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Napoli, a Gregory Kunde il Premio Internazionale Casa Museo Enrico Caruso

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Giunto alla sua seconda edizione, venerdì 8 dicembre alle ore 18,30 nella Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, adiacente alla casa dove nacque il “Tenorissimo” verrà conferito al tenore Gregory Kunde, il Premio Internazionale “Casa Museo Enrico Caruso”.

Il comitato scientifico, presieduto da Gaetano Bonelli, direttore della Casa Museo, d’intesa con Lello Reale, presidente Associazione “Casa Museo Enrico Caruso APS”, Ivano Caiazza, direttore artistico della Casa Museo, Filippo Zigante, compositore e direttore d’orchestra e Paola De Simone, musicologa, ha unanimemente conferito la seconda edizione del Premio, riportando la seguente motivazione: “A Gregory Kunde, rossiniano rigoroso, belcantista e belliniano puro per la sontuosa bellezza della voce e per l’eleganza arabescata del fraseggio. Ideale eroe romantico del primo ma anche dell’ultimo Ottocento in successiva maturazione drammatica che, con timbro luminoso e pieno slancio, ha sempre garantito forza e statura, smalto e verità di accenti ai suoi tanti personaggi teatrali fin qui interpretati, dominando con padronanza di suono e ampiezza dei fiati le molteplici situazioni espressive, i passaggi di registro, le proiezioni all’acuto timbrate e potenti. Lo statunitense Gregory Kunde è infatti tenore fra i massimi del nostro tempo in virtù di una tecnica canora infallibile e di longevità inossidabile, forgiata anche per i tardi ruoli verdiani sulla ferrea e più alta lezione del belcanto unendovi una propria, peculiare sapienza nella tornitura dello stile e delle condotte musicali. Risorse che lo hanno portato a svettare sul più ampio orizzonte lirico internazionale dal secondo Novecento a tutt’oggi, con esecuzioni puntualmente memorabili quanto miracolosamente intatte oltre le soglie del tempo.
Al vertice, entro un ampio catalogo di ruoli rossiniani, belliniani, donizettiani e verdiani, Mozart e Busoni compresi, si collocano il suo nobilissimo Arturo nei Puritani di Vincenzo Bellini, uno strepitoso Otello di Rossini e più di recente anche di Verdi, l’incisivo Radamès in Aida, il Samson restituito all’originale calibro lirico in Saint-Saëns e, per Puccini, un appassionato Luigi nel Tabarro, il Calaf a punta di diamante in Turandot“.

Dopo il successo maturato nella prima edizione a seguito del riconoscimento al tenore Jonas Kaufmann, il Premio si attesta a mantenere un livello qualitativamente alto, al punto che la scelta del comitato scientifico ha riscosso anche il consenso di Francesco Canessa, giornalista, saggista e critico musicale, nonché decano dei carusiani, il quale, appresa la notizia, così si è espresso: “Ottima scelta quella di Kunde. Carriera lunga e prestigiosa, al passo col mutare delle sue caratteristiche vocali, partito con Rossini e giunto sino al vertice verdiano di Otello e alla recente, ammirevole interpretazione a Torino del ruolo asperrimo di Eleazar nella Juive di Halévy, che Caruso scelse ed esaltò al Met come estrema esperienza della sua vita artistica”.
Quest’anno il comitato scientifico ha inteso far coincidere la cerimonia del conferimento della seconda edizione del Premio, con la prima edizione del Concorso lirico Internazionale “Casa Museo Enrico Caruso” che si terrà dal 7 al 9 dicembre; così da consentire anche agli iscritti ed a quanti interverranno al concorso lirico, di poter assistere alla premiazione e di conoscere il tenore Gregory Kunde.

Photo: Chris Gloag

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