lirica: il secondo tassello della “trilogia Tudor” di Gaetano Donizetti con Maria Stuarda (dal 20 al 29 giugno 2024) in coproduzione internazionale fra San Carlo, Dutch National Opera e Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia (regia di Jetske Mijnssen, direzione di Riccardo Frizza e debutto nel ruolo del titolo di Pretty Yende, poco convincente stando alla sua recentissima prova in recital); l’ennesima Carmen di Bizet (dal 25 ottobre al 3 novembre 2024) dopo il pieno successo in piazza del Plebiscito diretta stavolta in teatro da Dan Ettinger (versione scenica di Daniele Finzi Pasca) alla testa di Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del San Carlo. Cantano Aigul Akhmetshina (Carmen), Dmytro Popov (Don José), Mattia Olivieri (Escamillo), Selene Zanetti (Micaela).

Per la Stagione di Danza, che vedrà protagonisti étoiles, solisti e il Balletto del Teatro di San Carlo diretto da Clotilde Vayer, si parte il 23 dicembre con il Don Chisciotte di Minkus nella versione Nureyev, per poi proseguire in primavera con il più volte applaudito Romeo e Giulietta di Prokof’ev versione MacMillan. Seguiranno: un primo trittico a firma del notevolissimo coreografo americano Jerome Robbins (dal 19 al 28 luglio 2024) e, dal 7 all’11 settembre, un secondo trittico dal titolo “La Danza francese da Serge Lifar a Roland Petit”.

Fra i sedici concerti, oltre all’inaugurazione diretta da Ettinger (il prossimo 20 dicembre) con la Quinta di Schubert e la Grande Messa K. 427 di Mozart (voci soliste Nadine Sierra, Ana Maria Labin, Attilio Glaser, Adolfo Corrado) si segnalano il “Rach 3” suonato dal pianista russo Nikolay Lugansky al fianco dell’Orchestra del San Carlo diretta da Pinchas Steinberg, il Primo Concerto di Šostakóvič con Lucas Debargue al pianoforte e Matilda Lloyd alla tromba sotto la direzione dell’ottimo Marco Armiliato, i due capitoli violinistici con Leōnidas Kavakos (22 giugno 2024) e Anna Tifu in chiusa. Al centro ci sono intanto e soprattutto i recital delle stelle giocate “in compresenza” con la stagione lirica, quindi Agresta, Kaufmann, Tézier, Relyea, Hannigan (con pagine di Zorn, Skrjabin e Messiaen), Sierra (accompagnata da Vincenzo Scalera in arie in volo da Charpentier a Braga), Salsi, Oropesa (per Mozart) e una Faust-Symphonie di Liszt con il meraviglioso Gregory Kunde (28 giugno) diretta dal vertice principale Ettinger.

Infine, dal 25 al 31 maggio 2024, il Festival Pianistico in terza edizione sarà inaugurato dopo la folgorante Pires di quest’anno dall’ormai leggendario Grigory Sokolov, per poi ospitare David Fray, Mikhail Pletnev e Francesco Piemontesi mentre, il 26 marzo, l’Orchestra del Teatro sempre con Ettinger sarà nuovamente ad Aix-en-Provence (questa volta per il Festival di Pasqua diretto da Dominique Bluzet e Renaud Capuçon) con un concerto che vedrà protagonisti Maria Agresta e Freddie De Tommaso.

E mentre Lissner ha concluso la sua presentazione siglandola con un bel “et voilà”, il tenore Jonas Kaufmann, in queste sere splendido Siegmund sul palco e ospite al tavolo per l’incontro sulla nuova stagione, ha parlato con grande entusiasmo dei suoi tre nuovi impegni che lo riporteranno il prossimo anno ancora a Napoli, al San Carlo. «Sono molto, molto felice – ha dichiarato il tenore tedesco amato nel mondo intero – che tali occasioni mi abbiano dato e ancora mi daranno la possibilità di toccare il cielo ai massimi livelli della nostra arte grazie alla collaborazione al fianco di interpreti straordinari. Fra questi cito il baritono Ludovic Tézier, con il quale è capitato più di una volta di volare entrambi a livelli altissimi in virtù di uno scambio artistico reciproco e magnifico. Con lui canterò il prossimo 17 luglio nell’Otello di Verdi in forma di concerto grazie a un parziale cambio di cast, rispetto a quello presente all’inaugurazione nel dicembre 2021 con regia di Mario Martone e direzione musicale di Michele Mariotti, in occasione della prima tournée del San Carlo nella prestigiosa vetrina di Aix-en-Provence. Ebbene, da questa speciale liaison, torneremo a cantare insieme nella prossima stagione napoletana, nella Gioconda e nel Concerto dei duetti che riprende il nostro recente progetto discografico. Più che un mercato di prima classe, il riuscire a chiamare all’appello tanti interpreti di tale calibro direi che è una festa e un sogno di grandi voci».

Ulteriori informazioni: www.teatrosancarlo.it