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La nuova stagione del Regio di Torino: un cartellone all’insegna di Puccini. Ritorna Muti

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Amour Toujours è il titolo della nuova Stagione del Teatro Regio, che inizia il 21 settembre 2023 e si conclude il 4 luglio 2024. Una Stagione emblematica per il teatro che propone quattordici titoli, di cui otto nuovi allestimenti: spettacoli importanti, preziose rarità, artisti di fama e giovani interpreti dalla carriera in ascesa. Protagonisti assoluti sono Giacomo Puccini, nell’anno del centenario, e il Maestro Riccardo Muti, che torna al Regio con un imprescindibile titolo verdiano. È un nuovo inizio per il Regio, che presenta quindi una nuova immagine e un nuovo logo – realizzato da Undesign Agency a partire da un bozzetto originale e inedito di Carlo Mollino – simboli di un teatro aperto al futuro, saldamente legato alla propria storia, musicale e architettonica, con profonde radici nella Città e nel cuore del suo pubblico. Un teatro che torna a produrre, con lo sguardo rivolto all’Italia e all’Europa.

Mathieu Jouvin, sovrintendente, afferma: «L’amore, in tutte le sue manifestazioni, pervade questa Stagione e per questo abbiamo scelto come titolo guida Amour Toujours. L’opera lirica e il balletto sono generi che hanno saputo esplorare in modo profondo e intenso l’amore e tutte le sue sfumature, offrendoci alcune delle rappresentazioni più potenti e toccanti di questo sentimento universale che permea le nostre vite. Ogni compositore ne ha messo in evidenza la forza simbolica e rituale svelandone le più intime sfaccettature: da Eros, Agape e Philia, alle mille nature dell’Amore».

Cristiano Sandri, Direttore artistico, aggiunge: «Abbiamo voluto dare il giusto spazio alla tradizione lirica italiana e anche ampliare lo sguardo verso l’Europa, con la voglia di proporre opere fondamentali di compositori sia italiani sia stranieri e alcune rarità. Il teatro sta rinsaldando il rapporto con il proprio pubblico e costruendone uno con il nuovo, quindi ci sentiamo pronti a lanciare una “sfida”, proponendo titoli rari e allestimenti originali, perché sappiamo che c’è una platea pronta a recepirli. Anche per quanto riguarda gli interpreti, i direttori e i registi, abbiamo scelto nomi straordinari e noti al grande pubblico, e giovani artisti di cui seguiamo la carriera con interesse e che siamo felici di invitare per la prima volta a Torino. Protagonisti della Stagione e autentico vanto del nostro Teatro, sono l’Orchestra, il Coro e il Coro di voci bianche del Regio. Crescita personale e sfida stanno alla base dell’esperienza, riuscitissima, con il Regio Ensemble, il cui percorso formativo prosegue e che nel 2024 sarà arricchito da nuovi componenti».

La Stagione d’Opera e di Balletto si apre il 21 settembre con La Juive (L’ebrea) di Fromental Halévy (21 settembre – 3 ottobre) in un nuovo allestimento firmato da Stefano Poda, il regista visionario che con il Regio ha un rapporto molto forte e che con il suo tocco onirico e poetico ha creato spettacoli come Thaïs, Faust e Turandot. Torino applaudì l’opera per l’ultima volta nel 1885: amore, morte e mistero i temi del grand-opéra di Halévy, che contiene grandiosi brani di assieme e melodie seducenti che entusiasmarono all’epoca il pubblico di tutto il mondo e compositori illustri come Wagner e Mahler. Non poteva che essere un direttore di grande prestigio come Daniel Oren a dirigere un simile capolavoro e un cast che vede tra i protagonisti due importanti ritorni: Gregory Kunde, al suo debutto come Éléazar, uno dei ruoli tenorili più complessi del repertorio francese, Mariangela Sicilia (Rachel) dopo l’ottima prova nel Don Giovanni, e Riccardo Zanellato (Brogni).

Dal 6 al 14 ottobre, al Piccolo Regio Puccini, va in scena un nuovo allestimento di Un mari à la porte, operetta di Jacques Offenbach, in prima esecuzione a Torino. Composto a Parigi nel 1859, questo titolo è l’ideale contraltare della Juive, nata a pochi anni di distanza. L’accostamento del grand-opéra e dell’operetta vogliono dare l’opportunità al pubblico di immergersi completamente nell’atmosfera di fervore culturale parigino del XIX secolo. Prosegue il viaggio tra Italia e Francia iniziato con La figlia del reggimento. Dopo la collaborazione instaurata con le compagini artistiche del teatro, e grazie all’esperienza dell’Ensemble, il giovanissimo direttore Riccardo Bisatti torna al Regio come ospite. La nuova produzione, con la regia di Anna Maria Bruzzese, è interamente targata Regio con le scene di Claudia Boasso e i costumi di Laura Viglione.

Il primo appuntamento con Giacomo Puccini, nell’anno delle celebrazioni, non poteva che essere con La bohème, nata al Regio nel 1896, e da allora fra le opere più rappresentate al mondo. Dal 21 al 29 ottobre l’amore autentico fra Mimì e Rodolfo, la passione di Musetta e Marcello e l’amicizia bohémien dei giovani squattrinati parigini vanno in scena nell’intramontabile allestimento di Giuseppe Patroni Griffi realizzato per il centenario dell’opera. Ridanno vita a questo capolavoro la direzione del giovane Maestro Andrea Battistoni, l’interpretazione di Erika Grimaldi nel ruolo di Mimì e quella della emergente Federica Guida come Musetta.

Dal 17 al 26 novembre prosegue l’omaggio a Puccini con La rondine, e la sua musica brillante, ironica e disincantata, affidata alla bacchetta del maestro Francesco Lanzillotta, riconosciuto interprete del repertorio novecentesco. Pierre-Emmanuel Rousseau torna al Regio, dopo aver inaugurato la Stagione 2023, per firmare questo nuovo allestimento che colloca l’azione nel 1973 «in omaggio ai 50 anni del nuovo Regio progettato da Carlo Mollino – spiega il regista – anno che permette di evocare nel mio allestimento per l’atto II il fascino degli anni di Yves Saint Laurent, Jacques de Bascher, Loulou de la Falaise, Brigitte Bardot e Serge Gainsbourg; come un film di Claude Sautet, che vedrebbe innamorarsi, e dilaniarsi a vicenda, Romy Schneider, Alain Delon e Michel Piccoli, in un vortice di musica senza fiato».

Dicembre è, come da tradizione, il mese della danza. Dal 7 al 17 va in scena uno dei balletti romantici più amati: La bella addormentata su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e coreografia di Marcia Haydée (da Marius Petipa) nell’interpretazione dei Solisti e del Corpo di ballo del Teatro Nazionale di Praga. Dal 22 al 31 dicembre, un tuffo nel cuore della Spagna con un balletto elettrizzante: Don Chisciotte, titolo tra i più brillanti del repertorio classico grazie alla partitura sfavillante di Ludwig Minkus. Il Balletto dell’Opera di Kiev, che porta in scena la versione coreografica di Viktor Litvinov tratta dalla coreografia di Marius Petipa, Aleksandr Gorskij e Kasian Golejzovskij.

Il 2024 inizia con un appuntamento speciale: la magia della grande danza con Roberto Bolle e interpreti internazionali nell’ormai celeberrimo Roberto Bolle and Friends: una produzione ArteDanza per tre spettacoli straordinari dal 4 al 7 gennaio.

Dal 25 gennaio all’ 1 febbraio è protagonista al Regio l’umorismo irresistibile quanto cinico di Don Pasquale. L’opera di Gaetano Donizetti va in scena nello storico allestimento con la regia di Ugo Gregoretti e con le scene e i costumi di Eugenio Guglielminetti. Sul podio sale il maestro Alessandro De Marchi per dirigere un cast superbo di specialisti del repertorio che vede Nicola Alaimo e Lucio Gallo alternarsi nel ruolo del titolo, Maria Grazia Schiavo, Antonino Siragusa e Simone Del Savio.

Riccardo Muti è senza dubbio uno dei più prestigiosi direttori al mondo, “l’apostolo del mito italiano” (come lo definì il giornalista Lorenzo Arruga): la sua brillante carriera e la personalità magnetica ne fanno costantemente fonte di ispirazione e di fascino. Un ballo in maschera, il capolavoro di Giuseppe Verdi si preannuncia imperdibile e vede il glorioso ritorno del Maestro al Regio. Il nuovo allestimento, in scena dal 21 febbraio al 3 marzo, è firmato da Andrea De Rosa. Regista teatrale di prosa e opera lirica, De Rosa è stato direttore del Teatro Stabile di Napoli ed è oggi alla direzione del TPE Teatro Astra di Torino. Con il Maestro Riccardo Muti ha già collaborato per la messa in scena del Don Pasquale di Donizetti (Ravenna, Madrid) e Il matrimonio inaspettato di Paisiello (Festival di Pentecoste di Salisburgo). Il pubblico torinese ha potuto apprezzare la sua lettura registica nel Manfred di Schumann/Byron e nel dittico formato da Goyescas di Granados e Suor Angelica di Puccini. Atteso il debutto nel ruolo di Renato per Luca Micheletti, protagonista dell’ultimo Don Giovanni.

Mentre i primi film di ambientazione western, brevissimi e muti, facevano furore sul grande schermo, nel 1910 Giacomo Puccini pensò di trasferire una di quelle storie di pistoleri e di disperati sul prestigioso palcoscenico del Metropolitan Opera di New York. Il risultato fu La fanciulla del West (22 marzo – 2 aprile) un’opera del tutto originale, sia per il soggetto sia per lo stile musicale. Sul podio sarà impegnato il  Maestro Francesco Ivan Ciampa, nei ruoli principali canteranno  Jennifer Rowley al debutto nel ruolo di Minnie, Roberto Aronica (il bandito Johnson) e Gabriele Viviani (lo sceriffo Jack Rance). Al suo debutto al Regio, la regista argentina Valentina Carrasco – vincitrice del Premio Abbiati per La favorite del Donizetti Opera 2022 – prende spunto dalle suggestioni cinematografiche del libretto e della partitura, proponendo un nuovo allestimento che rende omaggio al genere western.

Dal 7 all’ 11 aprile al Piccolo Regio Puccini si presenta invece The Tender Land di Aaron Copland, un’opera intima, ambientata in un’America rurale, chiusa e conservatrice al tempo della Grande Depressione. Ispirata a un reportage giornalistico, Let Us Now Praise Famous Men, l’opera, dopo una prima tiepida accoglienza, conquistò i giovani artisti dei college newyorkesi complici le danze e le melodie modellate sul folklore americano, le pagine corali piene di sentimento, e soprattutto la vicenda della giovane protagonista, che nei giorni del diploma scopre l’amore, la delusione e un irresistibile desiderio d’indipendenza. Copland ammise che, per esaltare la bellezza semplice del suo lavoro, «l’ideale sono le sale piccole, gli interpreti freschi e un pubblico dal cuore giovane». E noi aggiungiamo un team di giovani interpreti, gli artisti del Regio Ensemble, e due artisti altrettanto giovani: il direttore Alessandro Palumbo e il regista Paolo Vettori.

Mathieu Jouvin spiega: «Credo fermamente che sia compito di una istituzione culturale come il Teatro Regio, proporre grandi titoli e compositori della tradizione italiana, ma non solo. Dopo la felice esperienza con Powder Her Face, il Piccolo Regio Puccini torna a essere il luogo dove sperimentare e arricchire la programmazione, fornendo stimoli e differenti punti di vista, come l’accostamento dell’operetta di Offenbach Un mari à la porte al grand-opéra La Juive, e di The Tender Land di Copland alla Fanciulla del West».

La Stagione prosegue dal 19 al 26 aprile con l’opera d’esordio di Giacomo Puccini, Le villi, che mise immediatamente in evidenza la capacità del giovane compositore di creare melodie intense e potenti scritture sinfoniche. La nuova versione, rimaneggiata in tempi record all’indomani della prima, debuttò proprio al Regio di Torino nel 1884. Viene riproposta, per la prima volta dopo quel clamoroso successo, con la conduzione di Riccardo Frizza, specialista del repertorio. La nuova produzione è curata da Pier Francesco Maestrini, animato dal desiderio di esplorare il mondo ultramondano e demoniaco. Il regista, per la prima volta al Regio, parte da un presupposto: non deve trarre in inganno che il compositore si sia ispirato al balletto Giselle di Adolphe Adam per comporre l’opera-ballo Le villi, perché nella musica Puccini riversa tutta la sua irruenza giovanile con l’intento, non mediato dalla prudenza della maturità, di scioccare lo spettatore. Protagonisti Roberta Mantegna nel ruolo di Anna, Martin Muehle in quello di Roberto e Simone Piazzola come Guglielmo Wulf.

Dal 17 al 26 maggio Der fliegende Holländer (L’Olandese volante) segna il ritorno in cartellone di un titolo di Richard Wagner; l’opera va in scena nell’allestimento onirico di Willy Decker, che suscitò applausi entusiastici all’apertura della Stagione 2012-2013. Sul podio Nathalie Stutzmann, prima donna a fare un doppio debutto al Metropolitan Opera e direttrice che si sta imponendo in ambito wagneriano, come dimostra la sua partecipazione al prossimo Festival di Bayreuth. L’Olandese è Mulligan Brian, Johanni von Oostrum interpreta Senta.

Ultima produzione della Stagione, dal 21 giugno al 4 luglio, un altro titolo fondamentale di Giacomo Puccini, Il trittico, che il Regio propone come il compositore lo concepì: un percorso unitario dall’oscurità verso la luce, il cui effetto finale è molto più potente della semplice somma delle parti. Jouvin afferma: «È come una vita a 360 gradi: c’è l’amore, c’è il dramma e c’è anche il risvolto buffo. Si incontrano qui le tre nature e dimensioni dell’amore e il Trittico è così potente da mostrare, oltre all’amore, tutte le sfumature delle emozioni e dei sentimenti». Sul podio sale Pinchas Steinberg. Il nuovo allestimento è firmato da Tobias Kratzer, che rilegge la triade in chiave moderna, esaltando le differenze e, allo stesso tempo, creando rimandi e connessioni. Molti degli interpreti debuttano i ruoli: protagonista de Il tabarro e di Gianni Schicchi è Roberto Frontali, mentre Elena Stikhina e Anna Maria Chiuri affronteranno i personaggi intensi della protagonista di Suor Angelica e della zia principessa.

In programma, per la Stagione 2023-2024, le Conferenze-concerto, il nuovo format per presentare le opere al pubblico, condotto dalla giornalista Susanna Franchi che, di volta in volta, incontra gli interpreti protagonisti dello spettacolo, insieme ai giovani del Regio Ensemble impegnati nell’esecuzione delle arie più celebri. Gli incontri sono a ingresso libero.

Ulteriori informazioni: www.teatroregio.torino.it

In copertina, un’immagine del Don Pasquale
con la regia di Ugo Gregoretti

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